21 ottobre 2018
Aggiornato 14:30

Emergenza a Bardonecchia: sei migranti soccorsi a 1700 metri in mezzo alla neve

Nonostante il freddo e la neve, i migranti provano di continuo a raggiungere la Francia attraverso mie montagne: «Rischio incidenti altissimo»
I migranti soccorsi ieri a Bardonecchia
I migranti soccorsi ieri a Bardonecchia (Soccorso Alpino/Croce Rossa)

BARDONECCHIA - Li hanno trovati in mezzo alla neve, al freddo e stremati. Erano vestiti con capi non adeguati, con abbigliamento da recupero, i migranti soccorsi ieri dal Soccorso Alpino sulle montagne sopra Bardonecchia. I migranti, sei ragazzi di origine africana, indossavano scarpe da ginnastica e vestiti normalissimi. L'obiettivo? Arrivare in Francia. E così Bardonecchia si ritrova a fare i conti con un'emergenza mai vista prima, quantomeno in queste dimensioni.

L'EMERGENZA - «La situazione dei migranti a Bardonecchia - ha affermato Luca Giaj Arcota, presidente del CNSAS Piemonte - ha raggiunto un livello di emergenza difficilmente sostenibile. Negli ultimi mesi la nostra stazione locale di soccorritori, insieme al Soccorso Alpino della Guardia di Finanza è stata chiamata in numerosi interventi per migranti dispersi e infortunati in montagna. Nelle ultime settimane, a partire dalle scorse nevicate, la congiuntura ha assunto una dimensione drammatica perché queste persone tentano di passare il confine nonostante le condizioni proibitive e il lavoro di dissuasione che la nostra e altre associazioni porta avanti». 

L'ALLARME - Ieri i migranti sono stati soccorsi da una squadra di cinque tecnici, partita prima a bordo di un gatto delle nevi, capace di proseguire l'operazione con sci e pelli di foca. Il soccorso alpino però, non essendo una forza pubblica, non ha potuto fermare i migranti, che hanno proseguito il loro viaggio anche grazie alla presenza, poco distante, delle autorità francesi. La situazione è drammatica e rischia di precipitare: «Non possiamo impedire loro di affrontare quei sentieri innevati, ma quando è necessario attivare i soccorsi siamo chiamati a fornire il nostro tempo e le nostre risorse, di giorno e di notte. È il compito che la Repubblica italiana ci attribuisce ma è necessario mobilitare altre forze per prevenire ulteriori partenze prima che accadano incidenti più gravi» è il monito lanciato dal presidente del CNSAS Piemonte.