11 dicembre 2018
Aggiornato 10:00

Trapianto di rene alle Molinette a Natale: «Per me il regalo più bello. Lo aspettavo da tre anni»

Paola è un'insegnante di 44 anni. Alla vigilia di Natale ha ricevuto la telefonata più bella, quella che le annunciava l'arrivo di un "nuovo" rene
Il trapianto è stato il regalo più bello per Paola
Il trapianto è stato il regalo più bello per Paola (ANSA)

TORINO - Il più bel regalo di Natale lo ha ricevuto alla vigilia quando le hanno telefonato dall’ospedale Molinette per informarla che da lì a poche ore sarebbe stata operata perché il rene «nuovo» che aspettava da tre anni era arrivato. Paola, insegnante di 44 anni, affetta da glomerosclerosi ha pianto e urlato di gioia mentre comunicava la notizia al marito e all’amica che si trovava a casa con loro: «Quante emozioni in una manciata di secondi», racconta oggi dalla Terapia Intensiva dei Trapianti Renali delle Molinette, «la mia amica mi ha continuato a rincuorare perché a me continuavano a tremare le mani». Da quel momento sono passate poche ore e Paola ha raggiunto l’ospedale di corso Bramante, è stata preparata per tutta la notte del 24 dicembre all’operazione e poi il giorno di Natale è stato eseguito il trapianto del rene.

LA TERZA OPERAZIONE - Per Paola, quella di Natale, non è stata la prima operazione. Lei, affetta come detto dalla glomerosclerosi, una malattia che l’affligge da quando era ragazza e che le provoca lesioni e indurimenti a carico dei glomeruli, cioè la unità funzionali dei reni che servono per la filtrazione dell’urina dal sangue. Il primo trapianto di rene lo ha avuto a 21 anni e a donarglielo era stato il padre. Da lì è iniziato un lungo calvario fatto di dialisi, dieci lunghi anni passati i quali è seguito un secondo intervento e altri tre anni di dialisi. Era il 2015. Negli ultimi tre anni Paola non ha mai smesso di sperare e il rene «nuovo» è arrivato alla vigilia di Natale, come nelle favole. «Ho atteso questo momento per lunghi anni», ha voluto evidenziare più volte la quarantaquattrenne dopo l’operazione, «non so come dire grazie per questo regalo e non smetterò mai di ringraziare la persona che mi ha donato l’organo, un grazie è troppo poco».