11 dicembre 2018
Aggiornato 10:00

Carnevale d’Ivrea, cambia tutto: numero chiuso per la battaglia delle Arance

Il pericolo terrorismo più forte della tradizione: tra blocchi di cemento e numero chiuso, quest’anno la festa sarà diversa
La battaglia delle arance
La battaglia delle arance ()

IVREA - L’allerta terrorismo cambia le abitudini degli eporediesi e degli amanti del Carnevale d’Ivrea. La considerazione è sicuramente amara, ma va fatta: quest’anno, la celebre festa che vede il proprio clou nei giorni compresi tra il 10 e il 13 febbraio, dovrà adattarsi ad alcune misure di sicurezza mai adottate prima che, inevitabilmente, andranno a incidere sul clima di gioia e spensieratezza tipici del Carnevale d’Ivrea.

MISURE DI SICUREZZA - La novità più importante di quest’anno, decisa dalle forze dell’ordine, riguarda il numero chiuso: al Carnevale potranno partecipare non più di 30.000 persone (più gli eporediesi). Impossibile replicare quindi i numeri degli anni scorsi (circa 100.000 presenze). L’attenzione è massima, come dimostrato dalla visita dell’ex questore di Torino Angelo Sanna a Ivrea delle scorse settimane. Per quanto riguarda il capitolo sicurezza, la cabina di regia sarà gestita dalla Prefettura di Torino, che ha già stabilito alcuni paletti per far si che la festa si svolga senza intoppi: un’ app scaricabile sugli smartphone terrà informati i partecipanti sui punti di sicurezza, vie di fuga ed eventi, mentre l’accesso alla città sarà monitorato da steward (più dell’anno scorso), militari e forze dell’ordine. C’è di più: anche gli aranceti non potranno essere più di due al metro quadro. 

FESTA MODIFICATA, NON STRAVOLTA - L’obiettivo è quello di non stravolgere la festa, di non cambiare radicalmente la tradizione. E’ però inevitabile che qualcosa cambi, lo impone l’allarme terrorismo. Un ruolo fondamentale lo svolgeranno i partecipanti, «chiamati» a spostarsi e a essere in costante movimento, evitando grandi assembramenti. Ecco perché vi saranno molti più cartelloni informativi, volti a spiegare ai turisti quale strada percorrere per cambiare piazza o per raggiungere un’uscita di emergenza. Confermati anche i blocchi in cemento utilizzati già l’anno scorso. Tra gli abitanti di Ivrea vi è però ottimismo: gli eporediesi sono convinti che la passione smisurata verso questa secolare tradizione possa essere più forte anche delle limitazioni dovute all’allarme terrorismo.