21 ottobre 2018
Aggiornato 15:00

Maggiore autonomia per il Piemonte? Chiamparino: «No al referendum Maroni-Zaina»

Chiamparino ha inoltre parlato del piano di investimenti che, da qui al 2022, impegnerà oltre 1 miliardo di euro e della delicata situazione di Gtt
Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte
Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte (ANSA)

TORINO - Diversi i temi affrontati dal presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino durante l'odierna conferenza stampa di fine anno. Innanzitutto è emerso che anche la Regione Piemonte potrebbe presto avviare una negoziazione con lo Stato in materia di autonomia. «Continuo a rifiutare la logica referendaria alla Maroni-Zaia, perché hanno un profilo politico che non è il nostro» ha però chiarito Chiamparino. «Diverso è cercare di vedere se, una volta raggiunta la stabilità di bilancio, vi siano competenze che possono essere trasferite dallo Stato alle Regioni. Sono processi lunghi, ma credo», ha aggiunto Chiamparino, «che a questo punto anche il Piemonte abbia le condizioni necessarie per sedersi al tavolo della negoziazione»


CHIAMPARINO - Il presidente Chiamparino ha inoltre parlato del piano di investimenti che, da qui al 2022, impegnerà oltre 1 miliardo di euro per infrastrutture e trasporti, edilizia sanitaria, sistemazione del territorio, ricerca e innovazione, banda larga. Quanto poi al nodo dell'azienda di Trasporti Gtt, che ha tra Regione Piemonte e Comune di Torino un difficile confronto ancora aperto, con l'amministrazione comunale che reclama dalla Regione il pagamento dei debiti per salvare l'azienda alle prese con un buco residuo di 25 milioni, il governatore ha spiegato che «abbiamo ottenuto dal governo la messa a disposizione di 40 milioni per contribuire a mettere in sicurezza l'azienda, ci siamo detti disponibili a fare una transazione sul rapporto crediti debiti aperto da anni con la Città di Torino, e come tutte le transazioni sarà frutto di una valutazione tecnica e non politica che dovrà trovare un punto di equilibrio. Poi dovranno esserci altri soggetti che completano il fabbisogno finanziario del piano: noi siamo disposti a fare la nostra parte» ha concluso Chiamparino, «se la fanno tutti fino in fondo»