21 ottobre 2018
Aggiornato 14:00

Rivoluzione per i torinesi, da gennaio la carta d’identità è solo elettronica

Dopo 13 anni di test dal’8 gennaio 2018 le anagrafi comunali emetteranno solamente il documento in formato elettronico. Addio alla vecchia carta
Dall'8 gennaio dall'anagrafe solo carte d'identità elettroniche
Dall'8 gennaio dall'anagrafe solo carte d'identità elettroniche (ANSA)

TORINO - «A partire dal’8 gennaio 2018 il Comune di Torino emetterà esclusivamente la Carta d’Identità Elettronica». L’avviso sul sito della Città, nella sezione Anagrafe, c’è ormai da tempo e tra qualche giorno sarà un’abitudine con cui i torinesi dovranno avere a che fare nonostante in tredici anni di test di tessere plastificate ne siano state fatte davvero poche. Ma dall’8 gennaio il vecchio modello in carta non sarà più rilasciato e quindi ci si dovrà abituare a questa nuova formula.

COSTO QUADRUPLICATO - Il mancato successo della carta d’identità elettronica è data da diversi fattori, tra cui il tempo che intercorre tra la richiesta e l’arrivo a casa, ma soprattutto il costo: se oggi servono poco più di 5 euro per avere una carta d’identità «vecchio stile», non ne bastano 22 di euro per avere quella elettronica. A cambiare è anche l’iter con cui se ne entra in possesso. Fino all’8 gennaio basterà andare in anagrafe e richiedere una nuova copia direttamente allo sportello, successivamente sarà obbligatorio prenotarsi, compilare un modulo con il dipendente comunale con informazioni che vanno direttamente all’Istituto Poligrafico dello Stato a Roma dove la carta d’identità viene stampata e inviata a casa del richiedente. Il tutto in sei giorni lavorativi.

DONAZIONE ORGANI - La carta d’identità elettronica è del tutto simile a una patente, a una carte di credito o alle tante card che oggigiorno ognuno ha nel portafogli. Le informazioni riportate sono maggiori di quella cartacea. A partire dal codice fiscale stampato sul retro  con tanto di codice a barre. Oppure le immagini delle impronte digitali (un dito della mano destra e un dito della mano sinistra) o i genitori. Ma non solo: all’atto della richiesta di emissione della carta d’identità elettronica, il cittadino può esprimere il consenso o il diniego alla donazione degli organi. La scelta sarà inserita nel database del Ministero della Salute che permetterà ai medici del Coordinamento Regionale delle Donazioni e dei Prelievi di Organi e Tessuti di consultare, in caso di possibile donazione, la dichiarazione di volontà. Si potrà comunque cambiare decisione in qualsiasi momento, recandosi presso la propria Asl.