11 dicembre 2018
Aggiornato 10:00

Caos Musei Torino, Cibrario: «Non mi diverto a licenziare», si va al tavolo di crisi 

Il presiedere di Torino Musei, Maurizio Cibrario, ha riferito dell'incontro avvenuto con i sindacati e del futuro della Fondazione
Commissione del 29 dicembre 2017
Commissione del 29 dicembre 2017 (Diario di Torino)

TORINO - Tutto rimandato al 2018: la situazione dei 28 lavoratori in esubero della Fondazione Torino Musei appare ancora in stallo. Questa mattina, venerdì 29 dicembre, si è svolta in Comune una Commissione congiunta di Cultura e Lavoro, durante la quale il presiedere di Torino Musei Maurizio Cibrario ha riferito dell'incontro avvenuto ieri con i sindacati e, più in generale, delle condizioni in cui verte la Fondazione: «Il bilancio è solido» ha affermato Cibrario, incalzato dal Capogruppo del PD Stefano Lo Russo sul tema della sostenibilità economica e finanziaria della Fondazione. «Se non ci fosse stato il taglio dei contributi da parte del Comune di Torino noi staremmo benissimo» ha proseguito lapidario Cibrario, «Siamo stati costretti a licenziare, io non mi diverto affatto».

LICENZIAMENTI - Eppure la situazione cui si deve far fronte è proprio questa: il taglio da un milione e 300 mila euro c'è stato e i 28 licenziandi sono ancora appesi a un filo. Durante l'incontro di questa mattina è stata ribadita inoltre l'impossibilità del ritiro delle procedure di licenziamento da parte della Fondazione. Cosa fare dunque? La "patata bollente" passa alla Regione e, per il momento, sembra essere tutto rinviato al tavolo di crisi convocato per il 9 gennaio a cui parteciperà anche l'assessora alla Cultura  Antonella Parigi. «In merito alla difficile situazione della Fondazione Torino Musei, la salvaguardia dei posti di lavoro rimane per noi un impegno prioritario» ha affermato Parigi in una nota diramata nella giornata di ieri, «Per questo, come richiesto dai rappresentanti sindacali, abbiamo convocato insieme all'assessora Pentenero un tavolo di crisi, che si terrà il prossimo 9 gennaio presso l’assessorato al lavoro».

COMUNE -  Intanto il Comune di Torino, nella persona dell'assessora Francesca Leon, ha ribadito l'importanza di mettere in atto la clausola di salvaguardia per tutti coloro che ne hanno diritto, previa discussione con i sindacati e accettazione dei lavoratori. «Questo è già un intervento strutturale molto importante» ha spiegato Leon, «perché va a ridurre dei costi alla Fondazione». Dopodiché, l'assessora alla Cultura ha dichiarato che le risorse da dedicare alla Fondazione Torino Musei ci sono e saranno disponibili fino al 2020 e ha infine accennato al possibile riassorbimento dei lavoratori all'interno del Museo Regionale di Scienze Naturali che aprirà, secondo una stima indicativa, nella seconda metà del 2019. Intanto oggi pomeriggio si terrà un incontro tra Leon e sindacati per discutere di altre possibili soluzioni per i 28 lavoratori che dal 15 di dicembre si trovano, loro malgrado, nell'occhio del ciclone.