16 ottobre 2018
Aggiornato 03:30

Campi rom, tra burocrazia e problemi di sicurezza il regolamento rimane in stand by

Annunciato a fine agosto, il regolamento non è ancora attivo nei campi nomadi: secondo l'assessore Schellino verrà introdotto nel 2018, ma non ci sono certezze
Uno degli incendi al campo nomadi
Uno degli incendi al campo nomadi (Diario di Torino)

TORINO - Quando verrà introdotto il regolamento per la gestione dei campi nomadi autorizzati? Attualmente non vi è una risposta precisa. Qualcosa, dopo mesi di stand by, inizia a emergere: il regolamento, un provvedimento innovativo mai utilizzato prima, avrebbe dovuto essere già attivo ma in realtà è fermo ai box. Stoppato da una burocrazia lenta e interminabile, rallentato dalla difficoltà di mettere in sicurezza quelle zone.

LE DIFFICOLTA' - L'assessore con deleghe ai campi rom, durante la conferenza stampa di fine anno, prova a spiegare: «Il regolamento è stato approvato in Giunta ed è al vaglio delle commissioni consiliari e di Circoscrizione». Quando verrà messo a punto, quindi? Si parla del 2018, ma non vi sono tempistiche precise. Potrebbe essere attivo nei primi mesi dell'anno (difficile) o verso la fine del 2018 (più probabile). Sì, perché una volta sbrigate le pratiche burocratiche, bisognerà comunque operare in condizioni di sicurezza. Condizioni di sicurezza che tra assalti al canile di via Germagnano, roghi all'ordine del giorno e imboscate agli operatori Amiat, sembrano utopistiche. La stessa Chiara Appendino ha affermato come la questione sicurezza sia una priorità: solo una volta stabilite le condizioni di sicurezza si potrà introdurre il regolamento senza particolari tensioni. L'operazione è complicata. Ecco perché, al di là delle buone intenzioni, filtra pessimismo sulle tempistiche. Di certo l'attuazione del regolamento non sarà immediata, anzi.

IL REGOLAMENTO - Il regolamento verrà introdotto in quattro campi rom: via Germagnano, strada Aeroporto, Sangone e Le Rose. Chi rispetterà le regole riceverà un permesso rinnovabile di anno in anno, i trasgressori verranno espulsi e perderanno il diritto di stare nel campo rom. Non solo: i nomadi dovranno saldare i debiti pregressi per poter usufruire delle aree di sosta. Un progetto senz’altro rivoluzionario e molto importante, soprattutto per i torinesi che vivono vicino ai campi, ma ancora fermo ai box. E che ai box rischia di rimanerci a lungo.