19 giugno 2019
Aggiornato 09:30
Capodanno 2018

Capodanno al chiuso: «Appendino è vittima della 'sindrome di piazza San Carlo'»

Il commento del capogruppo della Lega Nord, Fabrizio Ricca, sul Capodanno al chiuso a Torino
Chiara Appendino, sindaca di Torino
Chiara Appendino, sindaca di Torino ANSA

TORINO - A due giorni di distanza dalla notte di San Silvestro la polemica sul Capodanno torinese entra nel vivo tra i cittadini e all'interno delle stanze di Palazzo Civico. A prendere la parola oggi, martedì 2 gennaio, è il capogruppo della Lega Nord Fabrizio Ricca che, con i dati alla mano, commenta l'evento messo in piedi sotto l'amministrazione Appendino: «Non si può parlare di successo se viene confermato che nei due luoghi (PalaAlpitour e Spazio 211) in totale ci sarebbero stati poco più di 4 mila torinesi» afferma Ricca e prosegue: «Senza dimenticare che sarebbe stato sicuramente più giusto utilizzare i circa 300mila euro spesi per salvare i 28 dipendenti della Fondazione Torino Musei!»

CAPODANNO - In tanti poi hanno contestato alla sindaca di Torino, Chiara Appendino, la decisione di organizzare la festa dell'ultimo dell'anno al chiuso, rinunciando al tradizionale brindisi in piazza. «E' scandaloso come Torino sia stata l’unica città italiana a non organizzare niente nelle sue piazze» tuona Ricca, «Appendino è vittima della «sindrome di piazza San Carlo» e ormai per paura preferisce non fare che fare, cioè invece di cercare di organizzare bene gli eventi preferisce non farne. Ma il 3 giugno non può essere una scusa. Grandi città europee, come ad esempio Parigi, hanno dimostrato nonostante colpite più volte dal terrorismo che la paura si combatte riempendo le piazze che oggi Appendino lascia vuote e desolate».