23 ottobre 2018
Aggiornato 00:00

Piazza San Carlo, perché il Salotto di Torino è dedicato a un milanese?

Iniziamo col dire che piazza San Carlo non è certo dedicata a un milanese qualunque, bensì all'arcivescovo di Milano, San Carlo Borromeo
Piazza San Carlo
Piazza San Carlo (Mario Alesina)

TORINO -  Ci sarete passati mille volte, ne avrete probabilmente ammirato l'architettura e assaporato il fascino antico ed elegante, ma non tutti forse sanno che la bella piazza San Carlo, il Salotto 'Bene' di Torino, è dedicata a un milanese. Qui i più campanilisti salteranno sull'attenti, me li vedo: «Come è possibile?», diranno, «Perchè una delle più importanti piazze di Torino è dedicata a un milanese?». Ebbene, un motivo c'è e andiamo a vedere qual è.

SAN CARLO -  Iniziamo col dire che piazza San Carlo non è certo intitolata a un milanese qualunque, bensì all'arcivescovo di Milano, San Carlo Borromeo, per cui la Città di Torino ebbe storicamente, e ha tutt'ora, una particolare devozione. Per capire però che cosa lega Carlo Borromeo al Salotto di Torino è necessario fare un passo indietro. Era l'autunno del lontano 1578 quando l'arcivescovo di Milano decise di intraprendere un pellegrinaggio a piedi per venerare la Sacra Sindone. C'era solo un piccolo inconveniente: il Sacro Lino si trovava a Chambery e, come è immaginabile, un viaggio da Milano alla cittadina francese comportava più di qualche difficoltà. Per questa ragione, l'allora duca di Savoia Emanuele Filiberto diede ordine di trasportare la Sindone da Chambery a Torino per agevolare il viaggio dell'arcivescovo. Il soggiorno della Sindone a Torino ufficialmente doveva essere solamente temporaneo, nei fatti invece divenne permanente e da allora non ha mai lasciato il capoluogo sabaudo.

SINDONE - Carlo Borromeo dopo cinque giorni di cammino arrivò a Torino e si fermò ad ammirare la Sacra Sindone proprio nella piazza che ora è nota ai torinese e turisti come piazza San Carlo. L'evento è anche ricordato in un piccolissimo dipinto esterno della Sindone affacciato sulla piazza, nascosto all'angolo alto di via Alfieri. In relazione  a questo episodio il Salotto di Torino fu intitolato all'arcivescovo Borromeo, di cui ancora oggi porta con orgoglio il nome. Solamente per un breve periodo, nel corso dell'occupazione napoleonica di Torino (1800-1814), piazza San Carlo prese il nome di place Napoléon.

PIAZZA - Come se non bastasse, la piazza porta altri due segni tangibili della stima dei torinesi nei confronti dell'arcivescovo. Il primo è il monumento equestre a Emanuele Filiberto di Savoia, opera di Carlo Marocchetti, che venne inaugurato il 4 novembre del 1848, giorno della festività di San Carlo Borromeo. Il secondo è ancora più evidente e si tratta di una delle due meravigliose chiese gemelle che dominano sulla piazza, consacrate rispettivamente a Santa Cristina (quella a sinistra, guardando verso la stazione di Porta Nuova) e a San Carlo.