18 agosto 2019
Aggiornato 02:30
Tragedia di Matteo Penna ed Elisa Ferrero

Nuovi particolari sulla tragedia di Condove, dopo la tragedia: «Non mi dispiace per nulla»

A riferirlo è stata un'amica della coppia presente al momento dell'incidente. La sua testimonianza potrebbe essere decisiva per capire la dinamica dei fatti

TORINO - Emergono nuovi particolari inquietanti sul caso del tragico incidente avvenuto a Condove il 7 luglio scorso dove Elisa Ferrero, aspirante medico di 27 anni, è stata uccisa nello scontro con un Ford Transit mentre era in sella alla moto del suo fidanzato Matteo Penna. «Non mi dispiace per niente» è la frase messa a verbale durante la testimonianza della fidanzata di uno dei migliori amici della coppia di giovani. La stessa avrebbe raccontato di aver visto un uomo con la maglia blu, poi riconosciuto come Maurizio De Giulio, l’uomo al volante del furgone, che nei minuti subito dopo il fatto diceva che quel che era accaduto non gli dispiaceva per niente. Particolare che si aggiunge ad altre testimonianze di chi quel pomeriggio si trovava in coda prima di raggiungere la rotonda in cui è avvenuto l’incidente. «Il furgone non ha mai rallentato e di questo ne sono sicuro», ha detto un altro testimone chiave.

NE’ FRENATA NE’ STERZATA - Secondo il consulente tecnico voluto dal pubblico ministero De Giulio non avrebbe fatto nulla per evitare lo scontro con la moto dei ragazzi. «Non risulta che abbia agito sullo sterzo per evitare l’impatto contro il motociclo» e ancora «De Giulio non abbia agito sul sistema frenante né prima dell’urto né dopo quando il Transit ha impattato sul cordolo della rotatoria». Versione differente quella dell’avvocato difensore che, invece, continua ad affermare che il suo assistito ha provato a evitare l’impatto.

CARCERE PER TENTATO OMICIDIO - La testimonianza dell’amica della coppia è riportata nella nuova misura di custodia cautelare. Per Maurizio De Giulio è come se si trattasse di un secondo arresto, questa volta anche per il tentato omicidio di Matteo Penna. Il dettaglio ha di fatto inciso sulle contestazioni. Secondo il giudice infatti il particolare «pare altamente indiziante del fatto che intendimento dell’indagato fosse quello di cercare a tutti costi lo scontro con il motociclo che lo precedeva noncurante delle conseguenze (morte compresa) che devono pertanto ritenersi accettate e volute come risultato di una condotta di guida sconsiderata».