24 ottobre 2018
Aggiornato 07:30

Su Fca lo spettro della cassa integrazione: la Fiom incontra Regione e Comune

I sindacati chiedono un impegno preciso delle istituzioni per garantire un futuro produttivo e occupazionale
Mirafiori, cuore di Fca
Mirafiori, cuore di Fca (ANSA)

TORINO - Aria tesa in Fca, il 2018 non inizia nel migliore dei modi: lo spauracchio della cassa integrazione vigila sui dipendenti, come una spada di Damocle pronta a colpire da un momento all'altro. La preoccupazione è tanta, inutile negarlo, tanto che venerdì la Fiom incontrerà i vertici della Regione Piemonte e della Città di Torino per fare il punto della situazione.

FIOM CHIEDE CHIAREZZA - La cassa integrazione aveva colpito Fca già a novembre e dicembre. La sensazione è che nel 2018 possa essere estese ad altri dipendenti del gruppo automobilistico e non. Non è quindi un caso che l'incontro sia stato richiesto da tempo, perché il rischio che l'incertezza possa minare il futuro di centinaia (o migliaia) di dipendenti è reale. «I tempi di cui si parla per l'annuncio, da parte di Fca, di futuri investimenti sono troppo lunghi e acuiscono incertezza e preoccupazione tra i lavoratori. Alle istituzioni chiederemo di attivarsi per sollecitare maggiore trasparenza e tempestività nel rispondere ai tanti interrogativi aperti. Limitarsi ad aspettare la 'buona novella' dell'azienda ci sembra rischioso», sottolinea Federico Bellono, segretario provinciale Fiom. La richiesta al tavolo delle istituzioni è una sola: chiarezza sull'impegno per garantire un futuro produttivo e occupazionale negli stabilimenti torinesi di Fca.