Cronaca | Inquinamento

«Che aria respirano i bambini a Torino?», un dispositivo misura i Pm2,5 da casa a scuola

ll progetto è nato grazie ai fondi (17 mila euro) del bando 'Urban95' e risponde alla domanda: «A Torino che aria respira un bambino all’altezza di 95 cm?»

Progetto pilota nella città di Torino
Progetto pilota nella città di Torino (Che Aria Respiro)

TORINO - «Una città in cui i bambini stanno bene è una città in cui stanno bene tutti» recita uno slogan a cui spesso ricorrono gli esperti della prima infanzia. Condividono a pieno questa visione delle cose i componenti del gruppo 'Che aria respiro', cittadini preoccupati per la qualità dell'aria di Torino che hanno deciso di unirsi per portare avanti un progetto di sensibilizzazione sull'effetto che le polveri sottili hanno sui più piccoli. 

PROGETTO - Il progetto, partito la scorsa estate dallo Spazio 06 del quartiere di Porta Palazzo, è nato grazie ai fondi (quasi 17 mila euro) del bando 'Urban95' lanciato dalla Fondazione olandese Bernard van Leer. La domanda a cui i vincitori del concorso hanno risposto era: «Se guardaste la città stando a 95 cm, l’altezza media di un bambino di 3 anni in buona salute, cosa fareste di diverso?». Il primo pensiero è andato immediatamente alla qualità dell'aria, tema quanto mai attuale per la città della Mole. Un problema di dimensioni enormi che il gruppo di 'Che aria respiro' ha deciso di affrontare partendo proprio dai piccoli e domandandosi a loro volta: «A Torino che aria respira un bambino all’altezza di 95 cm?».

ARIA - Con l'inizio dell'anno scolastico 2017-2018 il progetto si è focalizzato in zona Vanchiglia, coinvolgendo la scuola dell'Infanzia Rodari di corso Regina Margherita. «La scelta non è stata casuale» ha spiegato Angela Nasso, architetto e membro del gruppo di lavoro, «Vanchiglia è un quartiere da sempre molto sensibile al tema della qualità dell'aria e la scuola Rodari si presta bene alla sperimentazione perchè affaccia da un lato sul trafficatissimo corso Regina e dall'altro su una via più riparata che non viene sfruttata quanto potrebbe». In cosa consiste, nel concreto, questo progetto di sensibilizzazione? La prima fase del percorso di educazione ambientale si è concentrata su laboratori e workshop aperti sul tema della sostenibilità ambientale. All'inizio di novembre poi è stato organizzato un bike pride, durante il quale Vanchiglia è stata letteralmente invasa dalla biciclette di grandi e piccoli. «Abbiamo organizzato anche dei laboratori all'interno delle classi della Rodari e a fine gennaio ne abbiamo in programma altri 3» spiega Nasso.

MONITORAGGIO - Non è tutto qui, una parte molto importante del progetto consiste infatti nel monitoraggio delle polveri sottili nell'aria (Pm2,5). «Abbiamo acquistato 4 centraline (dispositivi portatitili AirBeam): una è stata posizionata all'interno della Rodari e le altre tre sono state date ai genitori che, a rotazione, durante il tragitto scuola-casa e viceversa, hanno il compito di raccogliere personalmente i dati e di inviarli a un'applicazione che li visualizza e li archivia». Si tratta di un progetto a connotazione fortemente partecipativa, in cui sono state coinvolte circa 30 famiglie di Vanchiglia, il cui scopo ultimo è individuare i punti di criticità del quartiere e apportare dei piccoli cambiamenti. I rilevamenti, iniziati prima di Natale, riprendono con la riapertura delle scuole, lunedì 8 gennaio e i risultati complessivi, oltre ai lavori prodotti dai bambini durante i laboratori, verranno esposti in primavera in occasione di una grande festa organizzata dal gruppo.

VANCHIGLIA - La sperimentazione non si fermerà solo al quartiere Vanchiglia (che pure con il suo traffico costante e i suoi palazzi alti e stretti appare fortemente inquinato) ma mira a espandersi a tutta Torino. 'Che aria respiro' può già avvalersi del patrocinio del Comune e del supporto tecnico di Arpa Piemonte per portare avanti il suo percorso di sensibilizzazione e rieducazione ambientale. «La strada è ancora lunga, ma bisogna iniziare oggi» si legge sul blog del progetto. Ed è proprio quello che il gruppo sta facendo: piccoli passi, ma concreti. Si pensi ad esempio che, durante la sfilata in bicicletta dello scorso 10 novembre, i partecipanti hanno iniziato a misurare la qualità dell'aria attraverso il dispositivo AirBeam. Si è scoperto che, sebbene la centralina Arpa Rubino indicasse una concentrazione di circa 20 µg/m3 (valore vicino al limite di legge, pari a 25 µg/m3), in alcune fasi del percorso la concentrazione di Pm2,5 era superiore e fortemente variabile anche su brevi distanze. «Dopo la partenza nella zona pedonale di via Balbo abbiamo trovato un valore pari a 30 µg/m3» raccontano i partecipanti «sceso poi a 21 mano a mano che ci allontanavamo da corso Regina; in via Santa Giulia angolo via Guastalla abbiamo poi raggiunto 33, per poi misurare 40 quando siamo arrivati in corso Regina. Arrivati infine in piazza Santa Giulia abbiamo nuovamente ritrovato 30 microgrammi». Non resta dunque che aspettare e vedere quali saranno i risultati raccolti dai bambini nel corso di questa innovativa sperimentazione che li vede protagonisti.