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Eventi a Torino, 7 cose da fare giovedì 11 gennaio

La grande musica, gli spettacoli a teatro, i tour del mistero. Ecco tutto quello che vi attende in città e come fare per non perdersi il meglio

Torino, 7 cose da fare giovedì 11 gennaio
Torino, 7 cose da fare giovedì 11 gennaio (Shutterstock.com)

TORINO – I Maneskin in città per incontrare i fan, Antonella Ruggiero in concerto e tanti altri concerti. I musical e gli spettacoli teatrali e molto altro. Ecco qualche consiglio per non lasciarsi sfuggire i momenti migliori della serata.

Maneskin instore tour
Dalle 17.30 alle 19.30, a La Feltrinelli di Porta Nuova, i Måneskin incontrano i fan e presentano il loro Ep di esordio «Chosen».

Concerti
Al Folk Club il live di Antonella Ruggiero. Una delle artiste più preparate e complete della musica italiana. Con la sua inconfondibile e inimitabile voce, ci regalerà un vastissimo repertorio che spazia dai brani interpretati con i Matia Bazar fino ai più significativi come solista e alle toccanti produzioni dei giorni nostri, con un’attenzione particolare alle più belle canzoni del mondo e i brani più celebri del cantautorato italiano. Ad accompagnare Antonella al pianoforte ci sarà il grande Mark Harris, tastierista, arrangiatore, compositore e produttore discografico che ha collaborato con De André, Bennato, Caputo, Ramazzotti, Pausini, Gaber, Skiantos, Mia Martini, Jannacci, Pino Daniele, Vecchioni, Finardi e Renato Zero.

Musica classica
Doppio appuntamento con la Sinfonica Rai l'11 e 12 gennaio. Sul podio sale Juraj Valčuha, già Direttore principale della compagine Rai dal 2009 al 2016, attuale Direttore musicale del Teatro San Carlo di Napoli e riconosciuto interprete della musica di Richard Strauss. Con lui il soprano Manuela Uhl, che sostituisce all'ultimo momento Krassimira Stoyanova, il cui ultimo concerto per la Rai a Torino risale al 2015, quando proprio con Valčuha interpretò i Vier letzte Lieder (Quattro ultimi Lieder) di Strauss. Oltre alla scena finale della Salome, sarà proposta anche un'altra celeberrima pagina operistica di Strauss, dal Rosenkavalier: il monologo della Marescialla. Nella scena la Principessa Werdenberg, congedati i visitatori mattutini, si lascia andare a un'intensa e malinconica riflessione sulla vita e sul tempo che passa, dominata dalla dimensione del rimpianto. In apertura di serata Valčuha propone Vorspiel zu einem Drama (Preludio a un dramma) dall'opera Die Gezeichneten (I predestinati), scritta da Franz Schreker tra il 1913 e il 1915, che debuttò a Francoforte nel 1918. Il brano fu scritto nel 1914 dallo stesso Schreker con l'intento di destinare alla sala da concerto alcuni dei temi più significativi della sua opera. Chiude il concerto la Sinfonia n. 1 in fa minore op. 10 di Dmitrij Šostakovič, scritta a soli diciannove anni e che segnò il primo grande successo del compositore.

Jazz
Al Jazz Club Torino, il live del «Federico Monetta Quartet» nasce nel 2013, dopo due anni di concerti in tutta Europa il gruppo realizza il primo lavoro discografico «Walking in my soul» edito da Unit records 2015. Il disco è stato presentato in molti festival e club internazionali. Pianoforte, fisarmonica, composizione: Federico Monetta, sax: Manuel Pramotton, contrabbasso: Alessandro Maiorino, batteria: Giacomo Reggiani, trombone: Humberto Amesquita.

Musical
Al Teatro Alfieri, dopo 43 anni dal primo debutto, torna in scena «Aggiungi un posto a tavola», la più celebre commedia musicale di Garinei e Giovannini, scritta con Jaja Fiastri, con le musiche del grande maestro Armando Trovajoli e le coreografie di Gino Landi. Rappresentata per la prima volta nel 1974 è considerata ormai un classico del teatro italiano, affermandosi anche sulla scena internazionale con oltre 50 allestimenti in Inghilterra, Austria, Cecoslovacchia, Portogallo, Spagna, Russia, Ungheria, Messico, Argentina, Cile e Brasile. La nuova produzione di Alessandro Longobardi per Viola Produzioni debutterà al Teatro Brancaccio il 12 ottobre 2017 in prima nazionale. Gianluca Guidi indosserà nuovamente la tunica di Don Silvestro, ruolo già interpretato con grande successo nelle edizioni del 2009 e 2010. Il cast è composto da 22 artisti, cantanti e ballerini. La storia, narra le avventure di Don Silvestro, parroco di un paesino di montagna, che riceve un giorno un’inaspettata telefonata: Dio in persona lo incarica di costruire una nuova arca per salvare se stesso e tutto il suo paese dall’imminente secondo diluvio universale. Il giovane parroco, aiutato dai compaesani, riesce nella sua impresa, nonostante l’avido sindaco Crispino che tenterà di ostacolarlo in ogni modo e l’arrivo di Consolazione, donna di facili costumi, che metterà a dura prova gli uomini del paese, ma che si innamorerà di Toto e accetterà di sposarlo. Giunto il momento di salire sull’arca, un cardinale inviato da Roma convince la gente del paese a non seguire Don Silvestro, accusandolo di pazzia, cosicché sull’arca, sotto il diluvio, si ritrovano solo lui e Clementina, la giovane figlia del sindaco da sempre perdutamente innamorata di lui. Il giovane curato decide però di non abbandonare il suo paese e i suoi amici e Dio, vedendo fallire il suo progetto, fa smettere il diluvio. Per brindare al lieto fine Don Silvestro aggiunge un posto a tavola per… Lui.

A teatro
Al Teatro Colosseo, in scena «La Paranza dei bambini» di Saviano e Gelardi. Hanno scarpe firmate, famiglie normali e il nome delle ragazze tatuato sulla pelle. Sfrecciano in moto per le vie di Napoli perché sanno che la loro unica possibilità è giocarsi tutto e subito. Non temono il carcere né la morte. Sparano, spacciano, spendono. Sono la paranza dei bambini. Nel gergo camorristico paranza significa gruppo criminale, ma il termine ha origini marinaresche e indica le piccole imbarcazioni che pescano pesci piccoli ideali per la frittura. L'espressione paranza dei bambini indica la batteria di fuoco, ma restituisce anche l'immagine di pesci talmente piccoli da poter essere cucinati solo fritti, proprio come quei giovani che Roberto Saviano racconta nel suo ultimo best seller. Un romanzo che ora diventa uno spettacolo teatrale per la regia di Mario Gelardi.

Torino noir
Un secolo di delitti e misteri insoluti in una Torino scenario di gialli, intrighi, fatti sensazionali e clamorosi casi di cronaca nera. Dall’Ottocento ad oggi, una sciarada gialla che va dagli studi di Lombroso all’enigma di Diabolich, dall’assassinio di via della Zecca al macabro quiz della «Bela Rinin», sullo sfondo della città di «Profondo Rosso», con la visita in esclusiva serale presso le Carceri Nuove. Per informazioni e prenotazioni: 011 6680580.