20 ottobre 2018
Aggiornato 05:00

Eventi a Torino, 8 cose da fare venerdì 12 gennaio

Concerti di ogni tipo, spettacoli a teatro e appuntamenti culturali. Ecco che cosa vi attende in città e come fare per non perdere il meglio
Torino, 8 cose da fare venerdì 12 gennaio
Torino, 8 cose da fare venerdì 12 gennaio (Shutterstock.com)

TORINO – La grande musica, i party, gli spettacoli a teatro e la cultura. Ecco qualche consiglio per non lasciarsi sfuggire i momenti più interessanti e godersi il venerdì sera torinese.

Fiorella Mannoia in concerto
Un anno straordinario per Fiorella Mannoia: il successo dell'album «Combattente» uscito lo scorso autunno, il secondo posto al Festival di Sanremo, il ruolo da protagonista al cinema nel film 7 minuti di Michele Placido, i quasi 80 concerti di «Combattente Il Tour», in tutta Italia, dai teatri della prima tranche invernale e della seconda in primavera, passando poi ai luoghi prestigiosi e alle suggestive location dell'estate e al gran finale estivo all'Arena di Verona. Dopo l'Europa, a grande richiesta, il viaggio live prosegue ancora nei teatri di tutta Italia a dicembre e gennaio per la quarta e ultima tranche di questo fortunatissimo «Combattente Il Tour» che approda anche al Teatro Colosseo. Il tour si concluderà così nel 2018, a più di un anno dal suo inizio, arrivando a quota 100 concerti.

Concerti
«A Cuor Contento» è il tour di Giovanni Lindo Ferretti, di ritorno sul palco dell'Hiroshima Mon Amour. Il nome del tour deriva dall'omonimo album, registrato dall'artista nel 2011. Con questo progetto Ferretti torna a raccontarsi live con il suo repertorio da solista e con i brandi dei Cccp Fedeli alla Linea e C.S.I., lasciando scoprire una nuova scaletta che comprende anche i brani tratti dall’ultimo album «Saga, il Canta dei Canti».

Lindy Hop Night
La Lindy Hop Night al Jazz club, un serata al ritmo dello swing, con tanta musica dal vivo. La serata è organizzata in collaborazione con la scuola «Feel Good Swing» di Chiara Silvestro e Alessandro Rossi.

Musica live
Gli «Hierophant» sono una delle band di punta del death metal in Italia e si esibiranno a Torino al Magazzino sul Po, per la seconda volta, accompagnati da Omega Machine, mostro bicefalo arrivato dallo spazio per distruggere l'umanità. In programma Hierophant - Mass Grave (Season Of Mist, 2016), Omega Machine - The End That Comes With The Omega Machine (Subsound, 2017).

A Teatro
Al Teatro Sociale di Pinerolo, in scena «Un borghese piccolo piccolo» con Massimo Dapporto. Giovanni Vivaldi è un uomo di provincia che lavora al ministero. Il suo più grande desiderio è quello di sistemare suo figlio, proprio lì dove Giovanni lavora da oltre trent’anni; ma come ottenere una raccomandazione? Ecco l’inizio della ricerca disperata di una scorciatoia, per garantire un futuro a chi si vuole bene. Può la raccomandazione, essere avvertita come qualcosa di necessario per sopravvivere, nella nostra società? Forse che, in fondo, non crediamo più nella possibilità di essere tutti uguali e nelle opportunità pari, di emancipazione sociale ed economica? Un’indagine sulle aspirazioni e il desiderio di raggirare le regole che una società democratica e civile impone. Questo e ancora di più nella ricchissima storia tratta dal romanzo di Cerami, per un’interpretazione, dalle molte sfumature, affidata a Massimo Dapporto, attore capace di rendere il ridicolo e il tragico al contempo, regalando umana vivacità a tutta la famiglia Vivaldi. Con Massimo Dapporto, tratto dal romanzo di Vincenzo Cerami; adattamento e regia Fabrizio Coniglio; con Susanna Marcomeni, Roberto D’Alessandro, Fabrizio Coniglio, Federico Rubino Musiche originali Nicola Piovani Scene Giuseppe di Pasquale.

Spettacolo
Al Teatro della Caduta, in scena «Finale di partita». Una partita a scacchi tra attori-giocatori che muovono le pedine, e pedine-personaggi che muovono una delle storie più significative ed enigmatiche della drammaturgia del Novecento. La rappresentazione è una sinfonia di mosse e contromosse, botte e risposte, pause, riflessioni, sospiri, rinunce. In questo Finale di partita il capolavoro di Beckett è visto attraverso le possibilità di movimento di due pedine da scacchi e la tensione e la partecipazione dei due giocatori. Hamm pedina ferma e cieca, Clov pedina che si affanna per la scacchiera senza potersi mai sedere, anche lui sulla strada della cecità e dell'immobilità e nel  tentativo di prendere la strada  verso l'uscita. Nagg e Nell pedine fuori gioco, pedine a metà  rinchiuse in bidoni. L'affinità tra il contenuto del testo e il gioco degli scacchi è stata manifestata dallo stesso Beckett e il finale di partita è la terza e ultima parte dell'incontro nel gioco degli scacchi. Una fase distinta dal ridotto numero di pezzi superstiti sulla scacchiera e dal fatto che il re non è più soltanto un pezzo da difendere ma diventa anche una figura di attacco. Premio Speciale Ubu 2006, Premio Nazionale della Critica 2006 e Premio della Giuria al 47^ Festival Internazionale Mess di Sarajevo 2007, la produzione di Teatrino Giullare (Bologna) si avvale della traduzione del testo di Carlo Fruttero, con scenografia e pedine  di Cicuska e maschere dei Fratelli De Marchi. Gli spettacoli si tengono in via Bava 39 al Caffè della Caduta alle 21.

Commedia
Allo spazio Bellarte, in scena «John e Joe» .Dal testo di Agota Kristof, una prima regionale per un progetto e la regia di Valerio Binasco, con Nicola Pannelli e Sergio Romano e la produzione di Fondazione Teatro Due in coproduzione con Narramondo Teatro e Popular Shakespeare Kompany. «John e Joe è un testo molto poetico e struggente. Anche se è difficile non definirlo un testo comico. Molto comico – sono le parole di Valerio Binasco, regista dello spettacolo, dal 2018 direttore artistico del Teatro Stabile di Torino – è una specie di duetto lirico e clownesco, con un lirismo attribuibile solo all’anima dei personaggi e non alla scrittura ed è, pur nel pieno realismo delle varie situazioni, da considerarsi quasi un testo metaforico sul denaro, la povertà, l’amicizia e la solitudine, e sul fatto che essere primi o ultimi nella società, sembra che sia solo un problema di predestinazione. I personaggi sono anime. Le anime degli ultimi, per l’appunto. C’è tanta bellezza e dolcezza in loro ed è per questo che il mio progetto teatrale è più che mai orientato alla semplicità della messa in scena. Quando una scrittura è davvero grande, l’unico lavoro importante che bisogna fare è creare «l’incanto» insieme agli attori. Mi pare una splendida opera teatrale questa che cerca di coniugare la metafora della vita negli affari, con iclochard-clown della tradizione e con l’incanto delle anime semplici».

Fotografia
Arriva al Circolo dei Lettori il progetto di storytelling fotografico «Voices of Women», che il 12 gennaio prevederà un incontro con Raquel Lourenço, insieme a Manuela Manera, linguista e Laura Onofri, «SeNonOraQuando?» Torino. Raquel gira il mondo con la macchina fotografica per immortalare quelle donne che devono affrontare mille difficoltà, povere, stanche, spesso maltrattate ma che, malgrado tutto, combattono per se stesse e i propri figli sperando in un futuro migliore.