23 gennaio 2018
Aggiornato 04:30
Revisori

«Troppe pressioni», si dimettono i revisori dei conti: la risposta della sindaca Appendino

«Siamo sorpresi delle dichiarazioni dei revisori dei conti. La giunta ha sempre offerto la massima collaborazione» dichiara Appendino

Chiara Appendino (© ANSA)

TORINO - Dopo mesi di tensioni è arrivato il momento di rottura: i revisori dei Conti del Comune di Torino hanno rassegnato le loro dimissioni. Nel motivare la decisione gli esperti contabili parlano di «difficoltà nello scambio di comunicazioni e ostacoli nell'attività di raccordo» tra l'Ente e il Collegio e tra questo e il Consiglio comunale. «L'assenza di collaborazione e le pressioni ricevute», si legge nella lettera di dimissioni, «sono state fonte anche di disagi operativi e di incomprensioni». Non tarda ad arrivare la risposta della prima cittadina Chiara Appendino: «Siamo sorpresi delle dichiarazioni dei revisori dei conti. La giunta e l’ente che rappresento hanno sempre offerto la massima collaborazione. Prendiamo atto delle dimissioni».

REVISORI - L'organo di revisione, presieduto da Herri Fenoglio, aveva ingaggiato con i pentastellati un braccio di ferro sul debito Ream, la caparra di 5 milioni di euro che la Città di Torino deve restituire alla società nell'ambito del progetto Westinghouse. I revisori hanno inoltre bocciato il bilancio di previsione finanziario 2017-2019 e il bilancio consolidato 2016. Una volta preso atto delle dimissioni, non resta che nominare un nuovo colleggio. 

POLEMICHE - Commenta così il Capogruppo della Lega Nord, Fabrizio Ricca, la scelta dei revisori dei conti: «Che tra i revisori dei conti della Città di Torino e la Giunta Appendino non corresse buon sangue era noto, non è  certo un fulmine a cel sereno». A colpire Ricca sono invece le motivazioni che si leggono nella lettera di dimissioni: «Dicono di aver ricevuto forti pressioni che sono state. Di quali presunte pressioni stiamo parlando? Se questo fosse avvenuto sarebbe gravissimo visto che il Collegio è un ente super partes, se invece non fosse vero è dovere del Comune di Torino denunciare agli uffici competenti i Revisori per questa affermazione» e conclude: «Resta il fatto che questa guerra Appendino-Revisori ha creato problemi ai torinesi, dando dimostrazione da parte di entrambi di un comportamento infantile e inadeguato ai ruoli che ricoprono. D’altronde se queste pressioni fossero dimostrate ci aspettiamo le dimissioni immediate dei responsabili». Si aggiunge al coro di sconcerto anche il Capogruppo dei Moderati, Silvio Magliano: «Ci troviamo a commentare un fatto mai visto e un bruttissimo segnale, cartina di tornasole di dinamiche politiche che non si vedono altrove in Italia, se non a Roma, città a sua volta guidata da un’Amministrazione pentastellata.  Non nascondo la mia apprensione per una situazione davvero preoccupante per Torino e per i torinesi. A gioire per queste dimissioni sono, probabilmente, i soli Cinque Stelle».