Cronaca | Scuola

Emergenza mensa a Torino: pasti in calo e lavoratori a rischio licenziamento

Ai rappresentanti dei lavoratori ha risposto l'assessore comunale alla Scuola, Federica Patti

Mense scolastiche
Mense scolastiche (ANSA)

TORINO - Nell'ottobre del 2016 le lavoratrici delle mense torinesi hanno annunciato, profeticamente, che avrebbero avuto dei problemi a gestire la nuova era del «panino da casa». Lo ha ricordato questa mattina, venerdì 12 gennaio, in Commissione il Capogruppo del Pd Enzo La Volta. A distanza di oltre un anno, ecco che i nodi vengono al pettine: le aziende della ristorazione torinese rendono noto un calo della produzione e distribuzione dei pasti veicolati e, a fronte di una perdita del fatturato complessivo, vanno a toccare i lavoratori che rischiano provvedimenti di licenziamento e riduzioni di orario al di sotto delle 15 ore settimanali. 

LAVORATORI - La Camst, azienda che possiede il maggior numero di lotti a Torino, ha attuato 38 procedure di licenziamento, in data 11 ottobre 2017. «Le altre due aziende, Ladisa e Eutourist, stanno gestendo in modo diverso la situazione, attraverso mobilità e ferie» fanno sapere i sindacati. All'origine di tutto sembrerebbe esserci ancora una volta la sentenza del 21 giugno 2016 che legittima i genitori a non usufruire della mensa ma a fornire ai figli un pasto sostitutivo preparato a casa. La consigliera pentastellata Daniela Albano tuttavia ha ricordato che, dal 2012 al 2017, Camst ha registrato una riduzione pari a 4mila pasti al giorno. Si tratterebbe quindi di una flessione non legata unicamente alla "sentenza del panino" del 2016, quanto a un generale sentimento di disaffezione al servizio nelle scuole medie. Quali che siano le ragioni dell'abbandono progressivo del servizio mensa (tra i 5800 e 6000 abbandoni al mese di settembre, ha ricordato in aula la consigliera Eleonora Artesio) è innegabile che siamo di fronte a un cambio di rotta. «Ma, se è vero che alcuni pasti sono venuti meno, ed è altresì vero che le aziende producono meno, non è invece vero che è diminuito il lavoro degli operatori» affermano i sindacati in vista dell'ultimo incontro in Regione in programma per il 22 gennaio, prima della firma del capitolato. 

PATTI - Ai rappresentanti dei lavoratori ha risposto l'assessore comunale alla Scuola, Federica Patti: «Mi auguro che la situazione dei lavoratori non cambi fino alla fine dell'appalto. La sentenza del 21 giugno 2016 è stata una vera e propria bomba. È evidente che ora il problema più grosso sia la ricostruzione di un rapporto di fiducia tra utenza e amministrazione, qualsiasi essa sia». Gli fa eco l'assessore al Commercio Alberto Sacco che dichiara: «Noi come giunta non abbiamo il potere di dire alla Camst come agire, non abbiamo potere coercitivo. Stiamo però lavorando a un accordo generale con tutti i sindacati confederali per introdurre delle clausole nei bandi che favoriscano coloro che garantiscono il posto di lavoro ai dipendenti». Il capitolato uscirà tra poche settimane e poi si procederà con il bando. 
 

Commissione del 12 gennaio 2018

Commissione del 12 gennaio 2018 (© Diario di Torino)