20 ottobre 2018
Aggiornato 03:30

Caos revisori dei conti, chieste le dimissioni di Appendino: il M5S in difesa della sindaca

Fabio Versaci e Antonio Fornari difendono l'operato dell'amministrazione: «Sono basito» e ancora «Abbiamo sempre collaborato»
Chiara Appendino in Sala Rossa
Chiara Appendino in Sala Rossa (ANSA)

TORINO - Le dimissioni dei revisori dei conti, annunciate questa mattina dopo settimane di tensione, mandano in tilt la politica torinese. L'opposizione non ha perso tempo, attaccando frontalmente la sindaca. Tra chi ne ha chiesto un passo indietro e chi ha preteso chiarezza, vi sono i consiglieri del M5S che hanno alzato le barricate in difesa di Appendino.

MODERATI: «APPENDINO SI DIMETTA» - L'attacco più diretto arriva da Giacomo Porta, leader dei Moderati: «E' evidente l'imbarazzo dei revisori dei conti del comune di Torino sulla finanza creativa della sindaca Appendino. E lei è inutile che si dimostri sorpresa. Lo dico visto che siamo la seconda lista della città. Per il suo bene, ma sopratutto per il bene di Torino, Appendino si faccia da parte».

LO RUSSO E RICCA CHIEDONO SPIEGAZIONI - Se dai Moderati arriva l'attacco più duro, la posizione di Stefano Lo Russo (capogruppo PD) e di Fabrizio Ricca (capogruppo Lega Nord) è più pacata. «Affermazioni senza precedenti e davvero gravissime, per cui abbiamo chiesto che la Sindaca #Appendino riferisca urgentemente in Consiglio Comunale» ha affermato Lo Russo. «Questa guerra Appendino-Revisori ha creato problemi ai torinesi, dando dimostrazione da parte di entrambi di un comportamento infantile e inadeguato ai ruoli che ricoprono. D’altronde se queste pressioni fossero dimostrate ci aspettiamo le dimissioni immediate dei responsabili» ha dichiarato Fabrizio Ricca.

VERSACI DIFENDE L'AMMINISTRAZIONE - «Questa mattina, via mail, ho ricevuto le dimissioni da parte del collegio dei revisori dei conti del Comune di Torino. Vengono riportate affermazioni su pressioni subite da parte dell'ente e sulla mancata collaborazione dello stesso e del Consiglio Comunale. In qualità di Presidente, credo sia doveroso chiarire da subito che la mia disponibilità nei confronti del Presidente Fenoglio e del collegio tutto non è mai mancata. A riprova di ciò, in questi mesi, è stata mia premura raccogliere diverse prove documentali a testimonianza della costante collaborazione dei nostri uffici. Non solo l'ente ha sempre collaborato, ma anche il Consiglio ha ottimamente esercitato il suo ruolo di controllo e indirizzo, chiedendo spiegazioni sia sui pareri emessi dal collegio, sia sulle inopportune dichiarazioni a mezzo stampa rilasciate del collegio stesso in questi mesi. Non posso che ritenere gravi e lesive dell'immagine della città di Torino queste affermazioni. Faremo presto chiarezza rispondendo nelle sedi opportune».

FORNARI: «SONO BASITO» - «La lettera di dimissioni del Collegio dei Revisori mi lascia per l'ennesima volta basito. Le parole di commiato denunciano una scarsa collaborazione e presunte pressioni ricevute. Sulla mancanza di collaborazione mi preme sottolineare quanto avvenuto nella vicenda Ream, con il consiglio comunale tenuto all'oscuro dell'esposto presentato dai Revisori, nonostante l'art. 239 lett e) del Tuel preveda la contestuale comunicazione all'organo consiliare. Allo stesso tempo le audizioni del collegio svolte in commissione non hanno mai permesso ai consiglieri di comprendere appieno i rilievi contestati all'amministrazione. Attendo con fiducia il nuovo sorteggio della Prefettura, per poter riprendere proficuamente un rapporto di collaborazione tra il consiglio comunale e i prossimi revisori nominati.