20 aprile 2018
Aggiornato 01:00
Cronaca

Porta Palazzo in balia dei Kaboo: come si fermano i «black taxi»?

Nonostante i controlli, in 5 mesi sono solo sei le violazioni accertate. Le due operazioni di polizia non sono riuscite ad arginare il fenomeno dei taxi abusivi

Piazza della Repubblica, cuore di Porta Palazzo (© )

TORINO - Continua senza sosta il fenomeno dei Kaboo, il servizio di taxi abusivo gestito prevalentemente da autisti nordafricani nella zona di Porta Palazzo. Un via vai continuo molto utile a chi vuol spendere meno per spostarsi in città, ma anche agli spacciatori che a volte utilizzano i «black taxi» per spostarsi più velocemente. Il fenomeno è noto, mentre la soluzione per fermarlo è ancora sconosciuta.

IL FENOMENO - Qualcosa è stato fatto, inutile negarlo: due le operazioni principali svolte da luglio a dicembre, eppure i tassisti abusivi continuano a operare. Basta un dato per rendere l’idea di quanto sia difficile fermare i Kaboo: in cinque mesi, le violazioni accertate sono solo sei. Peccato che ogni giorno decine di «black taxi» continuino a scorrazzare passeggeri. «Quando arrivano gli agenti, i tassisti abusivi si volatilizzano» spiega l’assessore alla Polizia Municipale Roberto Finardi. Il servizio svolto dagli agenti è doppio: in uniforme, per prevenire i comportamenti illeciti, e in borghese, per fermare gli abusivi. Una lotta impari, perché gli agenti sono pochi e i tassisti abusivi tanti. «Si sono adattati anche loro» afferma il capogruppo della Lega Nord, Fabrizio Ricca. «Negli orari di mercato, si spostano su corso Regina. Conoscono le vetture in borghese degli agenti. Una volta smontato il mercato e la piazza diventa vuota, iniziano a spostarsi di nuovo. Vi segnalo la tratta più in voga: piazza della Repubblica, piazza Madre Teresa di Calcutta». 

LE SOLUZIONI - Insomma, di loro si sa praticamente tutto ma porre fine a questo sistema pare una vera e propria impresa. Quali le possibili soluzioni? Telecamere, panettoni o dissuasori e presidio del territorio. L’idea proposta da Ricca è di installare una telecamera capace di monitorare tutta piazza della Repubblica, come già avviene per piazza Vittorio. Scettico l’assessore Finardi: «Telecamere sono un deterrente, ma il sistema di videosorveglianza ha un costo elevato ed è un sistema di gestione piuttosto complesso tra forze dell’ordine impiegate, burocrazia e tecnicismi». Se con i panettoni o i dissuasori il fenomeno si sposterebbe soltanto, nell’immediato la soluzione migliore sembra quella del presidio maggiore del territorio. Nel medio periodo invece, la lotta ai Kaboo si effettuerà anche attraverso la riqualificazione intera di Porta Palazzo. «La zona verrà portata a una diversa conformazione» spiega Damiano Carretto, consigliere del Movimento 5 Stelle.