19 ottobre 2019
Aggiornato 12:00
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Eventi a Torino, gli spettacoli teatrali da non perdere dal 16 al 21 gennaio

Sono tantissimi gli appuntamenti a teatro che vi attendono in città questa settimana. Ecco una piccola guida per non perdere le rappresentazioni migliori
Torino, gli spettacoli teatrali da non perdere dal 16 al 21 gennaio
Torino, gli spettacoli teatrali da non perdere dal 16 al 21 gennaio Shutterstock

TORINO – Elio in teatro, Neri Marcorè sul palco e poi danza, commedia e spettacoli drammatici. Ecco qualche consiglio per non lasciarsi sfuggire i momenti più interessanti della settimana.

Elio a teatro
Al Teatro Alfieri, da martedì 16 gennaio fino a domenica 21 gennaio, alle 20.45, in scena «Spamalot». Si tratta di una prima assoluta in italiano del musical tratto da «Monty Python e il Sacro Graal», film cult del più grande gruppo comico di tutti i tempi. A raccogliere la sfida dell’adattamento in italiano è stato chiamato Rocco Tanica. Tanica non è solo il musicista, autore e personaggio televisivo a tutti noto ma anche un appassionato conoscitore dell’opera dei Monthy Python. La sua cifra comica mostra orgogliosamente l’influenza del sestetto inglese. Protagonista Elio, che torna al musical, nel ruolo principale di Re Artù, dopo il successo della Famiglia Addams e sceglie di farlo confrontandosi con coloro che sono sempre stati uno dei principali punti di riferimento suoi e di Elio e le Storie Tese. L’adattamento teatrale avvenne dopo trent’anni dall’uscita del film. «Spamalot», infatti, debuttò a Chicago nel 2004 con grandissima accoglienza di pubblico e di critica. Ha vinto ben 3 Tony Award tra le 14 candidature, tra cui quello al miglior musical della stagione. Il musical è un viaggio parodia all’interno del mondo di Re Artù e i cavalieri della tavola rotonda alla ricerca del sacro Graal e nel fare questo ironizza sullo stesso mondo dei musical e dello show-business in generale. Con Pamela Lacerenza, Pierpaolo Lopatriello, Andrea Spina, Umberto Noto, Filippo Musenga, Thomas Santu, Luigi Fiorenti.

L'Illusion Comique
Al Teatro Gobetti, da martedì 16 gennaio a domenica 4 febbraio, in scena una commedia, pastorale e tragedia allo stesso tempo, «L'Illusion Comique» di Pierre Corneille è un capolavoro del teatro barocco. Fabrizio Falco da tempo coniuga i ruoli di interprete e regista come in Galois di Paolo Giordano e nel Ritratto d’Italia da Leopardi entrambi prodotti Teatro Stabile di Torino. Commedia in versi in cinque atti di Pierre Corneille, rappresentata al Théàtre du Marais di Parigi tra il novembre 1635 e la Pasqua del 1636, «L'Illusion Comique» racconta la storia di un padre (Pridamant) alla ricerca del proprio figlio (Clindor), dei suoi rimorsi per essere stato duro con lui e dei tentativi per sapere se è ancora vivo; ma racconta anche le peripezie amorose del giovane che lo conducono in prigione, e della sua fuga con la ragazza che ama (Isabelle); infine, racconta la storia di un adulterio che rovina un amore coniugale (tra Hyppolite e Théagène). Una fitta trama che si lega a temi portanti come la magia e il teatro, legati dalla stessa natura, quella di dare l’apparenza del reale, così come il tema dell’illusione, motore di stupore ma anche di equivoci e fraintendimenti. Falco ci conduce alla scoperta di un testo che gioca con i maggiori generi teatrali, passando attraverso la commedia, la pastorale, la farsa, la tragedia. Pluralità di stili, che si piegano ai venti del cambiamento e dell’instabilità, così vicini alla natura umana, alla vita e alle sue imprevedibili sorprese. È per questo che «L'Illusion Comique» è un’opera assolutamente perfetta nel suo genere, costruita proprio come una melodia barocca in cui ogni singola nota non ha un valore individuale, bensì organico, e immerge il pubblico in un giostra di colpi di scena e di sorprendenti rivelazioni.

Intrigo d'amore
Al Teatro Carignano da martedì 16 gennaio fino a sabato 20 gennaio, in scena «Intrigo e Amore» di Shiller. Friedrich Schiller ha solo 24 anni quando scrive «Intrigo e Amore», la storia di un legame profondo e impossibile, una passione indomabile fatta di duelli, verità e menzogne, corruzione e libertà. Tommaso Ragno, Simone Toni, Mariangeles Torres, Orietta Notari e Alice Arcuri sono al centro di un dramma il cui cardine è il conflitto tra il potere tirannico e il diritto alla felicità dell'essere umano, nell'eterno incontro-scontro fra la nobiltà ricca e la piccola borghesia povera.

Romeo e Giulietta
Mercoledì 17 gennaio, al Teatro Colosseo, «Romeo e Giulietta» con il Balletto di Roma. Rinnovato nell'allestimento e nel cast, torna una delle produzioni di maggior successo della compagnia del Balletto di Roma, «Romeo e Giulietta», firmata dal coreografo e regista Fabrizio Monteverde. A trent'anni dalla creazione, la danza dell'amore impossibile rinasce sui palchi italiani, ricca della saggezza del tempo e dell'energia del presente. La Verona di Shakespeare si trasforma in un Sud buio e polveroso, reduce dal secondo conflitto mondiale. Giulietta è vittima di una ribellione giovanile e folle, in fuga da una condizione femminile imposta e suicida di un amore inammissibile. Romeo, appassionato e sognatore, è martire della propria fede d'amore innocente. Tra loro, le madri, padrone ossessive di una trama tragica alimentata dall'odio e dalla vendetta.

Lourdes
Andrea Cosentino, attore di Chieti trapiantano a Roma, uno dei profili più interessanti della scena italiana, presenta il 18 gennaio «Lourdes», dall’omonimo romanzo di Rosa Matteucci un divertente carnevale di personaggi, ciascuno con le proprie aspettative e speranze, tutti in viaggio verso Lourdes, tutti in attesa di un miracolo. Il linguaggio misto di aulico e dialettale, i numerosi coprotagonisti o anche piccole apparizioni, ognuno caratterizzato al limite del macchiettismo, coralmente disegnano una folla in attesa di un miracolo. Quasi una sorta di mistero buffo contemporaneo, decisamente connotato in senso grottesco che si apre a una spettacolarizzazione al contempo popolare e virtuosistica. Nei suoi lavori come autore-attore Cosentino si distingue per una comicità colta e diretta che mescola impegno, paradosso, intrattenimento e cultura popolare. Oscillando da anni tra la scena off e i circuiti nazionali, ha creato un suo personalissimo modo di fare teatro, a cavallo tra affabulazione e nonsense. Lo spettacolo, vincitore de I Teatri del Sacro 2015, vede l'adattamento di  Luca Ricci, con la collaborazione alla scrittura scenica e azione di Andrea Cosentino, musiche originali eseguite dal vivo da Danila Massimi per la produzione di Pierfrancesco Pisani / Kilowatt Festival. Gli spettacoli si tengono in via Bava 39 al Caffè della Caduta alle ore 21.

Neri Marcorè a teatro
Il 19 e il 20 gennaio, al Teatro Colosseo, Neri Marcorè torna sul palcoscenico con «Quello che non ho». Un affresco teatrale che, utilizzando la forma del teatro canzone, cerca di interrogarsi sulla nostra epoca, in precario equilibrio tra ansia del presente e speranza del futuro. Le canzoni di De André e le visioni lucide, beffarde e apocalittiche di Pier Paolo Pasolini guidano Neri Marcorè in un percorso fatto di storie emblematiche, parabole del presente, che raccontano nuove utopie, inciampi grotteschi e civile indignazione. Storie di sfruttamento dell'uomo e dell'ambiente, di esclusione, di ribellione, di guerra, di illegalità, rilette con un filtro grottesco e ghignante.

Homicide House
Venerdì 19 gennaio, alle 21 a Bellarte in scena «Homicide House», dal testo di Emanuele Aldovrandi per la regia di Marco Maccieri, ha vinto il decimo Premio Riccione Pier Vittorio Tondelli. Un uomo indebitato finisce vittima di un gioco al massacro riservato a facoltosi in cerca di emozioni forti. «Homicide House» è una parabola suipericoli della società: può succedere che alcuni pezzi della nostra anima scompaiano lentamente, lasciando il posto a una lucida e spietata intelligenza fine a se stessa. Ma bisogna credere nel potere di calcolo e controllo del cervello oppure nella forza invisibile di ciò che sentiamo? Come si può affrontare questa scelta?

Frames trio
Venerdì 19 e sabato 20 gennaio al Cafè Müller, in scena «Frames Trio». In bianco e nero. Il silenzio. Una luce porta al percorso che rivela quadri, immagini che si mostrano e muovono. Sotto gli occhi del pubblico anch’esso coinvolto, nasce il montaggio, quasi cinematografico, di una sequenza di personaggi, tra cinema muto e teatrodanza: dentro e fuori scena, luce e buio, con il desiderio di creare una «vertigine del silenzio», un senso di spiazzamento beckettiano e ritmo condiviso.

Orlando. Le primavere
Sabato 20 gennaio, a Bellarte, secondo spettacolo della Trilogia dell’Identità, «Orlando. Le Primavere» ha debuttato nel 2017 al Teatro Stabile di Torino. Creatura in continua metamorfosi, Orlando si modella a quell’idea di libertà che è connessa al tema dell’identità e dell’interscambiabilità dei sessi, portando in luce il prezioso valore che risiede nell’unicità dell’essere umano e diventando metafora del superamento del concetto di separazione dei generi, nonché delle dicotomie e delle convenzioni sociali. Orlando da corpo e voce ai molteplici io che regnano nella natura umana, restituendo respiro a quell’universale bisogno di appartenenza a se stessi. Liberamente ispirato a Orlando di Virginia Woolf, lo spettacolo ha vinto nel 2016 il Premio Cross International Performance Award per la sezione Il corpo racconta. Regia, coreografie e drammaturgia sono di Silvia Battaglio.

Teatro decomposto e l'uomo pattumiera
A Cubo Teatro, sabato 20 gennaio, in scena «Teatro Decomposto o l’uomo pattumiera». Lo spettacolo racconta l’occidente attraverso una serie di personaggi e le loro solitudini e abitudini. Lo spettacolo descrive una società frammentata, governata dal capitalismo, capace di produrre «l’uomo pattumiera», «il mangiatore di carne» che divora tutto fino a divorare se stesso e la città intera, «il riparatore» che aggiusta le macchine che raccolgono i cadaveri, o il «maratoneta» incapace di fermare la sua corsa finché non uscirà dai confini della città, o ancora il «clochard» un impiegato che un giorno si sveglia in una città deserta. Nel suo insieme il lavoro dipinge un paese che produce solitudini inconsapevoli, i cui abitanti sono alla costante ricerca di una collocazione comoda: quella del consumo e della produzione, costante, di scarti. È una produzione Parsec Teatro, giovane compagnia residente al Cubo Teatro il cui obiettivo è dare spazio a opere di respiro nazionale e internazionale di nuova drammaturgia che si basino sull’esplorazione e la ricerca di cross-disciplinarietà permesse dal media teatrale. Biglietti e info a prenotazioni@cuboteatro.it.

Il lago dei cigni
Domenica 21 gennaio, al Teatro Nuovo, per la prima volta in Italia, arrivano i Russian Stars: alcune stelle della danza classica russa si aggiungono all'organico del Moscow State Classical Ballet: Olga Pavlova, Alexey Konkin, Sergei Skvortsov, Olga Doronina, Sergei Fedorkov. Artisti eclettici, formati in patria e scelti accuratamente dalla maestra, etoilè e produttrice Liudmila Titova, che sarà la loro capofila e impreziosirà il cast con le sue performance. Attualmente diretto da Liudmila Titova, la compagnia si pone come principale obiettivo quello di far conoscere al mondo lo splendore della secolare tradizione russa nel balletto classico, volgendo lo sguardo anche ad un repertorio più contemporaneo, in linea con le esigenze del pubblico odierno. L'alto livello artistico e la qualità del repertorio hanno portato la Compagnia a calcare i maggiori palcoscenici al mondo portando in scena l'essenza dell'arte coreutica russa con intramontabili capolavori. Il Moscow State Classical Ballet di Liudmila Titova è apprezzato dalla critica per la bellezza e l'eleganza dei propri danzatori che, con la fluidità del loro corpo perfettamente unita alla ferrea disciplina, riescono a creare un ensemble coreografico compatto ed armonico, capace di coinvolgere ed ammaliare il pubblico di ogni nazione. Per questo, ciò che distingue questi ballerini, è l'ineccepibile l'equilibrio con cui armonizzano la tensione alla perfezione del movimento e il rigore stilistico dell'arte del balletto classico.