23 aprile 2018
Aggiornato 07:30
Maestri

Lavoro e didattica a rischio, 6mila maestri appesi a un filo: il caso arriva in Consiglio Regionale

L'argomento all'ordine del giorno è stato, ancora una volta, la sentenza del Consiglio di Stato dello scorso 20 dicembre

Delegazione di insegnanti ascoltati in Consiglio Regionale (© Cub Scuola Università Ricerca Torino)

TORINO - Si è tenuta questa mattina, martedì 16 gennaio, l'audizione in Consiglio Regionale di una folta delegazione di insegnanti di scuola primaria e dell'infanzia. L'argomento all'ordine del giorno è stato, ancora una volta, la sentenza del Consiglio di Stato dello scorso 20 dicembre che, di fatto, esclude dalle graduatorie e nega la possibilità di passare di ruolo a tutti coloro che hanno conseguito il diploma magistrale prima del 2002.

MAESTRE - «E' una situazione molto complicata» ha affermato Stefania Atzella (MLI), presente durante l'incontro, «che si trascina da tempo con pronunce contraddittorie della giustizia amministrativa». In ballo, lo ricordiamo, ci sono 6mila posti di lavoro solo in Piemonte da un lato, e la continuità didattica dall'altro. «Ho votato a favore di due Ordini del Giorno che impegnano la Giunta regionale ad attivarsi a livello ministeriale e governativo per trovare una soluzione che tuteli insegnanti, famiglie ed allievi. Una sorta di «sanatoria», che salvaguardi il posto di lavoro dei docenti in possesso del diploma magistrale e al tempo stesso non crei conflitti con i docenti in possesso di laurea» ha commentato Atzellain conclusione.