22 giugno 2021
Aggiornato 13:30
Appuntamenti

Eventi a Torino, gli spettacoli da non perdere dal 23 al 28 gennaio

Biografie di grandi personaggi, commedie strappa risate, opere classiche e tanto altro. Ecco i tanti appuntamenti che vi attendono e come fare per non perdere i migliori

TORINO – Sono tanti gli spettacoli in programma questa settimana in città. Drammi, commedie, spettacoli acrobatici e storie per i più piccoli. Ecco qualche consiglio per non lasciarsi sfuggire i più interessanti.

A teatro
Al Teatro Alfieri da martedì 23 gennaio, in scena «Diana & Lady D». Il primo spettacolo teatrale al mondo sulla vita della principessa triste. Serena Autieri sul palco inscena una performance verbale e fisica dai contrasti sorprendenti, facendoci rivivere l’ultima notte della principessa del popolo in un flusso di coscienza intenso e poetico, dove lampeggiano l’infanzia difficile di Diana, la stagione felice dell’adolescenza, la vita controversa con Carlo, le maestose cerimonie reali, le raggianti apparizioni nella moda e nella mondanità, il volontariato spettacolare, i discutibili amanti, la solitudine e il dramma. Fino al sorprendente epilogo, che colpirà il cuore di ogni spettatore. Il 31 agosto: è la sera dell’incidente; Diana sta per lasciare l’appartamento all’Hotel Ritz di Parigi e raggiungere Dodi in macchina; un ultimo colpo di cipria allo specchio ed ecco l’immagine riflessa, l’altra parte di sè: Lady D. È un susseguirsi di colpe, un turbinìo di accuse, fino addirittura allo scontro fisico, ma è anche il tentativo estremo di essere ascoltate, comprese, abbracciate. Il palco si fa luogo dell’anima e dopo mondo grazie al disegno scenico del Premio Oscar Gianni Quaranta (Zeffirelli, Yvori, Ross, Corbiau); le luci di A.J.Weissbard inventano suggestioni intense sdoganando spazio e tempo; le cadute e le resurrezioni vengono tratteggiate dalle ballerine di Bill Goodson. La luce e il colore incontrano la poesia nei vestiti di Silvia Frattolillo, costumista storica del teatro italiano. Immanente è la musica, a raccontare un cuore e un’epoca, con inediti e successi planetari registrati tra Londra e Los Angeles da musicisti di fama mondiale.

Spettacolo
Al Teatro Carignano, da martedì 23 gennaio, in scena «Les Trois Soeurs». Con un dramma del quotidiano, del desiderio e del fallimento, Anton Čechov, e con lui il teatro moderno, entrano nel ventesimo secolo: «Les Trois Soeurs», diretto dall’enfant terrible della regia internazionale Simon Stone, è oggi un’inedita versione del capolavoro del drammaturgo russo, che pone l’accento sulle speranze dei protagonisti, coinvolti in un gioco di sguardi e d’intenti, dove niente è giusto e tutto è concesso. Amira Casar (nel cast dell’ultimo film di Luca Guadagnino) e Céline Sallette (la star della serie culto Les Revenants), sono le protagoniste del miraggio di tornare a Mosca, il paradiso perduto in grado di garantire loro una vita agiata, un lavoro stabile e, magari, un compagno di vita fedele e innamorato, sogni che svaniscono nella mediocrità del presente. Ambientato in uno chalet modernista, lo spettacolo è situato nel nostro presente, in un mondo elettrico, efficiente, comicamente disperato, che è quello della nostra modernità.

Classici a teatro
Da mercoledì 24 gennaio, al Teatro Astra, in scena «Sei personaggi in cerca d'autore». Luca De Fusco si misura con «Sei personaggi in cerca d'autore» portando avanti il discorso sulla contaminazione tra cinema e teatro che in questi ultimi anni ha contraddistinto la sua attività registica: «lo spettatore vede gli attori compiere delle azioni e contemporaneamente li vede ripresi dalle telecamere in diretta e proiettati sulla scenografia. È come se assistesse a due spettacoli, uno teatrale e uno cinematografico. Restano quindi le piccole figure reali viste ad occhio nudo, come sempre a teatro, ma appaiono anche dei giganti onirici proiettati su velari o sulle pareti fisiche del teatro. Riletto in questo modo, il capolavoro pirandelliano si rivela anche una riflessione sulla natura di due linguaggi, quello teatrale e quello cinematografico, il cui confronto si affacciava prepotentemente alla ribalta negli anni della stesura del testo. In quegli stessi anni Pirandello descriveva la natura del linguaggio filmico come linguaggio visionario. Ed in effetti i sei personaggi saranno presentati non come fantasmi, ma come vere e proprie visioni».

Teatro sperimentale
Da mercoledì 24 gennaio, sul palco del Teatro della Caduta, «Panel show». Lui è il volto ironico, scanzonato, provocatore della compagnia del Teatro della Caduta, unica Under 35 piemontese riconosciuta e sostenuta dal Mibact. Francesco Giorda è autore e attore comico, con all'attivo vent’anni di esperienza in festival e piazze di tutta Europa e molti spettacoli scritti, diretti e interpretati. Il suo è uno sguardo divertentissimo e amaro sulle piccole ignoranze e i grandi dubbi del nostro quotidiano, sulle cattive abitudini e i buoni sentimenti dei nostri giudizi. Il «Panel show» è un format anglosassone, uno dei grandi successi televisivi della BBC: un talk show differente con ospiti di rilievo che si confrontano su una tematica comune, scottante e attuale, dalla politica all’ambiente, dai progetti sociali alla cultura mescolando attualità, improvvisazione, e teatro. Fake the News è la nuova produzione di Francesco Giorda e del Teatro della Caduta: un tuffo tutto italiano che porta la trasmissione televisiva più amata e temuta dalla Regina Elisabetta a teatro per un’imperdibile esperienza live. Testimonianze sorprendenti, storie curiose e insolenti, pensieri indomabili. Un luogo dove mettersi in gioco con ironia, svestendosi delle convenzioni, in una continua discussione interattiva tra ospiti, conduttori e pubblico.  Una vera scommessa del Teatro della Caduta che si propone come una serata 'detox' per purificarsi dall'informazione selvaggia del web e che si presenta in anteprima assoluta per 4 serate da mercoledì 24 a sabato 27 gennaio 2018. Gli spettacoli si tengono in via Bava 39 al Caffè della Caduta alle ore 21.

Donne a teatro
Da mercoledì 24 gennaio a San Pietro un Vincoli, Zona Teatro, in scena «Figlia di tre madri». Uno spettacolo sulla passione politica dalle Madri Costituenti a oggi con Elena Ruzza e Bianca De Paolis al contrabbasso, drammaturgia di Gabriella Bordin con la collaborazione di Elena Ruzza, allestimento Lucio Diana e regia di Gabriella Bordin, una produzione Almateatro e Terraterra e in collaborazione con il Comitato Se non ora quando di Torino. Lo spettacolo racconta le vite di tre delle ventuno donne elette all’Assemblea Costituente nel 1946: le torinesi Teresa Noce, Rita Montagnana, Angiola Minella. In scena la protagonista evoca  le lotte e l’impegno di molte donne che hanno generato i diritti di cui oggi noi godiamo. Parte dal  proprio sguardo: la passione che  ha animato le scelte delle tre Costituenti si confronta con la sua vita, con il presente, con l’impegno politico di oggi. In scena Elena Ruzza, accompagnata al contrabbasso da Bianca De Paolis, vuole dare visibilità a un pezzo di storia recente, spesso assente dalla narrazione della «grande storia», raccontando il ruolo delle donne nella scrittura della Costituzione. Un’attrice e una musicista ricreano quindi il clima culturale e sociale dell’epoca. Il racconto prende avvio dalle lotte di fine Ottocento e inizio Novecento, dalle donne rivoluzionarie che precedettero Teresa Noce e Rita Montagnana e che resero idealmente possibili le loro vite di sacrificio e di responsabilità. Si prosegue poi con la storia di Angiola Minella, molto più giovane delle altre due costituenti, erede delle scelte e delle battaglie antifasciste delle generazioni precedenti che si trovarono unite ai giovani negli anni della Resistenza. Infine, il loro ruolo nell’Assemblea costituente e le spinte ideali che sostennero la loro attività politica nella Repubblica appena nata.

Arturo Brachetti in solo
Al Teatro Colosseo, venerdì 26 gennaio, dopo il debutto internazionale a Parigi arriva in Italia il nuovo one man show di Arturo Brachetti: «Solo, the Master of quick change». Un ritorno alle origini per il grande trasformista che, in questo spettacolo, aprirà le porte della sua casa, fatta di ricordi e di fantasie. Tra reale e surreale, verità e finzione, magia e realtà, Brachetti presenta 60 nuovi personaggi e propone un viaggio nella sua storia artistica, attraverso le altre affascinanti discipline in cui eccelle: le ombre cinesi, il mimo, la chapeaugraphie, e sorprendenti novità come la poetica sand painting e il magnetico raggio laser. Dai personaggi dei telefilm celebri a Magritte e alle icone della musica pop, Brachetti regala 90 minuti di un imperdibile spettacolo pensato per tutti, a partire dalle famiglie.

Danza
Venerdì 26 gennaio al Cafè Muller, alle 21.30, in scena «Beech_Against intolerance». «In questo particolare momento storico mi è molto difficile conciliare la mia persona col mestiere: ovvero l’artista e la libera cittadina. E dunque lo sforzo di ogni giorno, e la conseguente sofferenza, è data dal far sì che ogni gesto, ogni atto, anche creativo, sia Etico». Così la danzatrice, coreografa e performer Nicoletta Cabassi spiega la genesi di «Beech_Against intolerance». Nata da uno scarto di una precedente produzione poi successivamente inglobata nel lavoro «2968 / Beech against stupidity». La figura esteticamente ambigua e maculata della donna dalmata è metafora di uno stato dell’essere che si traduce in movimento disarticolato volto a spogliarla da ogni orpello. Fino al culmine in cui il proprio corpo, data la particolarità dalmata del body-painting, non non si riconosce più umano e, anzi, all’umano si ribella. Un progetto di e con Nicoletta Cabassi, Lubbert Das, regia Nicoletta Cabassi, produzione Nicoletta Cabassi e Lubbert Das.

Acrobazie
Venerdì 26 gennaio al Cafè Muller, alle 21, in scena «Degradé» è un progetto di creazione per uno spettacolo da circo scritto e interpretato da Andrea Paola Martínez e Camilo Jimenez. I due artisti sul palcoscenico sfilacciano le loro storie, per tesserne altre, tinte dai ricordi dei colori, delle immagini, delle emozioni e dei simboli della loro terra che hanno lasciato per emigrare. Attraverso una progressione di colori e tessuti (vestiti), l'opera è trasposta da memorie impregnate di Colombia, il paese in mezzo ai tropici in cui sono nati e hanno vissuto Andrea Paola e Camilo. Un progetto di Compañía dospuntos, regia Compañía dospuntos, con Andrea Paola Martínez e Camilo Jimenez, coproduzione Fondazione Cirko Vertigo e Compañía dospuntos.

Opera
Al Teatro della Concordia di Venaria Reale, domenica 28 gennaio in scena «Otello». La penultima opera di Giuseppe Verdi. Il libretto di Arrigo Boito fu tratto dalla tragedia omonima di Shakespeare. Composta dopo un lunghissimo silenzio (l'opera precedente, Aida, era andata in scena nel 1871), «Otello» contiene numerosi elementi di novità rispetto alle opere precedenti di Verdi. Le forme chiuse sono sempre meno riconoscibili, ormai per gran parte sostituite da un flusso musicale continuo, che molti all'epoca considerarono di ispirazione wagneriana.

Risate a teatro
Al Teatro Cardinal Massaia, sabato 27 gennaio, in scena «80 voglia di una badante». La casa di riposo «La Pace dei sensi» non è propriamente un posto tranquillo. Strani ospiti attempati sono alle prese con piccoli screzi quotidiani, controllati dal direttore e da una severa badante bavarese dal passato inquietante. Un politico arriva a sconvolgere la precaria armonia del luogo. Servirà un torneo di calcio balilla tra i pensionanti e un matrimonio a calmare gli animi degli arzilli anzianotti? Uno degli ospiti è in ansia per il matrimonio del figlio perché nessuno conosce la sposa! Una commedia con temi diversi che si fondono nello stesso calderone di risate.

Circo in pillole
Domenica 28 gennaio alle 21 nel rinnovato Spazio Flic di via Niccolò Paganini 0/200, va in scena «Tout là-haut», nuovo appuntamento di «Circo in Pillole», la rassegna-tirocinio ideata 15 anni fa dalla FLIC Scuola di Circo per permettere agli allievi di mettere immediatamente in pratica e davanti a un vero pubblico il percorso formativo seguito nell’ultimo periodo. Per ogni «Circo in Pillole» gli allievi seguono uno stage intensivo di una settimana con il regista prescelto che viene coadiuvato dal direttore artistico Francesco Sgrò e dai docenti Riccardo Massidda e Stevie Boyd.  La direzione scenica di questo terzo «Circo in Pillole» stagionale è affidata a Piergiorgio Milano, coreografo professionalmente attivo in tutta Europa. È stato uno dei primi allievi della Flic, 15 anni fa e Il suo background comprende circo, danza, teatro e arti marziali. In «Tout là-haut» si vedrà  il risultato di un intensivo laboratorio di una settimana diretto da Piergiorgio  e sviluppato tra danza contemporanea, teatro fisico e tecniche circensi con un profondo focus sul corpo e sulle sue differenti possibilità di espressione teatrale. Verranno proposti elementi di acrobazia, mimo, collaborazione e tecnica di rilascio, con il fine di migliorare la capacità di affrontare situazioni drammatiche prima di tutto con il corpo. Le lezioni passeranno attraverso i concetti di corpo neutro ed emotivo, emozioni vere e false, livelli di energia e la loro applicazione alla situazione teatrale, con il potenziamento del ritmo nei movimenti e nei pensieri. Una settimana in cui i ragazzi saranno messi in difficoltà con la trasmissione di una grande mole di informazioni che potranno solo in minima parte mettere sulla scena di questo Circo in Pillole e che continueranno ad elaborare durante tutta la stagione formativa insieme ad altri qualificati docenti.

Ragazzi a teatro
Al Teatro Regio di Torino, sabato 27 gennaio, «La Favola di Natale», spettacolo per il Giorno della Memoria. In occasione del 50 anniversario della morte di Giovannino Guareschi (1908-1968). Fascia d'età consigliata: 13-18 anni. Guareschi scrive «La Favola di Natale» nel 1944, durante il suo internamento nel Lager tedesco di Sandbostel. Arturo Coppola, suo compagno di prigionia, musica la fiaba e dirige orchestra e coro improvvisati in una baracca del campo, la sera di Natale dello stesso anno. Freddo, Fame e Nostalgia sono le muse ispiratrici della favola. La sottile ironia dello scrittore, attraverso il sogno e le peripezie del piccolo Albertino, ci aiuta a sopportare il dolore e la lontananza.

Guerra e bambini
Sabato 27 gennaio alla Casa del Teatro Ragazzi, alle 19 e alle 21, in scena «La fisarmonica verde». Lo spettacolo racconta la Seconda Guerra Mondiale attraverso il recupero del rapporto tra un padre, Gavino, internato in un campo di concentramento in Germania, e il figlio Andrea, che dopo la sua morte cerca di ricostruire i momenti salienti della sua vita in base agli oggetti che il padre ha lasciato. Tra gli oggetti, anche un documento firmato da Gavino e da altri soldati, internati nel campo di concentramento di Lengenfeld per motivi politici. È la denuncia della strage commessa da Joseph Hartmann quando il 14 aprile 1945 fece chiudere in una baracca di legno un centinaio di internati politici, per dargli fuoco. Alcuni prigionieri provarono a scappare e vennero raggiunti dai colpi di pistola sparati dallo stesso Hartmann, altri riuscirono a fuggire ma una quarantina di loro morì tra le fiamme. Quel documento spinge Andrea a cercare di sapere di più del padre. Decide allora di andare a visitare i luoghi di origine di Gavino: la Sardegna. Nella vecchia casa di famiglia recupera una fisarmonica, dei dischi di musica italiana degli anni ’40 e un cappottone militare. I ricordi diventano più precisi, i racconti della guerra più chiari. In questo viaggio verso il padre, Andrea scopre l’atrocità della guerra.

Per i più piccoli
Alla Casa del Teatro Ragazzi, domenica 28 gennaio alle 15.30 e alle 17.30, in scena «Rosso Cappuccetto». Uno spettacolo in cui un’unica figura riunisce l’intera architettura della storia, fornendo scenografia, costumi, oggetti e animazione in un unico manufatto, che genera unitariamente personaggi, azioni, oggetti e colpi di scena: quasi un pop-up dalle sembianze umane; un congegno che è di volta in volta scena e sipario, paesaggio e baracca; una favola vivente che si indossa come un abito. La fiaba, come suggerisce il titolo, è quella che narra di una bambina che si avventura nel bosco, incontrando il lupo che cambierà il suo destino. Il lieto fine, quello che i bambini attendono, arriva da lontano, come un cacciatore o un innamorato. Come un elemento esterno casuale, dove la casualità si fa necessità rituale.