20 ottobre 2018
Aggiornato 03:30

La lotta al tumore ovarico passa da Torino, «ACTO» arriva in città: tutti i servizi

Le oltre 2mila donne che nella Regione stanno affrontando questa grave neoplasia potranno contare sulla nuova realtà assistenziale rappresentata da Acto Piemonte

TORINO - Ogni anno, in Piemonte e Valle d’Aosta 420 donne ricevono una diagnosi di tumore ovarico, il 75% delle quali in stadio avanzato e con rischio di recidiva nel 60 per cento dei casi e tasso di sopravvivenza a 5 anni non superiore al 40%. Da oggi, le oltre 2mila donne che nella Regione Piemonte stanno affrontando questa grave neoplasia potranno contare sulla nuova realtà assistenziale rappresentata da Acto, l’associazione pazienti che si propone come punto di riferimento regionale per tutte le pazienti, per svolgere attività di informazione sulla malattia, servizi complementari a pazienti e familiari, sostenere la ricerca scientifica, promuovere la diagnosi precoce, l’accesso a cure di qualità e la diffusione di programmi di screening.

ACTO - La Regione Piemonte Valle d’Aosta e la sua Rete Oncologica si riconfermano quindi come modello nazionale di eccellenza non solo per il miglioramento dell’accesso alle cure e il conseguente aumento della sopravvivenza, ma anche per la sempre più stretta vicinanza tra la Rete dei centri di cura e le associazioni.  «Acto Piemonte intende sostenere tutte le pazienti e i loro familiari con informazioni chiare e complete sulla malattia, sulla diagnosi e sulla terapia, orientandole verso i centri di cura specializzati e aiutandole a superare i momenti di grande dubbio, incertezza e paura che accompagnano la diagnosi di questa neoplasia» ha dichiarato Alice Tudisco, fondatrice e presidente di Acto Piemonte nel corso della presentazione pubblica tenutasi presso l’Ospedale Sant’Anna di Torino.

DONNE - Futuro quindi in rosa per le donne piemontesi affette da tumore ovarico «Acto onlus è nata nel 2010 all’insegna della parola alleanza e oggi la nascita di Acto Piemonte,  che si unisce alle Acto di Milano, Roma e Bari, e’ un’ulteriore conferma della capacità di pazienti e medici di fare squadra  e lavorare insieme per rispondere sempre meglio ai bisogni delle pazienti e di sostenerne i diritti con ancor maggior efficacia a livello nazionale e regionale» ha dichiarato Nicoletta Cerana, presidente di Acto onlus, «Tanto più oggi che le prospettive della medicina e della genetica stanno finalmente cambiando la storia di una grave malattia che per anni è stata misconosciuta e sotto-trattata». Proprio il futuro della malattia sarà al centro di un convegno in programma al Lingotto di Torino l’1 e il 2 febbraio. Sul tema «Looking at the present to plan the future» interverranno i maggiori esperti chiamati a una due giorni in cui dovranno esprimersi sulle nuove prospettive in medicina, in chirurgia, diagnostica e genetica ma anche sul futuro dell’organizzazione sanitaria e della cooperazione tra ospedali e tra ospedali e associazioni pazienti.