8 dicembre 2019
Aggiornato 11:00
Incendio Sacra di San Michele

«Disposto a morire per la Sacra», la terribile notte all'abbazia: otto squadre di pompieri impegnate

L'incendio alle ore 21. L'allarme è scattato quando è saltata la corrente elettrica e i tre padri rosminiani si sono accorti di essere avvolti da una strana "nebbia"
Vigili del fuoco sotto la Sacra di San Michele
Vigili del fuoco sotto la Sacra di San Michele ANSA

SANT’AMBROGIO - Otto squadre di vigili del fuoco, provenienti da Torino, Rivalta, Giaveno e Avigliana, hanno lavorato duramente fino a tarda sera per spegnere l’incendio che ha coinvolto la Sacra di San Michele, l’abbazia arroccata sulla vetta del monte Pirchiriano, meta ogni anno di migliaia di turisti. Le fiamme si sono sviluppate intorno alle ore 21. Tutt'a un tratto i tre padri rosminiani si sono ritrovati al buio e affacciandosi hanno notato prima del fumo e poi le fiamme. Immediata la telefonata ai pompieri.

CORTO CIRCUITO - Le fiamme si sono scatenate nel punto della Sacra di San Michele in cui ci sono lavori in corso da circa un mesetto a causa di un tetto scricchiolante e per le infiltrazioni puntualmente presenti a ogni pioggia. A dare il via al rogo è stato quasi certamente un corto circuito, ma nelle prossime ore si saprà qualcosa di più. Così come la stima dei danni, anche se i carabinieri si sono affrettati a dare la notizia che nessun bene di interesse storico artistico è stato danneggiato.

DISPOSTO A MORIRE - «Io per la Sacra sono disposto a morire», ha continuato a dire Giuseppe Bagantini, 82 anni, il rettore del monastero che ha dovuto abbandonare l’abbazia con gli altri due padri rosminiani, Joseph Vinod e Camillo Modesto, con cui vive e amministra la Sacra. «Stavo preparando le cose per la messa di domani (oggi, ndr) quando si è spento il computer. Era saltata la corrente e guardando fuori dalla finestra mi sono accorto che c’era una strana nebbia». Quella non era nebbia, ma il fumo dell’incendio.