18 ottobre 2018
Aggiornato 11:00

«Ricchione», da Facebook al Tribunale: guai grossi per una giovane parrucchiera

Il datore di lavoro della ragazza l'ha trascinata in tribunale e ha chiesto 30 mila euro di risarcimento
Da un'offesa su Facebook a un aula di tribunale
Da un'offesa su Facebook a un aula di tribunale (Facebook)

IVREA - E' iniziato questa mattina, venerdì 26 gennaio, a Ivrea il procedimento per diffamazione a carico di un'apprendista parrucchiera di 30 anni residente in città che, scrivendo sul profilo social di una collega appena licenziata, l'aveva invitata a fare causa al datore di lavoro e lo aveva apostrofato come "ricchione"

PROCESSO - L'uomo, effettivamente omosessuale, ha denunciato la trentenne trascinandola in tribunale. Costituitosi parte civile, ha chiesto 30 mila euro di risarcimento per la diffamazione subita a causa di quella frase. E' stato lo stesso giudice , Ludovico Morello, a invitare l'uomo a riconsiderare la cifra del risarcimento.