19 aprile 2018
Aggiornato 21:00
Cronaca

Spara a un nomade in fuga dopo un furto: sei mesi di carcere al poliziotto

La pena è stata ridotta di tre mesi dalla Corte d’Appello di Torino. Il ladro aveva chiesto anche un milione di euro di risarcimento

Il ladro al distributore e l'auto della polizia (© Polizia)

TORINO - Sei mesi di carcere. E’ questa la pena che dovrà scontare Andrea C., poliziotto "colpevole" di aver sparato alla schiena di Sulejmanovic M., nomade in fuga dopo aver commesso un furto la notte del15 dicembre. La pena è stata ridotta di tre mesi dalla Corte d’Appello di Torino.

L’EPISODIO - Fa discutere la sentenza emessa oggi dalla Corte d’Appello. L’episodio risale al dicembre del 2013 quando l’assistente capo di polizia sparò all’auto (una Fiat Turbo)» del ladro in fuga, all’uscita del distributore di benzina Tamoil di corso Unione Sovietica. Un proiettile colpì alla schiena il conducente del mezzo. Il nomade, condannato a un anno e un mese per furto, aveva anche chiesto un risarcimento di 176.000 euro per il danno morale e 800.000 per il danno biologico. Una richiesta definita dall’avvocato del poliziotto «non pertinente, visto che l’imputato è disoccupato, non regolare sul territorio nazionale e al momento dell’episodio stava commettendo un reato». Stando alla difesa, il poliziotto avrebbe provato a colpire gli pneumatici dei ladri in fuga, mentre l’accusa ha sempre sostenuto l’ipotesi del «dolo eventuale». Oggi la sentenza delle Corte d’Appello: sei mesi di carcere per il poliziotto.