9 dicembre 2019
Aggiornato 08:30
Zona a Traffico Limitato

Telepass per accedere alla nuova Ztl attiva almeno fino alle 19.30: le ultime novità

Sarà attiva nel 2019 e prima di allora ci sarà tanto da discutere. Ma per il momento la rivoluzione passa da alcuni cardini voluti dall'amministrazione comunale

TORINO - Da qui alla fine dell’anno saranno mesi interminabili. La nuova Ztl infatti entrerà in vigore all’inizio del 2019 ma, per il momento, la strada per arrivare a una modifica che cambierà il modo di vivere della città sembra davvero lunga. Ci sono già i punti cardine ma anche questi hanno ancora alcune incognite fondamentali. Ma partiamo con ordine e vediamo come sarà: intanto non si tratta di una semplice estensione dell’orario (parole dell’assessore Maria Lapietra), ma di una visione diversa della zona a traffico limitato: «Non esiste una Ztl che dura 3 ore, noi non estendiamo l’orario, è completamente un altro modello», ha detto Lapietra, «il nostro obiettivo è eliminare il traffico di transito». Traffico di passaggio, cioè coloro che devono solo attraversare il centro per raggiungere una meta senza dover sostare e fare, ad esempio, shopping oppure andare a lavoro. «Questo lo chiamo anche traffico parassita e per noi è da eliminare».

 

TELEPASS, COSTI E VANTAGGI - Passiamo ora alle cose più succulente che però, come vedremo subito, non hanno ancora solide basi ma poggiano su variabili che condizionano in un modo o in un altro tutto il progetto. Partiamo dall’orario. Oggi la Ztl Centrale vive dalle 7.30 alle 10.30: tre ore di divieto di transito in determinate zone centrali della città che però, ogni giorno, puniscono una media di 450 automobilisti. Sono diverse le ipotesi per il 2019: «Per me la Ztl potrebbe rimanere attiva 24 ore su 24», ha detto ancora Lapietra, «ma si regge anche con l’orario della sosta a pagamento attuale», vale a dire dalle 7.30 alle 19.30, come le strisce blu in tutta Torino. E questa sembra essere l’ipotesi più plausibile. Passiamo ai varchi d’accesso e d’uscita. «Abbiamo avuto un colloquio con il Gruppo Telepass e ci hanno confermato che il 70% dei torinesi ne possiede uno. Stiamo pensando di utilizzarlo per chi deve entrare e uscire dalla Ztl». E infine c’è il costo del ticket d’ingresso, quello che si pagherebbe anche con il telepass. «Chi viene in centro non pagherà di più, ma potrebbe pagare meno a determinate condizioni, come l’auto elettrica. A pagare di più, molto di più, saranno coloro che sono solo di passaggio per il centro cittadino, non certo chi regolarizzerà il proprio transito sostando e stando un certo tempo nella zona a traffico limitato che al massimo pagherà quanto paga oggi». Calcolatrice alla mano, per entrare in Ztl usufruendo della sosta (che potrebbe essere di due o tre ore, non è stato ancora deciso) pagherà al massimo 5 euro.

NUMERI DELLA ZTL - Gli assessorati alla Viabilità e al Commercio sono partiti da alcuni numeri per iniziare la rivoluzione della Ztl. Ogni giorno attraversano i varchi della Ztl dalle 7.30 alle 19.30 oltre 75mila veicoli. Di questi 11.500 sono residenti in centro, 21.000 hanno il permesso (non da residente) e 42.500 sono le auto che accedono senza alcun permesso. Questi ultimi sono quelli che la nuova Ztl tenderà a eliminare. «Modifichiamo la Ztl perché ha eliminato delle attività, bar e uffici sono scappati dal centro. Il nuovo modello deve essere opposto».

CONTESTAZIONI - Il più acerrimo nemico dell’assessore Lapietra questa volta non è stato il suo predecessore Claudio Lubatti, ma il capogruppo del Pd Stefano Lo Russo. «Voi immaginate una città che non esiste, i problemi di traffico sono in corso Maroncelli, corso Siracusa, corso Unità d’Italia e tanti altri, ma non in centro. E voi cosa fate? Blindate le vie centrali della città facendo anche un danno alla salute dei cittadini». E poi Lorusso ha ancora argomentato: «Aumenterà ancora chi aggirerà la Ztl scegliendo altre vie facendo crescere le emissioni di Co2. Ma il problema della città è opposto, il centro attualmente è deserto, mentre è fuori dalla Ztl che verosimilmente si sommerà ancora traffico, inquinamento. E’ una politica che incentiverà a uscire dal centro. Avete leggermente sottovalutato questo aspetto».