21 agosto 2018
Aggiornato 06:00

Mensa a Km0 e coltivata dai bambini, attività per genitori e figli: conosciamo l’asilo Neverland

La struttura di Sangano esiste ormai da 16 anni e ogni anno implementa qualche novità. I punti di forza sono le titolari e le figlie, senza dimenticare i collaboratori e i bambini, coinvolti in ogni attività, anche quella del coltivare ciò che poi sarà cucinato
Sonia, Laura, Maruska e Federica del Neverland
Sonia, Laura, Maruska e Federica del Neverland (Diario di Torino)

SANGANO - Negli ultimi anni la mensa scolastica è stato un argomento molto discusso nel torinese. Agli onori della cronaca erano balzati prima i bambini intossicati nella scuola elementare Perotti di via Mercadante che aveva portato alla chiusura da parte dell’Asl della Camst, la ditta di ristorazione che aveva l’intero appalto per la gestione delle mense scolastiche di Torino (era il 2014), poi due anni più tardi era successa la stessa cosa all’istituto comprensivo Falcone di Mappano (era il 2016) e infine, proprio dal capoluogo piemontese, era partita la battaglia legale di alcuni genitori e dell’avvocato Giorgio Vecchione per consentire ai bambini di portare il pranzo da casa invece che mangiare quello della mensa. Noi proprio da qui siamo partiti per conoscere una realtà di Sangano, un comune a 30 chilometri da Torino di neanche 4mila abitanti. L’asilo Neverland è lontano da tutte le polemiche descritte dai giornali, qui la mensa è una cosa sacra e a cucinare sono le stesse titolari, due mamme che in 16 anni hanno visto diventare grandi tanti bambini. Ma nella struttura di Sangano, che è nata dove c’era un convento, non ci si ferma solo al cibo, si bada anche alla crescita di genitori e figli con attività che stimolano e insegnano. Ma conosciamola meglio.

16 ANNI DI ESPERIENZA - Prima premessa: il Neverland è un nido qualificato, cosa non da poco conto visto che con la liberalizzazione è facile creare un nido in famiglia. Nato nel 2002, ha preso il via ufficialmente nel 2004 dalla voglia di avere a che fare con i bambini delle due titolari, Laura e Maruska. Per quest’ultima c’è stata una vera e propria rivoluzione nella vita lavorativa visto che prima si occupava di tutt’altro: «Lavoravo in piazza Statuto a Torino in uno studio di consulenza del lavoro, ma non era assolutamente quello che volevo fare. E quando abbiamo immaginato questa struttura con Laura non ci abbiamo pensato due volte a metterla in pratica». E così è stato. Da una bellissima amicizia è nato un nido che anno dopo anno è cresciuto, investendo i soldi guadagnati per migliorare il servizio e per offrire quello che loro da mamme avrebbero voluto per le loro figlie. «Abbiamo genitori che portano i bambini anche da Giaveno e Coazze. Per noi è davvero un orgoglio». Oggi l’asilo conta quasi 30 iscritti divisi in tre fasce: piccoli (dai 3 mesi), medi (fino a 30 mesi) e grandi (fino ai 5-6 anni).

MENSA - Arriviamo al capitolo mensa, uno dei più interessanti non solo per la qualità dei pranzi, ma anche per la cultura del cibo e della terra insegnata ai bambini. «Noi cuciniamo ogni giorno», ci raccontano, «ma ancora prima andiamo a fare la spesa. E’ un lavoro oneroso ma ci dà tanta soddisfazione e soprattutto rende felici genitori e figli». E sul menù non c’è nulla di improvvisato: «Per non sbagliare abbiamo fatto fare le linee guida a un nutrizionista, poi ci atteniamo a quanto chiede l’Asl e di giorno in giorno mettiamo in pratica. Facciamo anche la pizza e, cosa che ci piace sottolineare, facciamo piantare i semini ai bambini e ciò che cresce glielo facciamo raccogliere e mangiare. In questo modo insegniamo l’importanza della terra e del chilometro zero, cosa a cui temiamo davvero tanto». In un periodo come quello che stiamo vivendo, Maruska e Laura non possono non fare i conti con bambini celiaci, vegani o altro. Nei casi appena citati non c’è alcun problema: viene cucinato un pasto ad hoc. «Cerchiamo sempre di venire incontro alle esigenze soprattutto perché nessuno deve sentirsi escluso».

LE FIGLIE - Sedici anni fa non erano che delle bambine anche le figlie di Maruska e Laura. Oggi sono due ventenni che, neanche a dirlo, stanno proseguendo le orme delle mamme lavorando a tempo pieno all’interno dell’asilo Neverland. «Federica e Sonia sono il nostro orgoglio e il nostro punto forte. Loro hanno sempre fatto parte di questo posto perché lo frequentavano già da piccole. Una cosa buffa che ricordiamo sempre è che volevano cambiare il pannolino ai bambini e mettere i bavaglini». E poi ci sono loro: «Noi vogliamo rimanere qui», racconta Federica, «quando ero più piccola sarei voluta emigrare a Torino, ma poi ho capito che sto bene a Sangano a contatto con i bambini».

COMUNITA’ - La chiacchierata ci fa capire il senso di comunità che c’è all’interno di Neverland. Le maestre e tutti i collaboratori (non ci sono solo le titolari e le figlie) fanno squadra per rendere la vita facile ai genitori e per far crescere i bambini divertendosi e imparando ogni giorno una cosa nuova. Per riuscire al meglio in questo obiettivo vengono fatte tante attività come laboratori di pittura, musica, lettura (con una bibliotecaria che viene appositamente) e poi quelle che coinvolgono i genitori come inglese, danza e psicomotricità. Per non dimenticare nessuno vengono organizzate spesso giornate in compagnia dei nonni e poi ci sono ancora le immancabili feste di Natale (con il Babbo Natale di paese) e di fine anno. Il tutto senza avere fondi comunali o di altra natura, ma solo con le proprie forze. «Non sono mancati momenti difficili, ma col tempo abbiamo imparato a cavarcela sempre. Per far capire meglio: le pulizie le facciamo noi due volte al giorno perché le ditte ci hanno sempre deluso. Con i bambini deve essere sempre tutto a posto. E ovviamente non vi parlo della burocrazia che abbiamo dovuto sobbarcarci». Per farlo conoscere ai genitori, l’asilo Neverland organizza alcuni Open Day. Il primo si è già tenuto, i prossimi sono il 3 e il 17 febbraio dalle ore 9 alle 12. Maggiori info qui.