21 agosto 2018
Aggiornato 06:00

Scambiato per terrorista a Dubai, ore infinite di paura per un gioielliere di Rivoli

Alcune tracce di polvere da sparo sugli abiti gli sono valse ore di interrogatorio e controlli serrati. Alla fine tutto si è risolto per il meglio, ma la paura per quel che poteva succedere è stata tanta
Scambiato per terrorista all'aeroporto di Dubai
Scambiato per terrorista all'aeroporto di Dubai ()

RIVOLI - Una storia tanto assurda quanto vera. Un gioielliere di Rivoli ha passato le ore più lunghe della sua vita qualche giorno fa, il 26 gennaio, quando stava per imbarcarsi sull’aereo che lo avrebbe riportato in Italia dopo un viaggio con la moglie negli Emirati Arabi. Quando è arrivato ai controlli dello scalo di Dubai è successo qualcosa che mai si sarebbe aspettato. Sui suoi abiti sono state trovate tracce di polvere da sparo e sul monitor è apparsa la scritta «Alert Explosive». A raccontare quello che è accaduto è stato lo stesso gioielliere a Repubblica e nonostante sia passata già una settimana la paura per quel che poteva accadere riaffiora ancora dalle sue parole. «Ho visto l’uomo della vigilanza irrigidirsi dopo il primo esame sui miei abiti. Gli ho chiesto quale fosse il problema nel mio inglese maccheronico», ha detto al quotidiano, «ci avevano raccontato da poco che un ragazzo era stato arrestato per tre mesi per un equivoco in un negozio e ho cominciato a chiedermi cosa stavo rischiando».

DALLA PAURA ALLA PARTENZA - Per controllare meglio la situazione e accertare che non fosse un terrorista, il gioielliere è stato portato in disparte, lontano dalla moglie. Quest’ultima è andata nel panico non capendo nemmeno chi contattare per risolvere il tutto. Sono passate diverse ore, più di quattro, tempo in cui la polizia di Dubai ha voluto sapere tutto della coppia, con tanto di prove volute dei posti visitati in quei giorni di vacanza. Ma non solo: le valigie sono state analizzate nel minimo dettaglio, anche il barattolo di sabbia del deserto è stato passato allo scanner. Alla fine, non avendo trovato proprio nulla, marito e moglie sono stati fatti imbarcare sul volo che, per loro fortuna, sono riusciti a prendere al pelo. Un ultimo sospiro lo hanno tirato quando l’aereo si è alzato in volo perché «non sembravano poi così convinti quando ci hanno lasciato andare».