14 maggio 2021
Aggiornato 11:30
Blocchi auto

Blocchi auto, l’assessore Unia: «Torino caso unico, ecco perché fermiamo i Diesel Euro 5»

L’assessore all’Ambiente spiega quali sono i criteri che fanno scattare il blocco, annuncia novità sulla comunicazione e parla di incentivi sull’acquisto di auto ibride o elettriche

TORINO - Blocco auto «sì» o blocco auto «no»? E’ questa la domanda che ogni mattina un torinese è ormai abituato a farsi da diversi mesi. Il peggioramento dell’allarme smog d’altra parte rende necessario prendere delle misure che, seppur drastiche, sono volte a tutelare la salute dei cittadini. Ma chi decide se fermare o meno la circolazione di un determinato tipo di veicoli? E soprattutto, perché alcuni veicoli vengono fermati e altri no? Torino è davvero un caso unico, differente rispetto alle altre città dell’area metropolitana? Abbiamo fatto tutte queste domande a chi si occupa di ambiente a Torino, l’assessore Alberto Unia, durante un’intervista integrale che potete trovare qui

- Capitolo blocchi auto. La qualità dell’aria non è un problema esclusivamente torinese, riguarda tutta la pianura padana ma tra Arpa, Regione e Comune molti cittadini non hanno ancora compreso bene la situazione. Chi è che decide se le auto circolano o no? Ci spieghi meglio i criteri che fanno scattare i blocchi.

I blocchi scattano secondo le regole del protocollo padano e della DGR regionale. Da questo punto di vista ci differenziamo esclusivamente per i termini dell’attivazione, infatti il protocollo prevede che le decisioni vengano prese il lunedì e il giovedì mentre a Torino rileviamo quotidianamente. L’altra differenza è quella relativa agli Euro 5 sul secondo livello. La scelta che abbiamo voluto fare è stata fatta a fronte della differenza per incidenza dei veicoli sul PM10 tra la città e i comuni dell’area metropolitana. Secondo i dati rilevati da Arpa e tutti gli studi cui i nostri tecnici fanno riferimento, nell’area urbana l’impatto del traffico sulle polveri sottili è del 80% del totale (riscaldamenti, ecc) mentre nell’area extraurbana i livelli sono più bassi. Per questo le limitazioni non possono essere le stesse, perché sono proprio diverse le sorgenti di inquinamento.

- Una delle perplessità maggiori degli automobilisti riguarda la comunicazione: un blocco annunciato e poi revocato crea confusione. Pensa possano esserci margini di miglioramento a riguardo?

Per quanto riguarda la comunicazione, nonostante alcune nostre perplessità stiamo valutando comunque l’ipotesi di allinearci con attivazioni e disattivazioni alle due giornate previste dal protocollo in modo che non ci siano più differenze e che l’attivazione venga fatta in contemporanea su tutta l’area della città metropolitana.

- Torno ancora su una delle richieste più frequenti dei possessori dei veicoli Diesel: perché pagare il 100 % del bollo se le auto non possono circolare? Cosa ne pensa? E’ fattibile portare questa richiesta in Regione?

Dobbiamo chiederci come mai negli ultimi anni le case automobilistiche hanno diminuito i prezzi dei veicoli Diesel. Detto questo, credo che sia migliore richiedere allo stato incentivi per l’acquisto di auto ibride o elettriche.

Per leggere l'intervista integrale all'assessore Unia, CLICCA QUI