22 luglio 2019
Aggiornato 03:00
Blocchi auto

Blocchi auto, l’assessore Unia: «Torino caso unico, ecco perché fermiamo i Diesel Euro 5»

L’assessore all’Ambiente spiega quali sono i criteri che fanno scattare il blocco, annuncia novità sulla comunicazione e parla di incentivi sull’acquisto di auto ibride o elettriche
Blocchi auto, parla l'assessore all'Ambiente Alberto Unia
Blocchi auto, parla l'assessore all'Ambiente Alberto Unia ANSA

TORINO - Blocco auto «sì» o blocco auto «no»? E’ questa la domanda che ogni mattina un torinese è ormai abituato a farsi da diversi mesi. Il peggioramento dell’allarme smog d’altra parte rende necessario prendere delle misure che, seppur drastiche, sono volte a tutelare la salute dei cittadini. Ma chi decide se fermare o meno la circolazione di un determinato tipo di veicoli? E soprattutto, perché alcuni veicoli vengono fermati e altri no? Torino è davvero un caso unico, differente rispetto alle altre città dell’area metropolitana? Abbiamo fatto tutte queste domande a chi si occupa di ambiente a Torino, l’assessore Alberto Unia, durante un’intervista integrale che potete trovare qui

- Capitolo blocchi auto. La qualità dell’aria non è un problema esclusivamente torinese, riguarda tutta la pianura padana ma tra Arpa, Regione e Comune molti cittadini non hanno ancora compreso bene la situazione. Chi è che decide se le auto circolano o no? Ci spieghi meglio i criteri che fanno scattare i blocchi.

I blocchi scattano secondo le regole del protocollo padano e della DGR regionale. Da questo punto di vista ci differenziamo esclusivamente per i termini dell’attivazione, infatti il protocollo prevede che le decisioni vengano prese il lunedì e il giovedì mentre a Torino rileviamo quotidianamente. L’altra differenza è quella relativa agli Euro 5 sul secondo livello. La scelta che abbiamo voluto fare è stata fatta a fronte della differenza per incidenza dei veicoli sul PM10 tra la città e i comuni dell’area metropolitana. Secondo i dati rilevati da Arpa e tutti gli studi cui i nostri tecnici fanno riferimento, nell’area urbana l’impatto del traffico sulle polveri sottili è del 80% del totale (riscaldamenti, ecc) mentre nell’area extraurbana i livelli sono più bassi. Per questo le limitazioni non possono essere le stesse, perché sono proprio diverse le sorgenti di inquinamento.

Lo smog nella pianura Padana, ripreso dal satellite

Lo smog nella pianura Padana, ripreso dal satellite (© )

- Una delle perplessità maggiori degli automobilisti riguarda la comunicazione: un blocco annunciato e poi revocato crea confusione. Pensa possano esserci margini di miglioramento a riguardo?

Per quanto riguarda la comunicazione, nonostante alcune nostre perplessità stiamo valutando comunque l’ipotesi di allinearci con attivazioni e disattivazioni alle due giornate previste dal protocollo in modo che non ci siano più differenze e che l’attivazione venga fatta in contemporanea su tutta l’area della città metropolitana.

- Torno ancora su una delle richieste più frequenti dei possessori dei veicoli Diesel: perché pagare il 100 % del bollo se le auto non possono circolare? Cosa ne pensa? E’ fattibile portare questa richiesta in Regione?

Dobbiamo chiederci come mai negli ultimi anni le case automobilistiche hanno diminuito i prezzi dei veicoli Diesel. Detto questo, credo che sia migliore richiedere allo stato incentivi per l’acquisto di auto ibride o elettriche.

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