18 ottobre 2018
Aggiornato 14:00

Blocchi auto, raccolta differenziata e parco Michelotti: intervista ad Alberto Unia

Alberto Unia racconta i primi mesi da assessore e gli obiettivi futuri: blocchi auto, parco Michelotti e raccolta differenziata i punti toccati
Intervista ad Alberto Unia
Intervista ad Alberto Unia (ANSA)

TORINO - Otto mesi fa Alberto Unia diventava assessore all'Ambiente del Comune di Torino, prendendo il posto di Stefania Giannuzzi. Tra blocchi auto, raccolta differenziata e un rapporto sempre molto schietto e diretto con i cittadini, l'ex capogruppo del Movimento 5 Stelle ha vissuto mesi molti intensi, in cui non sono mancate critiche e apprezzamenti per il ruolo svolto. Il suo è uno degli assessorati più delicati in assoluto, soprattutto in un periodo di emergenza smog. Abbiamo quindi parlato direttamente con Alberto Unia per fare un primo bilancio di questi mesi passati dall'altra parte della Sala Rossa e per delineare gli obiettivi futuri della Città di Torino per quanto riguarda il tema dell'Ambiente.

- Alberto Unia, otto mesi fa lasciava il ruolo di capogruppo del Movimento 5 Stelle per sedersi sulla poltrona di assessore all’Ambiente. Tra difficoltà e successi ottenuti, un primo bilancio di questi mesi di lavoro.

Questi mesi sono stati incredibili, ho conosciuto persone in gamba con cui condivido le mie giornate tra mille difficoltà. Purtroppo lo scoglio più grande da superare è quello della mancanza di risorse ma i cittadini da questo punto di vista sono abbastanza comprensivi. Stiamo cercando di coinvolgerli il più possibile sul territorio anche se il lavoro da fare è tanto e la città ha dei problemi strutturali e di degrado che rendono tutto molto complicato. Sono comunque fiducioso e ottimista. I torinesi se coinvolti hanno tanta voglia di partecipare.

- Raccolta differenziata: Torino sembra aver cambiato marcia, spingendo molto sulla raccolta «porta a porta». Qual è la situazione attuale e quali sono gli obiettivi della città.

Siamo finalmente partiti con nuovi quartieri alla fine dello scorso anno e per l’anno in corso sono previsti altri due quartieri. Ovviamente i risultati si vedranno a partire da metà 2018 ma contiamo di raggiungere tutti gli obiettivi che abbiamo dichiarato negli ultimi mesi, forse anche qualcosa in più. È comunque presto per fare un bilancio e una previsione precisa. Sicuramente siamo ripartiti.

- Il «porta a porta» verrà esteso alla zona di San Salvario, esclusa la zona della movida. Come si intende operare in quell’area?

Sull’area Movida di San Salvario sono al vaglio degli interventi che non posso ancora anticipare perché prima vogliamo condividerli con i residenti e i commercianti della zona.

- Capitolo blocchi auto. La qualità dell’aria non è un problema esclusivamente torinese, riguarda tutta la pianura padana ma tra Arpa, Regione e Comune molti cittadini non hanno ancora compreso bene la situazione. Chi è che decide se le auto circolano o no? Ci spieghi meglio i criteri che fanno scattare i blocchi.

I blocchi scattano secondo le regole del protocollo padano e della DGR regionale. Da questo punto di vista ci differenziamo esclusivamente per i termini dell’attivazione, infatti il protocollo prevede che le decisioni vengano prese il lunedì e il giovedì mentre a Torino rileviamo quotidianamente. L’altra differenza è quella relativa agli Euro 5 sul secondo livello. La scelta che abbiamo voluto fare è stata fatta a fronte della differenza per incidenza dei veicoli sul PM10 tra la città e i comuni dell’area metropolitana. Secondo i dati rilevati da Arpa e tutti gli studi cui i nostri tecnici fanno riferimento, nell’area urbana l’impatto del traffico sulle polveri sottili è del 80% del totale (riscaldamenti, ecc) mentre nell’area extraurbana i livelli sono più bassi. Per questo le limitazioni non possono essere le stesse, perché sono proprio diverse le sorgenti di inquinamento.

- Una delle perplessità maggiori degli automobilisti riguarda la comunicazione: un blocco annunciato e poi revocato crea confusione. Pensa possano esserci margini di miglioramento a riguardo?

Per quanto riguarda la comunicazione, nonostante alcune nostre perplessità stiamo valutando comunque l’ipotesi di allinearci con attivazioni e disattivazioni alle due giornate previste dal protocollo in modo che non ci siano più differenze e che l’attivazione venga fatta in contemporanea su tutta l’area della città metropolitana.

- Torniamo ancora su una delle richieste più frequenti dei possessori dei veicoli Diesel: perché pagare il 100 % del bollo se le auto non possono circolare? Cosa ne pensa? E’ fattibile portare questa richiesta in Regione?

Dobbiamo chiederci come mai negli ultimi anni le case automobilistiche hanno diminuito i prezzi dei veicoli Diesel. Detto questo, credo che sia migliore richiedere allo stato incentivi per l’acquisto di auto ibride o elettriche.

- Per parco Michelotti avete avviato un dialogo con i cittadini. Se dipendesse esclusivamente da lei, come si immagina quell’area?

Per quanto riguarda il Michelotti abbiamo iniziato con alcuni lavori di pulizia e coinvolto i cittadini nel processo decisionale. Se dipendesse solo da me restituirei il parco alla città tale e quale magari ragionando sulla demolizione delle costruzioni ormai compromesse all’interno. Il lavoro sarà lungo comunque ma una parte dell’area vogliamo riaprirla entro quest’estate.

- Ha davanti a sé ancora 3 anni e mezzo da assessore: qual è la sfida che le piacerebbe maggiormente vincere, il progetto che più vorrebbe portare a termine?

Quello che mi preme di più è lasciare una città più solidale e coinvolgere quanta più cittadinanza attiva possibile. La città non è dei politici ma dei cittadini.