21 agosto 2018
Aggiornato 06:00

Eventi a Torino, gli spettacoli da non perdere dal 6 al 9 febbraio

Commedia, storie drammatiche, classici, magia e danza. Ecco tutto quello che vi attende in città ed una piccola guida per non perdere gli appuntamenti migliori
Torino, gli spettacoli da non perdere dal 6 al 9 febbraio
Torino, gli spettacoli da non perdere dal 6 al 9 febbraio (ANSA)

TORINO – I classici, il teatro sperimentale, la commedia, i drammi ed ancora la danza e la magia. Ecco qualche consiglio per non lasciarsi sfuggire gli spettacoli più interessanti.

Spettacolo
Al Teatro Gobetti, da martedì 6 febbraio, in scena «Lingua madre Mameloschn». Solo una madre è capace di uccidere con una mezza frase. Tre donne, tre generazioni che si confrontano, si parlano, si svelano segreti, dominate da quel non detto, o detto altrove, che segna e decide un rapporto madre-figlia. Un dialogo intimo e politico, una ricerca della verità, delle origini, dell'identità, che Paola Rota dirige dopo il successo di «Due partite». In scena Elena Callegari, Francesca Cutolo, Maria Roveran.

Enrico Bertolino a teatro
Al Teatro Colosseo, da mercoledì 7 febbraio, Enrico Bertolino presenta «Perchè Boh». Da tempo Enrico Bertolino si cimenta nell'instant theatre, una formula di spettacolo innovativa in cui narrazione, attualità, umorismo, storia, cronaca, politica e comicità si incontrano sul palcoscenico. Il teatro diventa così un luogo di informazione satirica e lo spettacolo un percorso di conoscenza di un tema politico o sociale, un tutorial divertente, indicato per chi, come lo stesso Bertolino, si muove fra certezze e dubbi equamente ripartiti. Perché boh è come un talk politico dalla forma grottesca, un dialogo con il pubblico fra ironia e approfondimento che mette a confronto opinioni diverse e punti di vista apparentemente opposti.

Classici a teatro
Al Teatro Erba, da mercoledì 7 febbraio, in scena «L'avaro di Molier». Amaro e irresistibilmente comico, un’opera di bruciante modernità. L’avaro molieriano riesce a essere un classico immortale e nello stesso tempo a raccontarci il presente senza bisogno di trasposizioni o forzate interpretazioni. Dopo il successo del Malato Immaginario, votato dal pubblico dei teatri toscani come miglior spettacolo, ecco un altro Molière, nell’adattamento rispettoso e spesso illuminante di Ugo Chiti, ed ecco, nel ruolo del protagonista Arpagone, la cifra attoriale di Alessandro Benvenuti. Chiti innesta le vicende dei grandi classici nel linguaggio, forte, crudo, e a volte comicissimo che gli è proprio, scavando nelle psicologie dei personaggi anche grazie all’assoluta corrispondenza dell’uso che fa della parola teatrale con il procedere delle sue messe in scena e del suo lavoro con gli attori.

Magia
Al Cineteatro Baretti, da mercoledì 7 febbraio, «Illusioni: al Baretti la magia del Carnevale». Luca Bono, illusionista, è protagonista di uno spettacolo che sarà in replica anche in versione pomeridiana l'8 e 9 febbraio. Un viaggio tra fantasia e realtà. Lo stupore dell'illusione, la poesia della grande magia. Gesti e parole, illusioni e realtà, la meraviglia, l'incredulità, il disorientamento. Uno spettacolo creato appositamente per il Carnevale e lo spazio del teatro Baretti dal giovane illusionista amato da grandi e piccoli.

Storie
Mercoledì 7 febbraio alle 21 Silva Gentilini presenta al Circolo dei lettori, «Le formiche non hanno le ali» (Electa Mondadori) con Cinzia Ballesio, SeNonOraQuando? Due donne legate dalla stessa sorte: essere costrette ad abbandonare il loro primogenito.  A unirle saranno la difficoltosa ricerca dei figli e la forza che troveranno in loro stesse per superare i traumi del passato.  A separarle, invece, sono i tempi, i luoghi e, soprattutto, le motivazioni che stanno dietro quell’abbandono. Silva Gentilini ha costruito un’opera che, partendo da un’indicibile memoria intima, riesce a farsi racconto universale di una lenta e faticosa riconquista di sé. Le pagine del libro danno voce a una sofferenza personale, restituendo un intreccio narrativo che abbraccia un secolo e si fa avvincente epopea familiare al femminile.

Roberto Bolle in scena
È Roberto Bolle l’Apollo di Stravinskij nel balletto in due quadri «Apollon Musagète», in scena all’Auditorium Rai Arturo Toscanini giovedì 8 febbraio alle 20.30, con l’Orchestra Sinfonica Nazionale Rai diretta da John Axelrod. L’appuntamento – in collaborazione con il Teatro alla Scala di Milano – è ripreso da Rai Cultura che lo proporrà su Rai5 l’8 marzo in prima serata alle 21.15. Per la prima volta un concerto sinfonico dell’Orchestra Rai diventa anche uno spettacolo di danza, con un interprete d’eccezione come Bolle, al suo debutto all’Auditorium Rai. Primo ballerino al mondo a essere Étoile del Teatro alla Scala di Milano e, contemporaneamente, Principal Dancer dell'American Ballet Theatre di New York, la stella del balletto internazionale ha recentemente conquistato oltre cinque milioni di telespettatori con «Danza con me», andato in onda su Rai1 il primo dell’anno. Esaltazione della poesia, dell’arte mimica e della danza – personificate dalle tre muse, interpretate da Nicoletta Manni, Virna Toppi e Martina Arduino – e di Apollo, il dio della luce e dell’armonia che su tutte presiede, «Apollon Musagète» debuttò il 12 giugno del 1928 al Théatre Sarah Bernhardt di Parigi, con Igor Stravinsky nel doppio ruolo di compositore delle musiche e di direttore d’orchestra. Accanto al capolavoro di Stravinskij, il direttore d'orchestra texano John Axelrod propone - con la sola Orchestra Rai - una scelta di brani legati all'arte coreutica come la Danza delle Furie e la Danza degli spiriti beati dall’Orfeo ed Euridice di Christoph Willibald Gluck; la Marcia, l’Andante e la Ciaccona dal Divertimento dell’Atto III di Alceste, sempre di Gluck, e il Divertimento dal balletto «Le baiser de la fée» (Il bacio della fata) ancora di Igor Stravinsky.

Musical
Al Teatro Alfieri, in scena «Robin Hood il musical». Le avventure del coraggioso ladro gentiluomo e di tutti i personaggi che animano la foresta di Sherwood: Robin e Lady Marian, il simpatico Little John, fidato amico di Robin che lo accompagna in tutte le sue avventure; Lady Belt, amica del cuore e confidente di Marian; l’improbabile e disonesto Principe Giovanni e il suo perfido consigliere Sir Snake; l’affettuoso e generoso Fra Tuck e, ancora, gli amici di Robin, avventori, banditi, arcieri, dame, ancelle e servitori, saranno protagonisti di questa leggenda senza tempo. Manuel Frattini veste i panni dell’impavido eroe che ruba ai ricchi per dare ai poveri, affiancato da Fatima Trotta,  giovane attrice rivelazione, nota al grande pubblico come conduttrice di Made in Sud, che vestirà i panni di Lady Marian.

Circo contemporaneo
Allo Spazio Flic, giovedì 8 febbraio in scena «l'Amer y Africa», compagnia catalana composta da due artisti specializzati nella tecnica del mano a mano, con il loro «Envà», spettacolo di circo contemporaneo che mette in scena un universo costituito da 250 kg di paglia, azione, sottigliezze e umorismo. L’evento è organizzato in collaborazione con la Fondazione Piemonte dal Vivo – Circuito Regionale Multidisciplinare e l’appuntamento è alle ore 21:00 nello Spazio Flic. Tra 250 kg di paglia e 125kg di massa umana, due persone divagano sulle peculiarità delle relazioni umane attraverso movimenti, equilibri, umori e composizione dello spazio. In lingua catalana, l’«Envà» è una parete sottile costruita per separare degli spazi. Le persone costruiscono spesso pareti mentali per proteggersi dagli altri e da ipotetici pericoli emozionali. Passano la vita cercando il modo di liberarsi e spesso l’unica cosa che gli manca è abbattere le pareti che impediscono di sentire pienamente e di comunicare senza barriere. Lo spettacolo vuole riflettere simbolicamente la stupidità della natura umana e di tante azioni che vengono fatte in vano per relazionarsi con gli altri

Donne e teatro
A Tangram Teatro, da venerdì 9 febbraio, in scena «Cliché». Uno spettacolo irriverente e meta teatrale. È la storia di tre donne costrette – chi per bisogno di soldi per mantenere una famiglia numerosa, chi per un incontro con l’uomo sbagliato – a spogliarsi per vivere. In realtà le tre donne sono tre attrici, costrette sì a spogliarsi ma solo per cercare di attirare più pubblico possibile per il loro spettacolo. Il gioco del teatro si rivelerà in tutta la sua crudezza e realtà. Queste storie da cliché sono pretesti, maschere che cadranno per raccontare la vera e attuale condizione dell’attore, costretto ad aderire ad alcuni cliché imposti dalle leggi del mercato. Ci si spoglierà di tutto questo e si racconterà l’umanità celata dietro il presunto personaggio.

Storia e teatro
A Bellarte, da venerdì 9 febbraio, in scena «S'acqua fatta: una storia di sale, lavoro e dignità». S’acqua fatta è l’espressione che usavano i lavoratori della salina di Cagliari quando nell’acqua delle saline iniziava la precipitazione del sale, dopo mesi di lento scorrere di una lunga evaporazione fra una vasca e l’altra. Le saline: attive da centinaia di anni, un procedimento naturale che grazie a sole, vento e acqua di mare portava alla creazione non solo del sale, ma anche di gesso, metalli preziosi, sale inglese e bromo. Un lavoro massacrante dove la «manualità ti ammazzava». Un lavoro che diventa anche un modo di dire: «Ti mando a lavorare in Salina» per mal augurare qualcosa a qualcuno. Anni '70. I lavoratori sono statali. Si accede tramite un concorso pubblico. Il nostro spettacolo parte proprio da alcune interviste all’ultima generazioni dei lavoratori del sale. Le storie raccolte attraverso un percorso drammaturgico diventano la storia di Nino e Greca. Marito e moglie. La festa della raccolta del sale è l’occasione in cui le loro vite si incontrano e incrociano. Storie di sale e lavoro, un lavoro faticoso, ma soprattutto storie di dignità. Un centinaio di lavoratori che vivono in un comune sentire, una comunità che condivide lavoro, vita, desideri, fatiche, lotte sindacali. E dopo secoli la salina viene chiusa. E in questo la storia della Salina di Cagliari diventa uno stereotipo di storia all’Italiana. Le ragioni della chiusura sono confuse, incomprensibili. E con la chiusura si perde un’esperienza secolare, storie, valori, possibilità economiche, posti di lavoro, prospettive di sviluppo per l’intero territorio e la dignità dei lavoratori che hanno vissuto e lavorato alla salina fino a quel momento come se fosse una cosa loro. Tedacà sbarca in Sardegna per portare avanti un linguaggio che parla dell’oggi attraverso il passato, con una drammaturgia che si basa sulla diretta esperienza di chi ha vissuto la Storia in prima persona.

Danza
Al Cafè Muller, da venerdì 9 febbraio, in scena «Occhi: la ricerca di movimento» di Andrea Gallo Rosso. Chiudendo gli Occhi si apre un mondo di differenti sensazioni: tempo e suoni cambiano, il contatto con gli altri è sospeso. Affiorano emozioni, ricordi, paure. La ricerca sul movimento di Occhi parte dal privarsi della vista ricostruendo un equilibrio fisico ed emotivo, cercando nuovi canali comunicativi. Focalizzandosi sul «dentro» si riscoprono memorie lontane, arrivano poco a poco come l'alfabeto morse che ripete: «e d’improvviso il filo si spezza e ti ritrovi a galleggiare». L’assolo, sia urbano che teatrale, ha ricevuto una speciale menzione per la ricerca coreografica per il bando Danza Urbana d'Autore XL 2017. Un progetto di e con Andrea Gallo Rosso, regia Andrea Gallo Rosso, produzione MORSE Associazione culturale con il sostegno di Mosaico Danza, creazione ospitata in residenza mcf belfioredanza.

Musical in famiglia
Al Teatro Cardinal Massaia, domenica 11 febbraio, in scena «Ariel, la principessa del mare». Alla Sirenetta, principessa del regno del Mare, è concesso visitare la superficie per il proprio quindicesimo compleanno. In questa occasione si innamora del principe al comando di una nave che viene affondata da una tempesta. Lo salva e lo porta a riva. Desiderosa di diventare umanaper stare accanto a lui, compra dalla Strega del Mare una pozione per avere delle gambe in cambio della propria voce. Riuscirà Ariel a sconfiggere la perfida Ursula e conquistare l’amore del principe? Una meravigliosa rivisitazione in chiave musicale, per tutta la famiglia, di questa fiaba senza tempo.