24 agosto 2019
Aggiornato 07:00
Rifiuti

Rivoluzione rifiuti, torna il «netturbino di quartiere»: le novità

L’operatore Amiat avrà il compito di occuparsi di un’intera zona, facendosi carico delle criticità e confrontandosi con i residenti. In arrivo nuovi mezzi per i netturbini

TORINO - Dopo la rivoluzione trasporti, parte la rivoluzione rifiuti: torna a Torino il «netturbino di quartiere», una figura che batterà sempre la stessa zona diventando un vero e proprio punto di riferimento per i residenti per quanto riguarda la questione rifiuti. 

LA SPERIMENTAZIONE - La sperimentazione è già in corso in zona Santa Rita, ad aprile usciranno i risultati ma l’intenzione dell’amministrazione è quella di estenderla ad altri quartieri. L’operatore, occupandosi sempre della stessa area, imparerà a conoscerne le criticità maggiori e i problemi, andando a intervenire nelle zone più abbandonate e oggetto di degrado. L’obiettivo è quello di diventare un vero e proprio punto di riferimento per i cittadini. C’è di più: sono infatti in arrivo i nuovi mezzi Amiat, veicoli elettrici e non inquinanti. Si parla di un centinaio di veicoli nuovi, 14 sono già a disposizione, mentre altri 37 arriveranno entro fine anno per poi toccare quota 100 nuovi mezzi entro il 2019. I veicoli verranno dati in dotazione dei netturbini di quartiere, una nuova figura in arrivo nella vita quotidiana dei torinesi.