Rubata la pietra d’inciampo in ricordo di Massimo De Benedetti: «La rimetteremo»

La pietra, che ricorda un deportato nel campo di Auschwitz, è sparita ieri. Boeti attacca e promette: «Follia antisemita, la rimetteremo»
La posa della pietra d'inciampo
La posa della pietra d'inciampo (Comune di Collegno)

COLLEGNO - Mistero e sconcerto a Collegno: nella giornata ieri, martedì 13 febbraio, è stata rubata la pietra d’inciampo in ricordo di Massimo De Benedetti. La pietra, posta in via Martiri XXX Aprile, davanti all’ingresso della Certosa Reale, era stata posata un mese fa circa per onorare la memoria dell’uomo deportato e morto presso il campo di sterminio di Auschwitz. 

«LA RIMETTEREMO» - Immediata la reazione di Nino Boeti, vice presidente del Consiglio Regionale del Piemonte e presidente del Comitato Resistenza e Costituzione: «E’ un atto vile e sconcertante. Forse si tratta della bravata di uno stupido. Forse di un ulteriore grave segnale della follia antisemita che sta attraversando il nostro Paese. Nell’anno in cui si ricorda quella vergognosa pagina della storia d’Italia che fu l’emanazione delle Leggi Razziali, il furto di una Pietra d’Inciampo costruisce un’ulteriore offesa alla memoria. Un’offesa che non può passare sotto silenzio. Per questo, sappiano i ladri, vandali o neofascisti che siano, che quella Pietra noi la rimetteremo di nuovo. E così faremo ancora e ancora. Perché la memoria non si ruba».

La pietra d'inciampo rubata

La pietra d'inciampo rubata (© Comune di Collegno)