20 ottobre 2018
Aggiornato 20:30

Olimpiadi 2026 a Torino? Tra speranza e scetticismo ecco la situazione

Rumors, richieste esplicite e bocche cucite: Torino può realmente ospitare i giochi olimpici a 20 anni dal 2006?
La cerimonia inaugurale di Torino 2006
La cerimonia inaugurale di Torino 2006 (Maurizio Brambatti/Ansa)

TORINO - C’è una voce che continua a girare ciclicamente nei corridoi di Palazzo Civico, nelle sale della Regione Piemonte: Torino candidata a ospitare le Olimpiadi invernali del 2026. Se ne era parlato mesi fa, a settembre, ma la voce è tornata prepotentemente alla ribalta nelle ultime ore. Come al solito, Torino si divide: c’è chi vede i giochi olimpici come una straordinaria opportunità, chi invece vede l’Olimpiade come una mezza sciagura dal punto di vista economico. Tra speranza e scetticismo, rumors e fatti concreti, abbiamo provato a fare il punto della situazione.

GIORNI DI ATTESA - Rispetto a qualche mese fa, la posizione intransigente del Movimento 5 Stelle sembra essersi leggermente ammorbidita. Questo non vuol dire che Torino invierà un suo dossier di candidatura, anzi. Quel che è certo è che nulla verrà deciso prima del 4 marzo, data delle elezioni: si tratta di una data importante, anche per le Olimpiadi. Il tema dei giochi non dipende solo da Comune e Regione, ma anche da altri soggetti quali Governo e Coni. Ecco perché bisognerà aspettare di vedere chi salirà alla guida del paese e quali azioni intenderà intraprendere prima di parlare di giochi olimpici. Un discorso che non vale solo per Torino, ma per tutte le città italiane. E’ il momento dell’attesa, dopo il 4 marzo si potranno fare valutazioni più concrete.

COSA PENSA APPENDINO - In tutto questo, Appendino cosa pensa? A settembre era stata la stessa sindaca a smentire le ipotesi di una candidatura torinese: «Non esiste alcun dossier di candidatura della Città di Torino alle Olimpiadi invernali del 2026. La Giunta e il Consiglio sono impegnati a lavorare sugli equilibri di bilancio e su Gtt». Ora che il problema Gtt è archiviato, le attenzioni di Appendino e della sua Giunta sono tutte sul bilancio previsionale del Comune di Torino. Di fatto la posizione continua a essere la stessa di mesi fa: ci sono cose più importanti a cui pensare, le Olimpiadi del 2026 non sono viste come una priorità. Questo non vuol dire che dalla sindaca sia arrivato un «no» secco, ma la questione non è ancora stata affrontata.

COSA PENSANO I POLITICI TORINESI - Ospitare o no le Olimpiadi, è questo il dilemma. Su questa domanda il consiglio della Città Metropolitana sembra aver già preso una linea, con la mozione che chiede ad Appendino di «percorrere tutte le strade possibili per contribuire alla candidatura». Il «sì» arriva anche dai comuni montani: Valter Marin, presidente dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, nonché primo cittadino di Sestriere, si è dichiarato favorevole ad ospitare i giochi. E Chiamparino? Il presidente della Regione Piemonte ha commentato con un «esageruma nen…» l’ipotesi  di una candidatura insieme a Milano, rilanciando l’ipotesi di una corsa solitaria intrapresa da Torino.

UNA CANDIDATURA SOSTENIBILE - La domanda però sorge spontanea. Torino è in grado di ospitare nuovamente i Giochi Olimpici o l’ipotesi 2026 è campata per aria? L’unica possibilità per una candidatura torinese prevede il riutilizzo degli impianti già costruiti per il 2006. Un progetto low cost, che permetterebbe di riqualificare quei siti oggi abbandonati o comunque poco utilizzati. Decisive le sinergie con investitori privati, perché a prescindere da chi vincerà le elezioni il 4 marzo, la sensazione è che tra Governo, Comune e Regione non sia facile reperire una somma tale da dare vita a un progetto come un Olimpiade.