10 dicembre 2018
Aggiornato 12:30

Eventi a Torino, 13 cose da fare il 17 e il 18 febbraio

Un weekend veramente ricco quello torinese tra musica, spettacolo, cultura e appuntamenti per i più piccoli. Ecco cosa vi attende e come fare per non perdere il meglio
Torino, 13 cose da fare il 17 e il 18 febbraio
Torino, 13 cose da fare il 17 e il 18 febbraio (Shutterstock.com)

TORINO – Concerti di ogni tipo, spettacoli, danza, risate, cultura e tanto altro. Ecco qualche consiglio per non lasciarsi sfuggire gli appuntamenti più interessanti del fine settimana torinese.

Musica alle Ogr
Nel 2018 continuano le grandi rassegne musicali di Ogr con un programma creato ad hoc e volto a esplorare le avanguardie artistiche novecentesche e la loro relazione con lo spazio urbano in diverse città del mondo. Prima tappa di questo itinerario sarà New York. Mescolando stili, registri e media differenti – dal cinema di Jim Jarmush alle sonorità dei Velvet Underground – lo spettatore affronterà un viaggio che collegherà, metaforicamente e non, la factory di Andy Warhol con le Officine Grandi Riparazioni di Torino. La rassegna si compone di tre appuntamenti esclusivi realizzati per Ogr da Blonde Redhead (17 febbraio), John Cale (3 marzo) e Arto Lisndsay (17 marzo). Le loro storie musicali e personali si sono più volte incrociate nel corso degli ultimi anni tanto che la rassegna è, dal punto di vista artistico, quasi una foto di famiglia, ambientata ovviamente nella New York dell’avanguardia. In quest’ottica, ogni appuntamento musicale sarà accompagnato da un lavoro on-site da parte del pittore torinese Daniele Galliano, che ritrarrà dal vivo gli artisti e le loro performance, rinforzando ancora una volta la missione delle OGR di avvicinare e mescolare la grande musica con i linguaggi delle arti visive.

Rap
Sabato 17 febbraio, alla Corte dei Giochi, Sfera Ebbasta, a partire dalle 16, incontra i fan per firmare le copie del suo ultimo lavoro Rockstar. Il rapper milanese, uno dei più seguiti cantanti di trap, con questo suo ultimo album ha già ottenuto grandi successi realizzando 8 milioni di ascolti in streaming nelle prime 24 ore dall’uscita ed entrando con due canzoni nella Top 100 della classifica globale di Spotify, primo artista italiano a raggiungere questo traguardo. Per partecipare al firma copie ed essere fotografati con l'artista, occorrerà acquistare il Cd in uno dei punti vendita del Centro autorizzati(Mediaworld, Feltrinelli o Pam) e ritirare nella stessa giornata dell'evento il pass dedicato. All'evento sarà presente un fotografo ufficiale. L'utilizzo di un proprio dispositivo fotografico sarà a discrezione dello staff organizzativo dei cantanti.

Jazz
Al Jazz Club Torino, sabato 17 febbraio dalle 21.30, «Taste of Jazz». Nel Sudafrica degli anni Cinquanta, nonostante la repressiva politica dell’Apartheid, si sviluppa una corrente jazzistica che rappresenta un unicum per ricchezza e originalità. La contraddistinguono melodie orecchiabili, ritmicità prorompente, gioiosa spontaneità e un forte spirito di condivisione. A partire dal 2015 la giovane chitarrista Lia Passadorilavora per riunire attorno a sé un gruppo di musicisti interessati a restituire visibilità a questo percorso musicale ed ai suoi contenuti culturali. Il settetto propone oggi arrangiamenti originali delle composizioni di jazzisti sudafricani come Chris McGregor, Louis Moholo-Moholo, Dudu Pukwana, Harry Miller, Mongezi Feza, Abdullah Ibrahim e altri. Dopo il concerto, come tutti i sabati, si balla: We are jazz clubber e Morciano dj-set.

Musica elettronica dalla Francia
I francesi «Bad Pilot» si esibiranno al Blah-Blah di via Po, il 17 febbraio per presentare il nuovo album «Inverse», prodotto da Clive Martin, celebre produttore che in passato ha lavorato per Queen, David Byrne, Reef, Stereophonics e molti altri. I «Bad Pilot» sono da considerare tra gli eredi della fiorente tradizione dell’elettronica francese, a cui aggiungono le sfumature alternative rock delle loro origini per dar vita a un mix unico e originale. La rivista d’oltralpe Longueur d’Ondes in passato ha descritto così i loro concerti: «on stage, this stick of dynamite whispers, vociferates and unleashes an explosion».

Cantautori
Al Magazzino sul Po, sabato 17 febbraio, dalle 21, il live di Matteo Fiorino. Nato a La Spezia, ha vissuto a Bologna e da altre parti in giro per l’Italia, ma da buon ligure è andato spesso per mare. La sua è musica in bottiglia, che costruisce grandi storie a partire da piccoli bozzetti. I suoi punti di riferimento, italiani e non solo, sono tanti: da Lucio Battisti a Ivan Graziani, da Lucio Dalla ai Beatles. Dopo l’esordio con Il masochismo provoca dipendenza, uscito nel 2015, Fiorino, finalista Arezzo Wave e Premio Buscaglione, ritorna nel 2018 con «Fosforo», un disco prodotto da Phonarchia Dischi, dove abbandona l'ironia vernacolare del primo album per una scrittura più asciutta e sarcastica.

Spettacolo
Sabato 17 e domenica 18 febbraio, al Teatro Colosseo, «Break the tango». Cosa potrebbe capitare se dei ballerini argentini di tango incontrassero dei danzatori internazionali di break ed electro dance?! «Break the tango» è lo show che porta in scena due stili di danza diametralmente opposti: la tradizione incontra la modernità e tutte le regole vengono spezzate. Mentre ballerini di tango come campioni del mondo German Cornejo e Gisella Galeassi volteggiano sul palco, una crew di atletici ballerini di break creano una fusione con le tradizioni della milonga. Ciò che di primo acchitto sembra una combinazione impossibile si mescola in una perfetta combinazione, che diventa esplosiva. Una band di musicisti e cantanti accompagna la crew, suonando hits che spaziano da Adele a Otros Aires. 

A teatro
A Bellarte, sabato 17 febbraio, alle 21, in scena «Chaos, Humanoid B12». Siamo nel 2026, in un mondo in cui il progresso tecnologico è talmente avanzato che l’uomo si è dimenticato di sé stesso. Agli inizi del Ventunesimo secolo si auspicava un mondo in cui le differenze non sarebbero più state causa di divisioni. La perdita di valori, un feroce relativismo unito allo smarrimento di rapporti umani veri, hanno alimentato falsi ideali e modelli pericolosi. L’integrazione rimane un problema irrisolto, con la nascita di forme di intolleranza nostalgiche di un passato che ritorna. In questo contesto si intreccia la storia di due personaggi opposti, un biancaliano e una verdiana, costretti a convivere in un campo di sterminio costruito dagli Humanoid B12, i robot di ultima generazione, che hanno dichiarano guerra all’umanità intera.

Balletto
Al Teatro Nuovo, sabato 17 febbraio alle 21, «Le Mille e una Notte Shaharazad». Sono le notti arabe, dense di atmosfere e sonorità' vibranti, ad ispirare l'allestimento in due atti di Shaharazad, proposto dai giovanissimi F. Mella e A. Torrielli per Il Balletto di Milano. Letteralmente «Shaharazad» significa «figlia della città» ed è proprio questa appartenenza ad una comunità che i due coreografi hanno scelto straordinariamente di mettere in scena: protagonisti del primo atto sono infatti le vie e i mercati della medina, animata dai suoi abitanti che ne restituiscono profumi e colori e sui quali si abbatte una triste sorte. A causa dell'eccidio voluto da un sultano tradito e persuaso della perfidia femminile, Shaharazad sarà testimone della pena di veder sacrificata una vita ogni notte e, con l'aiuto della sorella, ordirà un piano per curare la cieca rabbia del sovrano. Uno sguardo esterno alle stanze del palazzo e livido di quotidianità attraversa quindi il primo atto: scelta ben precisa dei due coreografi per valorizzare l'ambientazione e l'armonico ensemble de Il Balletto di Milano, attraverso coinvolgenti coreografie in stile neoclassico. Nel secondo atto la famosa silloge favolistica troverà ampio respiro e vivacissima resa, abilmente narrata sulle note sublimi di A. Khachaturian, scelto per affiancare la ben nota suite di R. Korsakov. La magnetica Shaharazad avrà salva la vita ad ogni alba poiché l'attesa del seguito dei suoi racconti innamorerà il Sultano per mille e una notte... poetico intento di Mella e Torrielli è dire al pubblico che, come un amore che e' contagio e cura, cosi' le narrazioni più travolgenti, non terminano, ma ci lasciano sulle labbra un evocativo ancora.

Acrobazie
Al Cafè Muller, sabato 17 febbraio, alle 21, in scena «Xstream». Cinque acrobati, giocolieri ma anche danzatori, musicisti e attori che occupano il palcoscenico spoglio con le proprie storie e con i propri corpi. Vengono dal Sud America, dall’Asia e dall’Irlanda e portano incise fra le pieghe dei muscoli le narrazioni delle loro terre natie. «Xstream» è un lavoro su disequilibrio estremo e flusso continuo, che esprime il desiderio di spingersi oltre il limite. Una performance che accompagna l’osservatore a investigare tra altezza, estremità e movimento; a mutare le altezze costantemente per cambiare il punto di vista.

Comicità
Domenica 18 febbraio Chiara Avanzo, stand up comedian, classe 1984, sarà al Blah Blah con il suo spettacolo «Legittima Difesa». Sesso e pornografia, religione e falsi miti, maternità e rapporti umani. Questi sono i temi che la comica nel suo spettacolo tratta da un punto di vista totalmente personale e originale in modo politicamente scorretto e senza peli sulla lingua. Nasci e cerchi di sopravvivere. Sopravvivi e cerchi di crescere. Cresci e cerchi un lavoro.  Trovi un lavoro e cerchi un compagno. Trovi un compagno e cerchi la progenie. Trovi la progenie e cerchi Dio. Per poi arrivare alla fine e renderti conto che hai vissuto esattamente come tutti gli altri. Pensavi di aver vissuto una vita straordinaria ma ordinario e straordinario coincidono perfettamente quando è la società che ti dice come vivere la tua vita.

Capodanno cinese al Mao
Sabato 17 febbraio alle 18, in collaborazione con BeccoGiallo e in occasione della settimana di festeggiamenti per il capodanno cinese, verrà presentato al Mao Museo d’Arte Orientale, «Chinamen», la graphic novel divenuta già documentario animato di Ciaj Rocchi e Matteo Demonte. Un progetto che, come una vecchia scatola ritrovata in soffitta, contiene i ricordi delle più antiche famiglie italo-cinesi e racchiude al suo interno quel che c’è di più prezioso per le generazioni a venire: la memoria. Come vecchie fotografie, lettere o ritagli di giornali ingialliti, queste pagine sono simboli e tracce del nostro passato. Frutto di una ricerca unica nel suo genere, in cui sono confluite interviste, album di famiglia e documenti inediti, «Chinamen» rappresenta la storia collettiva di tutti i principali lignaggi storici (Hu, Tschang, Wu, Lin, Jang, Chen), e si configura come un'opera in grado di riattivare quel cerchio di amicizie che più di un secolo fa aveva dato vita a un mondo di relazioni, famiglie e imprese.

Visita teatrale a Palazzo Madama
Domenica 18 Febbraio, la quattordicesima tappa di questo percorso di visite teatrali guidate si svolgerà a Palazzo Madama e Casaforte degli Acaja, una visita tra le mura che ci raccontano la millenaria storia di Torino. Il centro del centro del capoluogo piemontese per scoprire l'arte della storia antica. Palazzo Madama e Casaforte degli Acaja è un complesso architettonico e storico situato nella centrale piazza Castello a Torino. Antico castello degli Acaja, ampliato e ristrutturato a metà del secolo XIV e nel 1420 con inglobamento della Porta Praetoria romana e delle strutture altomedievali, è patrimonio mondiale dell'umanità Unesco, come parte del sito seriale Residenze Sabaude. Diventato sede del Museo civico d'arte antica nel 1934, il castello ha visto nel corso del Novecento lo svolgersi di numerosi restauri e ripristini, che si sono conclusi alla fine del 2006 restituendo alla città un importante documento dei duemila anni della sua storia.

Per i più piccoli
Domenica 18 febbraio al Museo Nazionale del Cinema, «Mamma, papà come si fa ill cinema?» Lo schermo in cui i nostri bambini guardano disegni animati e film è un mondo magico, che li porta a vivere avventure, immedesimarsi nei personaggi e chiedersi incuriositi: Ma come si fa il cinema? Attraverso il magnifico Museo del cinema le loro domande troveranno risposte e potranno vedere da vicino come è nata l’idea di creare le immagini in movimento, dalle prime lanterne magiche ai film più famosi, tutto all’interno di una delle più importanti architetture di Torino: la Mole Antonelliana. E per concludere un regalino a tutti i piccini.