17 novembre 2018
Aggiornato 22:00

Torino è la città del jazz, un nuovo logo per la rinascita del Jazz Festival

«Abbiamo cambiato la modalità di ideazione del Festival: questo è un evento che nasce dal territorio, con il territorio e per il territorio» ha spiegato la sindaca di Torino, Chiara Appendino
Logo dell'evento proiettato sulla Mole
Logo dell'evento proiettato sulla Mole (Torino Jazz Festival 2018)

TORINO - La rinascita del Torino Jazz Festival 2018 passa dalla Mole Antonelliana dove, da venerdì 16 febbraio e per tutto il fine settimana, verrà proiettato il nuovo logo della kermesse musicale. «E' un simbolo molto bello e anche molto torinese» ha commentato la prima cittadina Chiara Appendino, intervenuta alla conferenza stampa di presentazione del marchio ideato dal gruppo di creativi Ikigai Media. Le linee sinuose e i tagli netti del simbolo della manifestazione intendono infatti richiamare lo stile della città che la ospiterà dal 23 al 30 aprile. In questi otto giorni, 250 musicisti animeranno Torino con il loro talento, portando la musica jazz sul palco delle OGR, nei teatri e in diversi club sia in centro che in periferia.

JAZZ FESTIVAL -  Il nuovo logo è solo la punta dell'iceberg di un evento tutto rinnovato. «Abbiamo cambiato la modalità di ideazione del Festival: questo è un evento che nasce dal territorio, con il territorio e per il territorio» ha spiegato Appendino non mancando di menzionare i due direttori d'eccezione del Festival: il compositore e trombettista Giorgio Li Calzi, amante del jazz d'avanguardia e il suo alter ego artistico, il sassofonista e compositore Diego Borotti più legato ai classici del territorio. Sono proprio i due direttori, elementi fondamentali del tessuto culturale del jazz torinese, a dare un'impronta particolare all'evento che mette al primo posto i musicisti. Il coinvolgimento diretto di artisti italiani e torinesi da un lato e di star del jazz internazionale dall'altro, sembra essere proprio la cifra distintiva della manifestazione. «La scelta di affidare la kermesse a due professionisti di chiara fama come Li Calzi e Borotti esprime compiutamente la volontà dell'Amministrazione cittadina di incrementare nel modo più qualificato un'offerta di fruizione culturale che farà di Torino sempre più un hub multidisciplinare che ha pochi uguali non solo in Italia» ha commentato Paolo Turati, Candidato del M5S alla Camera nel Collegio Uninominale Torino 1. «E' stato un lavoro corale», ha spiegato in seguito l'assessora alla Cultura del Comune di Torino, Francesca Leon, «insieme ai direttori abbiamo lavorato con i musicisti, con i club, con le scuole di jazz per organizzare un grande evento a Torino».  

MUSICA - Il Torino Jazz Festival non è fatto solo di spettacoli  nel senso più canonico del termine, è anche meeting, jam session e incursioni musicali in luoghi atipici. Saranno infatti coinvolti oltre 20 club cittadini in cui si suona jazz tutto l'anno e circa 250 musicisti (110 nei concerti del main, oltre 130 nei locali, 16 nei jazz blitz).  Dei cinquanta concerti in programma, sette saranno produzioni originali, ci saranno inoltre numerosi spettacoli pomeridiani, aperitivi in musica ed esibizioni serali. «Per la prima volta Torino ha ascoltato i musicisti della città. Abbiamo cercato di seguire gli stimoli che ci sono venuti da chi pratica il jazz quotidianamente. Non è stato semplice, ma ce l'abbiamo fatta» ha dichiarato il consigliere comunale Massimo Giovara. Nelle prossime settimane saranno svelate le tappe salienti del Festival che si terrà nella rinata città del jazz.