21 agosto 2018
Aggiornato 06:00

Embraco non ritira i licenziamenti, Appendino: «Una presa in giro inaccettabile»

L’azienda rifiuta ogni proposta. Furioso anche il ministro Calenda: «Non incontro più questa gentaglia»
I lavoratori dell'Embraco
I lavoratori dell'Embraco (ANSA)

TORINO - Un rifiuto netto, secco. Embraco dice no ad ogni proposta avanzata dal Governo e conferma il licenziamento dei circa 500 dipendenti dello stabilimento di Riva di Chieri. Un «no» che stupisce e lascia l’amaro in bocca, perché lo sforzo delle istituzioni è stato totale, a prescindere da qualsiasi schieramento politico. Chiara Appendino, sindaca di Torino, dopo aver appreso l’ultimo rifiuto della multinazionale nell’attivare la cassa integrazione, ha così commentato: «E’ una situazione inaccettabile, una presa in giro per i lavoratori». I dipendenti oggi hanno bloccato il traffico per oltre quattro ore nei pressi della rotonda di Riva, sulla statale che collega Torino con Asti.

CALENDA E CHIAMPARINO - Le dure parole di Appendino sono supportate da quelle del ministro Calenda: «Abbiamo sentito i legali dell’azienda questa mattina offrendogli sostegno per una cassa integrazione, l’azienda ha risposto negativamente. Non si comprende questo atteggiamento, la differenza tra la loro proposta e la nostra è non materiale. Si conferma un atteggiamento di totale irresponsabilità dell’azienda. Credo che ci troviamo di fronte al peggior caso di una multinazionale che dimostra irresponsabilità verso i lavoratori e mancanza di rispetto verso il Governo». Poi la chiosa finale, che lascia intendere come ogni possibilità di dialogo sia ormai utopica: «Non li ricevo più questa gentaglia, questa gente». Anche il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino ha parlato di «irresponsabilità verso 500 famiglie, più famiglie di fornitori e comunità piemontese».