22 giugno 2021
Aggiornato 13:30
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Eventi a Torino, gli spettacoli da non perdere dal 20 al 23 febbraio

Musical, commedie, arte a teatro, storie di uomini. Ecco cosa vi attende sui palchi cittadini ed una piccola guida per non perdere il meglio

TORINO – Una settimana ricca di spettacoli da non perdere dal musical, alla commedia fino al teatro sperimentale. Ecco qualche consiglio per non lasciarsi sfuggire i momenti più interessanti della settimana.

Musical 
Al Teatro Alfieri, da martedì 20 febbraio, in scena «Jersey Boys». Secondo anno di repliche per l’edizione italiana del Teatro Nuovo di Milano di «Jersey Boys», il pluripremiato musical campione di incassi a Broadway e nel West End di Londra. «Jersey Boys»è un magnifico viaggio musicale tra i successi che hanno scalato le classifiche di tutto il mondo tra gli anni ’50 e gli anni ’70. A dare vita a una delle band più amate della storia della musica internazionale sono quattro eccellenze del musical italiano, primo fra tutti Alex Mastromarino. Il Frankie Valli italiano, nato a Livorno, ha convinto da subito, con la sua voce in falsetto, una caratteristica difficile da trovare tra gli oltre duecento artisti che si sono presentati all’audizione per interpretare questo difficile ruolo. Alex Mastromarino è il leader di un gruppo di artisti davvero eccezionale composto da Marco Stabile, nel ruolo del chitarrista malavitoso Tommy DeVito, Flavio Gismondi, il tastierista Bob Gaudio, e Claudio Zanelli, il bassista Nick Massi. Insieme ai Four Seasons, i migliori talenti del musical italiano coreografati da Valeriano Longoni. 

Spettacolo 
Al Teatro Gobetti, da martedì 20 febbraio, in scena «WikiPiera». Intervista-show condotta da Pino Strabioli per una delle più straordinarie attrici italiane. Piera Degli Esposti ripercorre più di 50 anni di carriera: gli amori, il rapporto profondo e controverso con la madre, la passione per Bologna, gli incontri fondamentali con Dacia Maraini, Marco Ferreri, Lucio Dalla, Giorgio De Chirico. Una vita alla ribalta, fra brani di grande teatro e ricordi. Il dietro le quinte di un’attrice, la formazione, le bocciature iniziali e poi i consensi. Ironico, divertente, provocatorio: un’intervista-spettacolo che celebra una donna, ma soprattutto una personalità artistica che ha fatto della propria vita un racconto alla ribalta. Dopo il debutto teatrale con Antonio Calenda, Piera Degli Esposti diventa immediatamente un volto noto per le sue interpretazioni televisive e cinematografiche, lavorando con Castellani, Pasolini, i fratelli Taviani, Moretti, Bellocchio, Ferreri. A teatro è in scena per Scaparro, Guicciardini, Sequi, Castri, Wertmüller, fino al Divo di Paolo Sorrentino. Il suo Storia di Piera, scritto con Dacia Maraini, diventa nel 1983 un film con la regia di Marco Ferreri. Pino Strabioli è un regista teatrale, attore e conduttore televisivo. L'attrice e il suo compagno di viaggio portano in scena un gioco a due, in cui entrambi mettono in discussione i rispettivi ruoli, quelli più seriosi della teatrante e quello del giornalista tutto d'un pezzo, per lasciarsi andare alle confidenze private, raccontate con piglio sarcastico e dissacrante.

Vittorio Sgarbi a teatro 
Al Teatro Colosseo, mercoledì 21 febbraio, dopo lo straordinario racconto sull'opera di Caravaggio la stupefacente arte di Michelangelo Buonarroti si farà palpabile alle molteplicità sensoriali, attraversate dal racconto di Vittorio Sgarbi, contrappuntate in musica da Valentino Corvino e assieme alle immagini rese vive dal visual artist Tommaso Arosio. Verrà così ricomposto un periodo emblematico, imprescindibile ed unico nell'arte, e assieme all'ambizione di scoprire un Michelangelo inedito, non resterà che farci sorprendere.

Lello Arena al Teatro Gioiello 
Da mercoledì 21 febbraio, in scena «Parenti serpenti». Un Natale in famiglia, nel paesino d’origine, come ogni anno. Un Natale pieno di ricordi e di regali da scambiare, in questo rito stanco, unico appiglio per ravviare i legami famigliari, come il fuoco del braciere che i genitori anziani usano per scaldare la casa. Un momento attesissimo per rivedere i figli che lavorano in altre città. Lello Arena, con la sua carica comica e umana, veste i panni del papà e il suo sguardo esplora le dinamiche ipocrite e meschine che lo circondano, in quei giorni di santissima festività. All’improvviso, i genitori, fino ad allora autonomi punti di riferimento, esprimono l’esigenza di essere accuditi: uno dei figli dovrà ospitarli, a chi toccherà? Si può far ridere nel raccontare questa storia, nelle spumeggianti gag ma, allo stesso tempo, non ci si può riflettere sopra senza una profonda amarezza. In un’epoca in cui tutto e il contrario di tutto sono la stessa cosa ormai, con questa commedia passeremo dalle risate a crepapelle per il tratteggio grottesco, e a tratti surreale, dei personaggi al più turpe cambiamento di quegli esseri che –chi di noi non ne ha conosciuto almeno uno?– da umani si trasformeranno in serpenti.

I reality a teatro
A San Pietro in Vincoli – Zona Teatro, mercoledì 21 febbraio, in scena «Reality». A partire dal reportage di Mariusz Szczygieł «Reality», lo spettacolo è un reality senza show, senza pubblico. Essere anonimi e unici. Speciali e banali. Avere il quotidiano come orizzonte. Come Janina Turek, donna polacca che per oltre cinquant’anni ha annotato minuziosamente i dati della sua vita: quante telefonate a casa aveva ricevuto e chi aveva chiamato (38.196); dove e chi aveva incontrato per caso e salutato con un buongiorno (23.397); quanti appuntamenti aveva fissato (1.922); quanti regali aveva fatto, a chi e di che genere (5.817); quante volte aveva giocato a domino (19); quante volte era andata a teatro (110); quanti programmi televisivi aveva visto (70.042). 748 quaderni trovati alla sua morte nel 2000 dalla figlia ignara ed esterrefatta. Mariusz Szczygieł scrive nel reportage che ci ha fatto scoprire questa storia «Nella routine quotidiana succede sempre qualcosa. Sbrighiamo un’ infinità di piccole incombenze senza aspettarci che lascino traccia nella nostra memoria, e ancor meno in quella degli altri. Le nostre azioni non vengono infatti svolte per restare nel ricordo, ma per necessità. Col tempo ogni fatica intrapresa in questo nostro quotidiano affaccendarsi viene consegnata all’ oblio. Janina Turek aveva scelto come oggetto delle sue osservazioni proprio ciò che è quotidiano, e che pertanto passa inosservato».

Commedia
Al Teatro Erba, da giovedì 22 febbraio, in scena «Le allegre comari di Windsor». Una tradizione vuole che questo lavoro di Shakespeare sia stato scritto in una quindicina di giorni a richiesta della regina Elisabetta che era rimasta talmente divertita dal personaggio di Falstaff (nell’Enrico IV), da volerlo rivedere all’opera. La commedia consiste nell’intreccio di due motivi: quello di Falstaff che fa la corte a due ricche borghesi di Windsor, e quello di Anna Page a cui i genitori vogliono dar marito. Falstaff, trovandosi a corto di quattrini, decide di far la corte alle mogli di Ford e di Page, due borghesi di Windsor, poiché esse hanno il governo della borsa dei mariti. Falstaff manda identiche lettere galanti alle due donne, che se ne accorgono e decidono di vendicarsi. L’intreccio secondario rappresenta il corteggiamento di Anna, figlia di Page, da parte di tre pretendenti. Questa commedia fornisce uno spaccato della società provinciale inglese per la sua atmosfera e i suoi personaggi. La vicenda, infatti, è piena di riferimenti a luoghi e persone e usi che dovevano essere familiari ai londinesi del tempo. Potrebbe sembrare una commedia cinica. In realtà, alla fine, si assiste alla fuga d’amore dei giovani innamorati e viene eliminato ogni dubbio sul fatto che il matrimonio dovrebbe essere motivato solo dall’amore. Con Giuseppe Pambieri, Edy Angelillo e Franco Oppini.

Teatro e indagine sull'uomo
A Bellarte, da giovedì 22 febbraio, in scena «Carillon». Il desiderare è un motore del nostro vivere, del nostro agire, del nostro respirare, del nostro amare? Ma cosa è il desiderio? In un tempo in cui abbiamo tutto e in cui si ha la sensazione imperante di un vuoto che avanza, ci vogliamo dare un tempo alla ricerca del senso del desiderare. Da qui si partirà. Dal tempo. Dall’ascolto. Dall’incontro. Incontrando vita. Vita e respiri di molte persone. Provando a spingerci verso quelli che comunemente vengono vissuti come limiti, margini, estremi. Ricchezza, povertà, potere e riconoscimento, senza fissa dimora, amori folli, amori vuoti, strade controverse, fine vita, spiritualità, vuoto apparente, sfruttamento di anima e corpo, fino all’appagamento per grandi risultati. Occhi, storie, parole, silenzi e desideri. Un attore e un regista insieme, da soli ma con tante persone da incontrare.

Teresa Mannino al Colosseo
Da venerdì 23 febbraio, al Teatro Colosseo, Teresa Mannino in «Sento la terra girare». Dopo aver regalato al pubblico del Colosseo una specialissima Festa della Donna, Teresa Mannino torna con il nuovo spettacolo. La comica siciliana, dopo 154 date con «Sono nata il ventitré», con cui ha raccontato la sua infanzia, la sua vita e come è cambiato il mondo attorno a lei, presenta «Sento la terra girare». Nel suo nuovo spettacolo l'esilarante Mannino parlerà sempre dalla sua amata Sicilia, con lo stile inconfondibile che la contraddistingue.

Storie a teatro
Al Cafè Muller, da venerdì 23 febbraio, in scena «Il mio nome è Bohumil». Sulla scena teatrale sono certo importanti la scenografia, le luci, i costumi, ma ciò che davvero è irrinunciabile è l’essere umano nelle infinite rappresentazioni che riesce ad offrire della propria esistenza. Il mio nome è Bohumil liberamente tratto da «Ho servito il re d’Inghilterra» di Bohumil Hrabal vede protagonista sulla scena per, un’ora e mezza, l’attore svedese Jacob Olesen nella sua poliedrica versatilità a impersonare il piccolo cameriere d’albergo Bohumil la cui incredibile vita attraversa con la leggerezza del sogno le terribili vicende della seconda guerra mondiale, l’occupazione di Praga da parte dei nazisti, il propagarsi del razzismo e della violenza. Uno spettacolo che enfatizza l’impareggiabile capacità attoriale di Olesen: ora mimo, ora protagonista, ora deuteragonista. Con Jacob Olesen, un progetto di Jacob Olesen, Giovanna Mori e Francesco di Branco, regia Giovanna Mori, produzione Enrico Carretta.