18 ottobre 2018
Aggiornato 12:30

Primo arresto a Torino con YouPol, preso spacciatore grazie al messaggio di un cittadino

Lo scopo dell'app è quello di permettere a tutti, adolescenti e adulti, di interagire con la Polizia di Stato tramite l’invio di segnalazioni, anche in forma anonima, relative ad episodi di bullismo o allo spaccio di sostanze stupefacenti.
App Youpol
App Youpol (Polizia di Stato)

TORINO - Funziona. Stiamo parlando di YouPol, la nuova app della Polizia di Stato finalizzata a favorire le denunce di episodi di bullismo o di spaccio di sostanze stupefacenti, attiva dall'8 febbraio 2018. Nella giornata di ieri, lunedì 19 febbraio, un italiano di 21 anni è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti proprio grazie a una precisa informazione giunta alla Centrale Operativa della Questura. La persona arrestata deteneva nella sua abitazione oltre 6 kg di marijuana. 

YOU POL - La segnalazione specificava che in abitazione di Via Osasco, nel quartiere San Paolo, era detenuto un ingente quantitativo di droga. Così la Centrale Operativa, ha disposto il repentino intervento degli operatori della Squadra Volante. I poliziotti hanno intercettato una persona che usciva dallo stabile con addosso alcuni grammi di marijuana. L’uomo ha spiegato ai poliziotti di averla appena acquistata da un amico. La successiva perquisizione dell’alloggio individuato dagli agenti ha permesso di arrestare un cittadino italiano di 21 anni, incensurato, che all’interno dell’appartamento di residenza deteneva oltre 6 kg di marijuana, un bilancino di precisione, e tutto il materiale utile al confezionamento dello stupefacente. 

APP - Lo scopo dell'app è quello di permettere a tutti, adolescenti e adulti, di interagire con la Polizia di Stato tramite l’invio di segnalazioni, anche in forma anonima, relative ad episodi di bullismo o allo spaccio di sostanze stupefacenti. L’utente può anche inviare immagini o segnalazioni scritte direttamente alla sala operativa della Questura, indipendentemente dal fatto che si trovi in una provincia diversa. E’ consentito, pertanto, denunciare all’autorità di polizia fatti di cui si è testimoni diretti (anche mediante foto o immagini acquisite sul proprio dispositivo) ovvero notizie di cui si è appreso in forma mediatica (link, pagine web, ricezioni messaggi, informazioni orali etc.). L’hashtag dedicato al tema è #segnalabulliespacciatori