22 gennaio 2021
Aggiornato 00:30
Cronaca

Embraco, operaio si incatena al cancello della fabbrica: «Ho lavorato qui per 25 anni»

Da Bruxelles intanto arriva la risposta del ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda

TORINO -  Si chiama Daniele Simoni, l'uomo che oggi si è incatenato ai cancelli della fabbrica di Riva di Chieri per cui lavora da 25 anni come operaio. «Non voglio mollare, è la mia fabbrica, mi ha dato da mangiare per 25 anni, finché c'e uno spiraglio io non mollerò». Da Bruxelles intanto gli ha risposto il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda: «Non molliamo, stiamo lavorando a tutti i livelli, lavoriamo qua, lavoriamo con Invitalia che è partita a fare una mappatura di progetti alternativi pe l'industrializzazione. Non si molla come è successo in casi di altre crisi prima di questa».

CALENDA - Mentre un centinaio di lavoratori si sono ritrovati alle 8 di oggi, martedì 20 febbraio, davanti alla fabbrica, l'incontro con la Vestager "è andato bene" e domani la commissaria farà una conferenza stampa. «Ha ben chiaro il problema e mi ha assicurato che la Commissione è molto intransigente nel verificare i casi segnalati in cui c'è un problema o di uso sbagliato o non consentito degli aiuti o, peggio, di aiuto di Stato per attrarre da Paesi che sono parte dell'Ue» ha affermato Calenda a Bruxelles. 

SALVINI - «Massima solidarietà ai lavoratori Embraco e a tutti coloro che hanno perso il lavoro per colpa di questo governo scellerato che oggi va con il cappello in mano in Europa. Un governo complice o incapace che solo ora si accorge che la Lega ha avuto sempre ragione a denunciare che le regole europee danneggiano lavoratori e aziende. Garantisco che con il governo Salvini questo sistema che uccide gli italiani sarà ribaltato». Così il segretario della Lega e candidato premier Matteo Salvini sulla crisi Embraco.