15 novembre 2018
Aggiornato 13:19

Ora è ufficiale: l'ex capo di Gabinetto Paolo Giordana indagato (con Ceresa) per concussione

La Procura ha iscritto i nomi di Paolo Giordana e Walter Ceresa nel registro degli indagati. L'indagine è relativa alla telefonata con cui il primo chiedeva di togliere una multa Gtt a un amico
Paolo Giordana ex capo di gabinetto
Paolo Giordana ex capo di gabinetto (ANSA)

TORINO - Ora non ci sono più due procedimenti disciplinari in corso verso Paolo Giordana, l’ex Capo di Gabinetto della sindaca Chiara Appendino, ma la Procura di Torino lo ha ufficialmente iscritto nel registro degli indagati per concussione. La richiesta di togliere la multa presa su un mezzo pubblico a un amico era già costato il passo indietro a Giordana, che oggi è, come prima delle elezioni, un semplice dipendete comunale, ma ora lo vede anche indagato dal pm Gianfranco Colace insieme a un’altra persona, il suo interlocutore, l’amministratore delegato di Gtt Walter Ceresa.

DA GENNAIO - A gennaio la Procura aveva aperto un fascicolo ma solo ora è stato ipotizzato il reato di concussione. Nei mesi successivi alla divulgazione dell’intercettazione telefonica la Procura ha verificato quanto successo e valutato come procedere. Il reato di concussione, si ricorda, si verifica quando un pubblico ufficiale, abusando della sua qualità o delle sue funzioni, porta una persona a promettergli indebitamente un vantaggio. La vicenda, si può dire con certezza, non si è ancora conclusa.

L’INTERCETTAZIONE - Era la fine del mese di ottobre 2017 quando l’intercettazione tra Paolo Giordana e Walter Ceresa venne a galla. «Per carità, i controllori sono tanto bravi però un po’ troppo, come dire, quadrati», spiegò l’allora Capo di Gabinetto all’a.d. di Gtt, «praticamente un mio amico era sul pullman che stava per timbrare il biglietto e il controllore l’ha fermato dicendogli ‘lo doveva timbrare 5 minuti fa, 1 minuto fa, 30 secondi fa. Adesso le devo fare la multa’. Non è tanto carina come cosa. Cosa possiamo fare?». Domanda esplicita e risposta immediata: «Me lo puoi mandare? Che faccio io». E così è stato, la sanzione passò in poche ore nel mucchio di quelle in cui si sospettava la regolarità.