17 ottobre 2018
Aggiornato 19:30

Italiaonline, centinaia di posti di lavoro a rischio: il timore di un «Embraco bis»

Il timore dei sindacati è che si verifichi un altro caso Embraco
Lavoratori Italiaonline fuori dal Comune di Torino
Lavoratori Italiaonline fuori dal Comune di Torino (Facebook)

TORINO - I manager di Italiaonline, l'azienda che ha rilevato Seat Pagine Gialle, sono stati ascoltati questa mattina, giovedì 22 febbraio, durante la Commissione Lavoro della Città di Torino.  L’azienda, nata dalla fusione nel 2016 con Seat Pagine Gialle, è proprietaria di Pagine Bianche e Pagine Gialle, dei marchi Virgilio e Libero (quasi 10 milioni di abbonati), della concessionaria web IOL Advertising, leader della pubblicità on line in Italia, e di molti tra i più noti portali della Rete. L’invito all’audizione da parte dei Consiglieri comunali era motivato dall’imminente scadenza di giugno, quando terminerà la cassa integrazione (parte a rotazione, parte a zero ore) di 270 dei 400 dipendenti delle sede torinese. 

ITALIAONE - «L'azienda» ha detto Marco Melino, responsabile delle relazioni sindacali «sta rispettando gli accordi presi a dicembre 2016 al Mise, su questo non ci sono appunti che possano esserci fatti. Quanto al futuro, siamo una quotata e non abbiamo al momento comunicazioni aggiuntive da fare». Il timore dei sindacati è che si verifichi un altro caso Embraco: nell'area torinese i lavoratori sono 394, di cui 104 in cigs a zero ore e 170 in cigs a rotazione. La preoccupazione di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil si estendea tutto l'indotto ex Seat, circa 1000 lavoratori solo in Piemonte. Il responsabile del personale, Andrea Fascetti, ha rifiutato di fornire le anticipazioni richieste gli sul futuro di questi lavoratori e della sede torinese: «Siamo qui per rispetto istituzionale e per ribadire che stiamo rispettando gli accordi siglati con i sindacati. Per quanto riguarda il futuro, siamo un’azienda quotata in borsa». L’invito da parte della commissione Consiliare, del suo presidente, e dell’assessore competente, è a tornare in Commissione dopo essersi fatti autorizzare dai vertici aziendali a fare chiarezza.