17 ottobre 2018
Aggiornato 19:30

Guttuso alla GAM, 60 opere del maestro in mostra a Torino

Il curatore Pier Giovanni Castagnoli e la direttrice del museo, Carolyn Christov-Bakargiev, hanno sottolineato come nella mostra, pensata per celebrare i 50 anni del '68, ci siano opere politiche e civili
Renato Guttuso, Donna alla finestra 1942
Renato Guttuso, Donna alla finestra 1942 (Facebook)

TORINO -  «Questo è il momento giusto, nella città giusta, la città di Norberto Bobbio, incline da sempre alla riflessione politica e sociale, e nel museo giusto, la Gam, per organizzare una mostra su Renato Guttuso». Così Fabio Carapezza Guttuso, figlio adottivo del pittore morto nel 1987 e presidente degli Archivi Guttuso, ha presentato a Torino la mostra con 60 opere del maestro, provenienti da collezioni pubbliche e private, aperta alla Gam dal 23 febbraio al 24 giugno. 

GOTTUSO - Il curatore Pier Giovanni Castagnoli (già direttore della Gam) e la direttrice del museo, Carolyn Christov-Bakargiev, hanno sottolineato come nella mostra, pensata per celebrare i 50 anni del '68, ci siano opere politiche e civili - una per tutti i Funerali di Togliatti - ma anche paesaggi e nature morte, di impronta cubista e impressionista, che ben descrivono la profonda poesia di Guttuso. «Questa mostra, ancora più di altre» ha spiegato Castagnoli, «approfondisce il tema del rapporto tra arte e impegno civile, in un momento storico delicatissimo».

LEON - «L'uomo, l'artista vicino al popolo; quel popolo di cui racconta, attraverso le sue opere, le fatiche, gli amori, le lotte» così l'assessore alla Cultura del Comune di Torino in merito alla mostra della GAM. «Una mostra che riattualizza temi che sono nuovamente riportati alla ribalta dal confronto, spesso aspro, del dibattito politico contemporaneo. La mostra ci ricorda le ragioni sociali e civili dell'arte pittorica di Guttuso e lo accosta idealmente alla nostra città, in una sorta di legame elettivo che si dichiara nel rapporto che Guttuso stabilì con Torino, attraverso le persone, gli intellettuali e gli artisti torinesi con cui ebbe relazioni importanti. Una bella mostra che merita di essere visitata e vissuta. Anche con quel tanto di nostalgia, che quelle tinte così intense, sapranno certamente sollecitare»