17 ottobre 2018
Aggiornato 21:00

Vicino il primo addio tra i consiglieri del M5S, Deborah Montalbano: «Questa la mia verità»

Dopo le tante voci su un suo possibile addio, abbiamo intervistato la consigliera del Movimento 5 Stelle. Dopo il 4 marzo potrebbe lasciare per davvero la maggioranza in Sala Rossa?
La consigliera Deborah Montalbano
La consigliera Deborah Montalbano ()

TORINO - Da diverso tempo in Sala Rossa qualche consigliere comunale eletto tra le fila del Movimento 5 Stelle ha iniziato a non vedere di buon grado alcune decisione prese dall’amministrazione, in particolare da alcuni assessori. Tra questi, e non è un segreto, c’è Deborah Montalbano, già oggetto di discussione anche per Luigi Di Maio per la questione dell’uso privato dell’auto istituzionale. Per non parlare dei rimborsi dei buoni taxi, altra storia di cui si è discusso molto. E poi, infine, ci sono le critiche neanche troppo velate della stessa consigliera verso alcune scelte fatte dalla Giunta e verso alcuni comportamenti che non le sono proprio andati giù, tanto che da settimane si vocifera che presto potrebbe lasciare il Movimento 5 Stelle. Per capirne di più abbiamo parlato direttamente con l’interessata.

Buongiorno consigliera Montalbano, si è rotto il matrimonio tra lei e il Movimento 5 Stelle?
Domanda che mi fanno in molti. Non è una cosa nuova se dico che ci sto riflettendo, ma di sicuro non prenderò una decisione prima del 4 marzo. Solo dopo le elezioni deciderò cosa fare.

A tal proposito, viste le elezioni politiche del 4 marzo, in questo momento lei sta facendo campagna elettorale per il Movimento oppure no?
No, per nulla. In questo momento sono come in standby e non faccio campagna elettorale. Ho già tanto da fare con la politica cittadina, come le delibere da seguire.

Ecco, le delibere. Com’è il rapporto con la Giunta della sindaca Appendino?
Io ho una posizione critica interna al gruppo. Sono realista e non quella dura e pura che punta il dito verso la sindaca. Sappiamo il bilancio che abbiamo ereditato, nessuno si aspettava la bacchetta magica, ma sono molto critica verso quanto è stato fatto in materia sociale: il programma c’è. E poi, aggiungo, quando si prende un impegno con qualcuno, in questo caso gli elettori, bisogna fare ciò che si promette. In alcuni casi invece non è stato fatto, e non c’entra solo il bilancio.

Qualche altro consigliere della maggioranza la pensa come lei?
Credo che ognuno a modo proprio possa essere scontento di qualcosa, ma spesso c'entrano argomenti in contrapposizione e così non si riesce a mettere insieme un malcontento generale. Mi piacerebbe dire se altri la pensano come me e se, in futuro, potrebbero diventare critici e lasciare il gruppo in Sala Rossa, ma non voglio parlare per gli altri. In più sono già abbastanza sotto attacco.

Da quando sono nati questi attacchi di cui parla?
Da tempo. Nel Movimento il dissenso non è previsto. Se non voti per delibere o atti politici parte subito il P.S. a Milano e da lì decidono se espellerti o no. Pongo una riflessione: se in un Comune governato da chicchessia viene portato al voto degli eletti un atto che è contro il programma e contro gli impegni presi, cosa dovrebbe fare un consigliere?

A cosa si riferisce in particolare?
Di questi atti ce ne sono tantissimi. I primi discutendo di bilancio. La goccia che però ha fatto traboccare il vaso è stato il Parco della Salute. Tu ti trovi a votare cose che… (sospiro, ndr). Per me fare politica cosa vuol dire? Adeguarmi a certe dinamiche di partito, perché non è più un Movimento ma un partito, oppure essere coerente con chi mi ha votata? Per me è la seconda. Mi rendo conto che governare una città è molto difficile, però c’è anche una coerenza politica. Una cosa non può sacrificare l’altra.

Il cambio di amministrazione dopo tanti anni, ha portato aria fresca?
Allora, io credo che all’interno del Movimento 5 Stelle ci siano due anime: una è legata ai vecchi valori, la seconda è quella più di governance. Noi però siamo stati eletti perché «nuovi», rivoluzionari. Se sacrifichiamo proprio ciò che ci ha resi diversi, laddove andassimo a governare riusciremmo davvero a cambiare le cose e trasformare il sistema in questo Paese? Inoltre: è giusto che quando arrivi a governare, come nel caso di Torino, si dia il potere a dei tecnici che non arrivano dal Movimento 5 Stelle? Per rispondere meglio alla domanda posso dire che non è sicuramente semplice gestire una Città e qui si è limitati dal bilancio ereditato. Ma credo che più che governare si stia ancora cercando di costruire qualcosa, è come se fosse un cantiere in corso.