11 dicembre 2018
Aggiornato 03:30

«Un terrone in meno da mantenere» al ragazzino morto, condannato operaio di Settimo

Con un profilo finto aveva insultato e offeso la vittima di un incidente avvenuto a Siracusa. E' stato condannato a pagare mille euro più le spese processuali
Stefano Pulvirenti
Stefano Pulvirenti (ANSA)

SETTIMO TORINESE - Aveva scritto su Facebook con un profilo finto «sono felicissimo, un terrone in meno da mantenere» riferendosi alla morte di un ragazzo di 17 anni, Stefano Pulvirenti, in un incidente stradale a Siracusa nel novembre 2015. Il giovane, che si trovava in sella al sua scooter quando era avvenuto il sinistro mortale, era deceduto dopo 23 giorni di agonia. Per questa e altre frasi e insulti è stato condannato un operaio di 42 anni di Settimo Torinese: ha patteggiato mille euro oltre le spese processuali a Siracusa.

INDAGATO NEL 2016 - L’operaio era stato iscritto nel registro degli indagati nel marzo del 2016 dalla Procura di Siracusa con l’accusa di diffamazione aggravata da odio razziale. «Quando vedo queste immagini», aveva ancora scritto sui social network, «e so che nella bara c'è un terrone ignorante, godo tantissimo. Peccato che ero al Nord altrimenti avrei c.. su quella bara bianca’’. Frasi che non sono ovviamente passate inosservate e che hanno portato i carabinieri del nucleo investigativo telematico a scoprire chi si celasse dietro quel profilo finto. Ora è arrivata la condanna, ma il procedimento non è concluso perché passerà in sede civile con una richiesta di risarcimento.