17 novembre 2018
Aggiornato 09:00

Scontri e bombe chiodate, parla CasaPound: «Criminali, ma non ci fermeranno»

Marco Racca, coordinatore regionale di CasaPound, parla di centri sociali, di Appendino e di cosa sta accadendo nel suo partito a pochi giorni dalle elezioni: l'intervista completa
L'incontro di CasaPound, gli scontri e Marco Racca
L'incontro di CasaPound, gli scontri e Marco Racca (ANSA)

TORINO - CasaPound, polizia, centri sociali. A Torino, in questi giorni, non si parla d’altro: gli scontri avvenuti tra antagonisti e forze dell’ordine hanno lasciato i cittadini sgomenti per la violenza e i disagi procurati in pieno centro cittadino. Le immagini dei poliziotti feriti hanno fatto il giro del web e in tanti si definiscono preoccupati per il livello di tensione sociale raggiunto. Un problema che riguarda l’Italia e in particolare Torino. Qui CasaPound, in un hotel NH blindato, ha presentato i suoi candidati e il suo programma. Cos’è stato detto? E cosa pensano i leader di CasaPound di quanto avvenuto nelle ultime ore? Lo abbiamo chiesto a Marco Racca, coordinatore regionale del Movimento della tartaruga frecciata e candidato alla Camera dei Deputati.

- Marco Racca, su Facebook ha scritto: «In troppi non hanno capito la verità». Ci spieghi cos’è successo ieri, cosa pensa degli scontri avvenuti tra i centri sociali e le forze dell’ordine?

E’ una follia. Ci dispiace, tirano in mezzo CasaPound a queste cavolate: nel convegno abbiamo parlato per due ore di tutt’altro, senza parlare mai di scontri. Ho sentito di bombe carta con dentro chiodi e pezzi di metallo. Ma i danni, i chiodi e i feriti non hanno a che fare con la politica. E’ criminalità. I facinorosi non possono fermare la campagna elettorale.

Vi definiscono fascisti e pertanto "illegali".
CasaPound è un movimento ed è consentito dalla legge. Fermarci è anticostituzionale. La Costituzione va rispettata.

Le persone sono riuscite ad assistere alla presentazione dei vostri candidati?

Per noi è stato un successo, quasi 500 persone nonostante il clima di paura. Alcuni volevano venire con i figli ma non sono venuti per la paura di questi pazzi. Bambini, anziani e cittadini "civili": non si può mettere a repentaglio e in pericolo la libertà delle persone.

Un momento degli scontri a Torino

Un momento degli scontri a Torino (© ANSA)

I centri sociali torinesi e più in generale i movimenti antifascisti vi respingono con forza.

Loro non sono il nostro nemico, non ci interessa che ci contestino. Non ci interessa nulla di quello che fanno loro, ce ne freghiamo dei loro proclami: non li ascolta più nessuno. Noi parliamo a tutti, alla gente. Loro parlano tra di loro. Se dovessero assaltarci, difenderemo la nostra libertà di fare politica. Guardi, c’è una nota del Viminale di non più di un anno fa che riporta come nell’oltre 90% degli episodi in cui è coinvolta CasaPound, si tratta di difesa dagli attacchi degli antagonisti. 

Non pensa che nelle ultime settimane la tensione sociale abbia toccato picchi preoccupanti? Un ragionamento che vale per tutto il paese, non solo per Torino.

Assolutamente sì e sono preoccupato. Il dibattito elettorale si è spostato su fascismo e antifascismo, è una follia completa. Dobbiamo parlare di programmi, di futuro, di lavoro. Non di queste cose. I nostri «nemici», se così li vogliamo chiamare, sono chi attenta alla sovranità dello stato italiano: UE, immigrazione incontrollata. Non gli antifascisti o i centri sociali.

In tanti rifiutano il confronto con CasaPound, ad esempio Mimmo Carretta del Partito Democratico ha affermato di non volervi incontrare. Perché?

Mimmo Carretta in realtà ha lanciato un appello ai candidati a non partecipare ai dibattiti. A quel punto ho scritto su Facebook un post provocatorio in cui lo invito in un dibattito, se lui l’accetta sono ben disposto. Lo voglio mettere a nudo: è odio politico e non ti confronti, hai paura di perdere il confronto o non sai cosa dire? Pare che lui si tiri indietro. Chi scappa da un confronto non ha mai ragione. Pagheranno questa scelta durante le elezioni. 

La presentazione dei candidati all'Hotel Nh

La presentazione dei candidati all'Hotel Nh (© ANSA)

Come vede Torino?

Siamo stati il primo movimento che dopo sei mesi di Giunta Appendino ha contestato, avevamo capito tutto: Torino è in una situazione critica, la città è piena di ghetti fuori dal controllo dello stato (campo rom, ex moi, porta palazzo). Non ci sono eventi, è una città in pericolo per il futuro. La colpa è di 20/30 anni di amministrazione PD fallimentare, ma i 5 Stelle non sono riusciti a ripartire. Contestavano il Suk con Fassino, ma l’hanno legalizzato e hanno cambiato nome. Sono scomparsi dalle periferie, i loro delusi ci stanno contattando. Lo vedrete alle elezioni. Penso inoltre che la Giunta comunale sia arrivata al punto più basso della storia dal punto di vista culturale. L’apice della vergogna si è toccato nella notte di piazza San Carlo. Avrebbero dovuto rimettersi in gioco, invece si è passati sopra un morto e 1500 feriti. Quella notte ha cambiato la vita a tantissime famiglie torinesi.

Pare che il Comune di Torino voglia sedersi al tavolo con i centri sociali per parlare di emergenza abitativa e gestione di spazi pubblici.  Cosa ne pensi?

Le loro liste sono piene di gente di sinistra, sono solidali con Anpi e i centri sociali. Aprono il Comune ai centri sociali che dicono agli immigrati di occupare le case: aprono le porte a chi truffa. Guardi, le racconto questa cosa: veniamo spesso contattati da persone che non riescono a farsi pagare l’affitto dagli immigrati, che non pagano su consiglio degli sportelli dei centri sociali. Quando se ne vanno lasciano gli alloggi tutti sfasciati. Il Comune apre le porte a questo. Non è nemmeno ambiguo, è palese e pericoloso. Appendino ha dato prova di quello che pensa in occasione del corteo delle Foibe: lo avrebbe vietato. Ma noi lo facciamo da dieci anni, persino con Fassino. Fosse stato per lei non ci avrebbe fatto marciare, lo ha scritto. Forse per i fatti di Macerata, eppure noi abbiamo contestato e condannato Traini, che rimane un folle. I 5 Stelle sono politicamente scorretti: con noi non parlano, ma noi di CasaPound sulla questione case aiutiamo le persone fornendo avvocati e un supporto concreto. Però i centri sociali li accolgono: un paradosso.