19 giugno 2019
Aggiornato 19:00
Nutrie

Centinaia di nutrie nel Po, il Comune progetta un censimento con i droni: «Chi paga?»

Il piano di controllo presentato dalla Commissione Smart City dall’Università di Torino durerà cinque anni e sarà condotto da Città Metropolitana, Città di Torino e dalla Consulta comunale animalista. 

TORINO - «Sono circa 250 le nutrie che affollano le sponde dei fiumi di Torino» fanno sapere da Palzzo Civico. Per rispondere alle istanze dall’Unione Europea, che chiede di effettuare interventi per contenerne la rapida riproduzione di questi piccoli animali orginari del Sud America e non contrastati nel nostro Paese da efficaci predatori, il Comune di Torino partirà proprio da un censimento della popolazione di nutrie in città. Il piano di controllo presentato dalla Commissione Smart City dall’Università di Torino durerà cinque anni e sarà condotto da Città Metropolitana, Città di Torino e dalla Consulta comunale animalista. 

CENSIMENTO - La prima fase di questo piano quinquennale sarà di controllo del territorio: «Un’equipe percorrerà in barca i fiumi di Torino alla ricerca delle colonie, che saranno anche osservate con l’ausilio di un drone. Poi si procederà alla cattura, soprattutto delle femmine, per la loro sterilizzazione, fino a un centinaio di esemplari. Una colonia non sarà interessata dall’intervento e verrà utilizzata come «gruppo di controllo»». L’intervento, fanno sapere dal Comune, durerà circa dieci minuti e la cattura avverrà con la collaborazione delle associazioni animaliste. In quattro anni si potrà ottenere, secondo i ricercatori, una riduzione del 40% e la scomparsa definitiva delle nutrie dal nostro territorio si avrà tra l’ottavo e il decimo anno di attività. «L’osservazione con il drone e la cattura permetteranno di studiare i comportamenti delle «famiglie» (matriarcali, i maschi sono «vagabondi») e di analizzarne la realtà sanitaria in modo scientifico».

NUTRIE - Non mancano però le polemiche. Il presidente della Circoscrizione VII, Luca Deri afferma che: «A fine 2016 la Circoscrizione VII scrisse due lettere alla Sindaca di Torino e della Città Metropolitana evidenziando la questione delle nutrie all'altezza di piazza Chiaves. Mi rispose la Città Metropolitana con una lettera interlocutoria che mi ricostrinse a riscrivere ai due Enti soprariportati per richiedere un intervento tempestivo per evitare pericoli per le sponde e per i residenti visto che, se sottoposte a stress, possono diventare aggressive ed essere potenziali veicoli di malattie per l'uomo. Naturalmente non ci fu nessuna risposta. Ora veniamo a scoprire dai giornali che è intenzione far effettuare dei monitoraggi con dei droni, un censimento per poi procedere con la sterilizzazione. Risoluzione ipotetica della situazione 8/10 anni». Quante risorse verranno impegnate? si domanda inoltre Deri, «Chi paga? Quando chiediamo dei soldi per riparare le aree gioco per i bambini, i nostri centri d'incontro per gli anziani, i progetti di inserimento sociale per persone diversamente abili o progetti di promozione ambientale ci viene risposto che non ci sono le risorse e poi scopriamo, dai giornali, che i soldi vengono spesi per queste iniziative». Questione di 'priorità' coclude amaramente il Presidente della VII.