24 ottobre 2018
Aggiornato 06:00

Ex stazione di Porta Susa, potenziato il riscaldamento: accolti 35 clochard

Il presidio allestito nella vecchia stazione viene migliorato costantemente, per scaldare il più possibile i senza tetto che si rifugiano dal freddo
L'atrio del punto di accoglienza
L'atrio del punto di accoglienza (Diario di Torino)

TORINO - Sono 35 i clochard che la scorsa notte hanno deciso di dormire nell’ex stazione di Porta Susa, nel presidio allestito in tempo record dal Comune di Torino. Proprio nelle scorse ore, la Protezione Civile ha installato due soffioni azionati a motore e 4 ventilatori che irradiano aria calda: l’obiettivo è quello di rendere il più confortevole possibile la sala che accoglie i senza tetto, scaldandoli e mettendoli al riparo dal freddo della notte.

IL PRESIDIO - Per l'apertura di questa struttura, la cui gestione è affidata a Protezione Civile comunale e Croce RossaItaliana, hanno operato in collaborazione gli assessorati al Welfare, all'Ambiente, alla Mobilità e alla Sicurezza urbana della Città, Gtt, Rete Ferroviaria Italiana e FS Sistemi Urbani. Le Ferrovie dello Stato hanno concesso gratuitamente la gestione della struttura e così è nato questo presidio che serve a gestire l’emergenza freddo. Dopo il primo giorno di «diffidenza» (molti clochard non vogliono abbandonare i loro giacigli per paura che qualcuno gli rubi le cose), diversi senza tetto hanno deciso di ripararsi dentro l’ex stazione di Porta Susa. La struttura ha quasi raggiunto il limite della capienza, ma in casi estremi alcune brandine verranno posizionate nell’atrio centrale. Prevista anche una zona per chi ha un cane e vuole dormire vicino al proprio animale: Torino non abbandona i senza tetto.

VIAGGIO ALL'INTERNO DEL PRESIDIO ALLESTITO A PORTA SUSA: LO SPECIALE

La stanza in cui dormono i clochard

La stanza in cui dormono i clochard (© Diario di Torino)