18 ottobre 2018
Aggiornato 11:00

Lavoratori e residenti uniti contro le nuove strisce blu attive in primavera

Il quartiere Nizza Millefonti si mobilita per far cambiare idea all'amministrazione. Gli stalli diventeranno a pagamento nelle prossime settimane
Manifestazione contro le nuove strisce blu
Manifestazione contro le nuove strisce blu (ANSA)

TORINO - Ormai è una corsa contro il tempo. Mancano pochi giorni al via ufficiale delle strisce blu nel quartiere Nizza Millefonti e commercianti, ambulanti, organizzazioni sindacali degli ospedali, pazienti, cittadini e lavoratori si sono dati appuntamento in piazza Giacomini il prossimo primo marzo per ribadire la contrarierà alla nuova ordinanza comunale. L’appuntamento è alle 14.30: «La politica», scrivono i promotori dell’iniziativa, «ancora una volta stravolge gli equilibri dei quartieri per fare cassa. Il progetto è ulteriormente iniquo anche nei confronti degli artigiani, dei commercianti e degli ambulanti, aggravato dalla grande affluenza di cittadini che saranno costretti a rivolgersi alle strutture ospedaliere della Città della Salute a seguito della chiusura di altri ospedali».

CONTRO L’ORDINANZA - Sul banco degli imputati finiscono quelle opere strategiche per la città finanziate anche con i soldi delle soste a pagamento. Uno di questi è il parcheggio di interscambio di piazza Bengasi: «Realizzare questo progetto è, a nostro avviso, l’ennesima tassa su una cittadinanza già stremata da crisi economica, disservizi e cantieri faraonici, ed è una coercizione per quanti hanno bisogno di avvalersi degli ospedali».

PENALIZZATI I TURNISTI - Tra le persone penalizzate dalla nuova ordinanza, ci sarebbe una categoria messa peggio delle altre. Si tratta dei turnisti, cioè di chi lavora in ospedale che, in primavera, sarà costretto a pagare la sosta con un abbonamento (o con il giornaliero o a tempo, 1 euro all’ora dalle 8 alle 19.30 tutti i giorni feriali). «Un provvedimento scellerato», continuano i promotori, «che penalizza i dipendenti, in particolare i turnisti, già sotto organico, stressati da turni di lavoro massacranti oltre che impoveriti da anni di blocco degli stipendi che, dalle prossime settimane, saranno obbligati a pagare un’imposta quotidiana per fornire l’indispensabile assistenza sanitaria alle persone assistite».