23 settembre 2018
Aggiornato 15:30

Eventi a Torino, 10 cose da fare venerdì 2 marzo

Gusto, musica, spettacolo e molto altro. Ecco che cosa vi attende in città ed una piccola guida per non perdere gli appuntamenti migliori dell'inizio del weekend
Torino, 10 cose da fare venerdì 2 marzo
Torino, 10 cose da fare venerdì 2 marzo (Teatro Nuovo, «Aurora Bella Addormentata»)

TORINO – Appuntamenti con il cioccolato, concerti, spettacoli e cultura. Ecco qualche consiglio per non lasciarsi sfuggire i momenti più interessanti del venerdì sera torinese.

Gusto
Venerdì 2 marzo, un pomeriggio dedicato al cioccolato a Eataly Lingotto: alle 17 appuntamento con la Dottoressa Reynaldi, che presenta la sua crema al cacao di Gobino e poi a seguire, alle 18 una degustazione guidata con il maestro Cioccolatiere Guido Gobino che racconta il mondo del cioccolato e farà assaggiare alcune delle sue eccellenze.

Lindy Hop Night
Venerdì 2 marzo, alle 21.30, le atmosfere delle sale da ballo degli anni ’20 e 30’ del Novecento rivivono a Le Musichall grazie al ritmo frenetico della musica swing e del lindy hop. La Lindy Hop Night a Le Musichall non è solo serata danzante e musica dal vivo, ma è anche workshop per chi vuole avvicinarsi alla disciplina o migliorarsi: alle 21.30 lezione tematica con i maestri della Turin Cats Crew per imparare le basi del lindy hop. A seguire, dalle 22.30 parte il live di Dimensione Musica, la Big Band composta da ventiquattro elementi tra strumentisti e cantanti che faranno scatenare il pubblico fino a notte fonda. Biglietti 10 euro acquistabili al botteghino.

Tropical Rock
Al Pop ex Lavanderie Ramone, venerdì 2 marzo, alle 22, «Hit-Kunle». La band veneta tropical rock formata dalla cantante/chitarrista e autrice dei brani Folake Oladun e dal batterista Meson Mason. Dal vivo diventa un trio con il bassista Massimiliano Vio. Le loro composizioni attingono dal mondo afro-latin, così come dal soul, dal rock e dal punk, per un risultato all’insegna di un groove secco eppure immerso in atmosfere calde ed energiche. Musica vibrante e fervida per la quale è stato scelto un nome difficile da decifrare senza spiegazioni: il nome della band prende origine dalla fusione tra il termine inglese «Hit» e la parola yoruba (un importante dialetto parlato in Nigeria e in altri stati dell’Africa Occidentale) «Kunle», e che dà vita al concetto che si potrebbe tradurre con «Il colpo che riempie abbondantemente la casa». In The Pot è il loro album d'esordio. I brani sono interamente composti dalla giovane Folake Oladun, classe 1995, italiana di origini nigeriane, che nel progetto ha fatto confluire liberamente le anime musicali europea e africana e i suoi ascolti musicali, lavorando insieme ai due amici, cresciuti come lei nella zona tra Padova e Mestre, per creare un caleidoscopio in cui risuonano musiche di molte parti del mondo, in una fusione-rock sempre in equilibrio tra freddo e caldo, tra Nord e Sud.

Musica classica
All'Auditorium Rai di Torino e su Radio3, venerdì 2 marzo, la replica del doppio debutto all’Auditorium «Arturo Toscanini»: il direttore d’orchestra tedesco Claus Peter Flor e il pianista italiano Alessandro Taverna suonano per la prima volta con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai giovedì 1 marzo alle 20.30 (turno rosso). La serata è trasmessa in diretta su Radio3 e replicata venerdì 2 marzo alle 20 (turno blu). In programma il Concerto n. 4 in sol maggiore op. 58 per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven e la Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore «Romantica» di Anton Bruckner.

Cantautori
Venerdì 2 marzo fa tappa all'Hiroshima Mon Amour il tour «Contemporaneamente insieme» di Dente e Guido Catalano, con la regia di Lodo Guenzi (Lo Stato Sociale). Rime semiacustiche, metafore in quattro quarti danzano, dando vita a uno spettacolo inedito e originale. Non un reading, non un concerto, non una commedia dialettale e nemmeno uno spettacolo circense, non un balletto, un workshop, uno spogliarello burlesco e neppure una dimostrazione di prodotti di bellezza o aspirapolveri: il cantautore emiliano e il poeta torinese incrociano chitarra e penna, per parlare d’amore a modo loro. Guido Catalano è un talento letterario, scrive per «Il Corriere della Sera Torino» e collabora con «Smemoranda»: la sua scrittura è ciò che più si avvicina al mondo della musica. Dente è un nome di punta della musica italiana, un cantautore dal linguaggio raffinato: la sua musica è ciò che più si avvicina al mondo della poesia.

Jesus
Al Teatro Gobetti, da venerdì 2 marzo in scena «Jesus». Non è uno spettacolo sulla religione in sé, ma sul consumismo religioso, che mantiene il tono sferzante che è cifra stilistica della compagnia. «Jesus» è un’ironica riflessione sull’esposizione mediatica di Gesù: affrescato, dipinto, tatuato, moltiplicato anche nella posta tra i dépliant, nella marca dei jeans, sulle copertine delle riviste. Così come accade al Pontefice, icona al pari delle rockstar, diffuso e frainteso alla stessa velocità. Come ci si pone rispetto a una figura, quella di Gesù, che soprattutto per il nostro Paese, non è solo religione, è anche un fatto culturale, da cui non si può prescindere? E sulle note di Personal Jesus dei Depeche Mode, ci si interroga laicamente su quanto pesi ancora sulla nostra società l’uomo della croce.

Lo Schiaccianoci
Alla Lavanderia a Vapore, venerdì 2 marzo, «Lo Schiaccianoci». Sentendo nominare «Lo Schiaccianoci», il celeberrimo balletto, ispirato ad un racconto di Hoffmann, l’immaginario collettivo si riempie di fiocchi di neve e regali di Natale, epiche battaglie tra topi e soldatini, personaggi ammalianti dai sapori esotici. Un mondo favolistico che prende vita tra le note travolgenti ed indimenticabili dell’opera di Tchaikovsky. La compagnia Natiscalzi DTparte dal libretto originale per reinventarne il racconto, proponendo un tuffo tra desideri e memorie, dando vita ad un mondo vero e onirico al tempo stesso, tragicamente comico, paradossalmente sincero, dove i sogni tornano a bussare alla porta del presente fino a farci credere che siano divenuti reali. I danzatori si ritrovano così davanti ad un proprio sé riflesso: un invito a ricordare chi sono stati e chi immaginavano di diventare.

Balletto
Venerdì 2 marzo, alle 21, al Teatro Nuovo, «Aurora Bella Addormentata». Le fiabe tradizionali sono fonte inesauribile di suggestioni e riflessioni sulle trasformazioni. Così Luigi Martelletta, attraverso il suo linguaggio neoclassico, ha creato un balletto che pur non tralasciando gli aspetti più noti della fiaba e la delicatezza della vicenda onirica, propone una chiave di lettura più moderna, più attuale. Ad esempio le fate, complici e diffidenti l’una dell’altra, sono un unico «ensemble» di passione, caos e razionalità. La fata cattiva (rappresentata in realtà da un danzatore en travesti) è unica, credibilissima nel suo essere sopra le righe, elegantissima, femmina e cattiva al punto da non far paura perché inesistente in natura agli occhi di un bambino.

Lolita
Al Cafè Muller, da venerdì 2 marzo, alle 21, in scena «Lolita». «Lolita» è una donna aspra e infantile, desiderosa di purezza eppure bloccata nel suo presente. Silvia Battaglio porta in scena il primo degli spettacoli appartenenti alla Trilogia dell’Identità che rientra in una personale indagine sul tema dell’identità connesso a quello dell’età, dove il punto di partenza risiede nell’appartenenza o meno a noi stessi, al nostro tempo, a un’età che ci rappresenta e ci attraversa ma che talvolta non corrisponde esattamente al nostro tempo interiore. In questo sfasamento tra età ed esistenza si annida un luogo che si potrebbe chiamare: «Lolita». Dal suo piccolo angolo di infanzia immerso in un giardino di mele rosse, una «Lolita» – ormai adulta - attraversa il tempo a ritroso e ripercorre la sua prima volta, sperimenta, provoca e interroga gli adulti nel tentativo di intercettare le traiettorie del possibile, attraversa la delusione e lo stupore, la purezza e il peccato, nel suo viaggio intimo tra adolescenza e maturità.

Per i più piccoli
Venerdì 2 marzo, alle 21, a Rivalta Auditorium Franca Rame, lo spettacolo tratto dal libro di Luis Sepúlveda «Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico» una favola per bambini. I personaggi sono tre e hanno nomi bizzarri e divertenti: Max, Mix e Mex. È una storia d’amicizia. Il piccolo Max cresce con Mix, il suo amato gatto nero. A diciotto anni, Max divenuto grande, decide di vivere da solo in una nuova casa con Mix, prendendosene cura anche quando il bel gatto perde la vista. Col tempo il lavoro lo porta fuori e Mix si sente solo. Ma un bel giorno ecco apparire un topo messicano, triste perché nessuno gli ha mai dato un nome. Mix che prima lo blocca con una zampa, per poi lasciarlo andare, ne condivide allegrie e malinconie e lo chiama Mex.